IL SIGNIFICATO DELLA SENTENZA SU “ARKEON”

Il giorno 16 luglio 2012 il Tribunale di Bari ha pronunciato una articolata sentenza in esito al processo contro Vito Carlo Moccia ed i suoi adepti e maestri, con lui associati a delinquere, imputati – appunto – del reato associativo (di cui Vito Carlo Moccia è stato riconosciuto promotore e fondatore) e di un’altra serie di reati satellite, consumati in occasione dei
vari seminari tenuti da “The sacred path”.

A dispetto di dichiarazioni fuorvianti rilasciate nell’immediato dagli imputati, direttamente o tramite i propri difensori, và chiarito che il Tribunale ha assolto gli imputati solo con riferimento al reato di calunnia in danno di Lorita Tinelli e di G. M., mancando la prova della volontà di calunniare. Per tutti gli altri reati contestati, si è invece raggiunta la prova della loro sussistenza! Ed infatti, ferma restando la condanna per il reato di associazione a delinquere e per quello di esercizio abusivo della professione di psicologo, i reati di violenza privata (originariamente contestata come violenza sessuale di gruppo e poi derubricata) e di maltrattamenti sono stati ritenuti consumati, ma dichiarati prescritti (ovverosia è passato troppo tempo perché la pretesa punitiva dello Stato possa continuare ad essere coltivata).

Lo stesso dicasi per le molte truffe perpetrate dagli imputati, che sono state ritenute truffe semplici (senza aggravanti) e quindi perseguibili solo a querela, che nella fattispecie mancava.

Ma ciò che è chiaro, e che gli imputati fingono di ignorare, è che il presupposto per dichiarare l’improcedibilità per prescrizione o per mancanza di querela è l’accertamento della responsabilità, come infatti troveremo spiegato nelle motivazioni della sentenza.

Nessuna assoluzione, quindi, per Moccia ed i suoi associati (salvo che per la calunnia), ma conferma che tutti i gravi fatti denunciati erano veri e comprovati!


Avv. Marco Marzari

Legale delle parti civili del Processo
Consulente del CeSAP

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