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La comunità o setta Damanhur: uno stato dentro lo Stato

Il nome di Damanhur arriva in Piemonte negli anni ‘70 dall’antico Egitto, città lungo le sponde del Nilo. Da Vidracco a Baldissero Canavese, ai piedi delle Alpi in provincia di Torino, prolifica una rete di villaggi damanhuriani. Una città scavata all’interno della montagna con templi, sale dedicate agli elementi; c’è quella dell’acqua, per entrare in contatto con la propria parte femminile, quella dei Metalli, che collega la vita terrena con l’aldilà.

Massimo Introvigne, esperto di religioni, paragona il tempio sotterraneo al regno dei Na’vi raccontato dal regista Cameron nel film Avatar[1]. Sul sito tempio.it è possiblie fare una visita virtuale della struttura e leggere la storia della comunità.
La pubblicità offerta dalla stampa parla di un posto magico, quasi favolistico dove l’uomo finalmente è tornato in contatto con la natura e il suo essere divino. Alla federazione delle comunità non manca nulla; è infatti dotata di una sua bandiera, una stella a sei punte formata da due quadrati intrecciati, una capitale, Damjl, un proprio inno, scuole e istituzioni, una banca e una moneta personalizzata, il Credito, una lingua autonoma, un giornale interno “Qui Damanhur Quotidiano”, l’adozione rituale di altri nomi rispetto a quello anagrafico (scelti dalla mitologia o dal mondo animale e vegetale) e si interfaccia politicamente con il resto della penisola con un suo partito “Con te per il Paese”[2].
“Il primo piccone colpì la roccia in una calda notte di agosto. Era una sera di sabato, nel 1978. Oberto Airaudi e un’altra decina di damanhuriani sedevano intorno al fuoco, in uno spazio dietro la casa a ridosso della collina di Vidracco. Cadde una stella nel cielo, grande e luminosa, che lasciò dietro di sé una striscia ben visibile di polvere dorata che ricadde sulla Terra. Tutti pensarono che fosse un buon segno, e Oberto disse che in effetti indicava il momento perfetto per iniziare a scavare un Tempio, come quelli che da migliaia di anni non esistevano più”[3].

Da quel giorno nessuno più si fermò. Tutto doveva essere fatto in gran segreto, la legge italiana non prevedeva questo genere di costruzioni e in Piemonte non c’era autorità a cui chiedere il permesso. Nasce così il lavoro volontario che chi si reca a Damanhur è costretto a svolgere e che lì si chiama Terrazzatura. Quello che Airaudi definì “un dono all’umanità” divenne noto nel 1992 in seguito a un blitz di uomini in divisa. Invitati ad entrare i carabinieri rimasero incantati dallo splendore della costruzione e dall’incursione si passò velocemente alla prima conferenza stampa di presentazione del Tempio.
Il procuratore della Repubblica di Ivrea Bruno Tinti tuttavia dovette constatare il reato di abuso edilizio e quindi sequestrare il tempio. Iniziò così la battaglia da parte dei damanhuriani per salvare il tempio con la raccolta di firme, l’invito alla stampa e alle televisioni affinchè diffondessero su scala planetaria la meraviglia spirituale e artistica che si rischiava di perdere. Anche il mondo politico venne invitato e si adoperò per salvare il Tempio sotterraneo[4].
Ad aggirare la legge Galasso del 1985 sulla tutela dei beni paesaggistici e ambientali ci pensò il condono edilizio per opere sotterranee di particolare pregio artistico e architettonico, superiori ai 750 metricubi[5]. Anche la sovrintendenza alle Belle arti della Regione Piemonte offrì il suo sostegno, dichiarando la necessità di tutelare la costruzione come opera d’arte. Il 27 aprile 1996 il pretore di Ivrea decretò il dissequestro del Tempio affidandone la custodia ai damanhuriani.

L’attività all’interno del villaggio prosegue dunque con la legittimazione giuridica. Il tempio promuove i propri corsi di Fisica esoterica, Atlandide e civiltà galattiche e Ricerca delle vite precedenti che si tengono presso l’università interna, la Olami Damanhur che svolge anche la funzione di agenzia turistica. C‘è pure il centro congressi, Damanhur Crea, che ha preso il posto dell’ex Olivetti di Vidracco. I contatti politici e i soldi sono assicurati. A tagliare il nastro inaugurale Mercedes Bresso allora presidente della Provincia di Torino (e successivamente presidente della Regione Piemonte).
A dirigerlo è Giancarlo Fiorucci, “italiano” ma sposato con una damanhuriana[6].” Il Centro Crea ospita molte delle aziende che appartengono al Consorzio Damanhur, cooperativa a cui non manca nulla[7]. Dalla casa editrice, l’oreficeria col business degli oggetti selfici (amuleti e gioielli in metallo o rame costruiti secondo regole matematiche che vengono fatte risalire ad Atlandide) utilizzati per il benessere psicofisico, accogliere energie intelligenti – gli alieni, ndr - e l’amplificazione di capacità intuitive e mentali [8]), l’agenzia di assicurazioni, la fabbrica di detergenti ecologici, l’alimentazione con i prodotti biologici (la coop Tentaty) all’ospedale con la Casa della Salute sprovvista purtroppo di autorizzazione da parte della Asl ma fornita di materiale ospedaliero.
La vita all’interno della comunità coinvolge anche i bambini, i quali frequentano una scuola interna. Grazie all’istruzione parentale prevista dal Ministero i genitori sono legittimati a fornire in proprio un’educazione ai figli. Le nascite vengono pianificate[9] e i bambini appartengono alla comunità e i genitori possono vederli solo raramente. Presto entreranno nel circuito della comunità.

A non intralciare l’attività degli airaudiani vi sono sicuramente le numerose amicizie e strategie politiche messe in atto dal Super-Risiko damanhuriano[10]. Il Gioco creato da Falco ha la “funzione di simulare possibili realtà storiche di immaginari popoli, di questo o di altri pianeti. Viene usato per esercitarsi alla politica…”[11].
Tradotto, gli adepti vengono mandati all’esterno ad acquisire una temporanea residenza nei paesini dove sono in corso le elezioni. Per un territorio che conta circa cinquemila persone anche una ventina di voti sono un numero enorme. Così, le migrazioni sono programmate. Il sindaco di Vidracco è damanhuriano dal 1999, così il suo successore e l’attuale sindaco in carica[12].
La concentrazione di nuovi residenti allo stesso numero civico non passò inosservata ma a scomodarsi ci furono due esponenti dei Verdi, partito che ha appoggiato la comunità utilizzandola come bacino elettorale, che parlarono di schedatura fuori luogo e inutile caccia alle streghe[13]. Un lungo lavoro di infiltrazione invece che ha permesso di arrivare ad avere consiglieri, anche di minoranza, nella Comunità Montana della Valchiusella. “Siamo presenti in dieci paesi alle elezioni comunali”[14].
La politica tuttavia non interessa solo a livello locale. Nel 1995 nasce “Con te per il Paese”, movimento politico della comunità a cui fa parte il primo sindaco damanhuriano eletto nel 1999 Antonio Nigro, noto come Bisonte Quercia[15]. A legare la comunità al partito dei Verdi e con il senatore Luigi Manconi c’è la comune esperienza del Croacreis, coordinamento nazionale delle associazioni e comunità di ricerca etica interiore e spirituale nato nel 1998.
A questo indirizzo è possibile leggere del primo incontro con il senatore (http://www.conacreis.it/chi-siamo-topmenu/un-po-di-storia/409-10-anni-di-conacreis-la-testimonianza), l’unico a rispondere all’appello di riunire il mondo etico a quello spirituale.
Poco dopo infatti –20 dicembre 2000- verrà approvata la legge 383 che ammette l’istituzione delle cosiddette Associazioni di promozione sociale[16]. Cucita perfettamemente addosso a Damanhur. Il Cronacreis si schiererà poi nel 2005 a favore del gruppo di pressione contro l’introduzione del reato di manipolazione mentale[17] (argomento trattato dal nostro giornale - Plagio: da Braibanti al caso Arkeon, il buco nero della legge) [18].

Tra i contatti figura anche Mercedes Bresso presidente della provincia di Torino dal 1995 al 2004 (e successivamente presidente della Regione Piemonte), che tagliò il nastro inaugurale della Damanhur Crea. Dalla metà degli anni 90 ci saranno cinque consiglieri comunali provenienti da Damanhur[19].
Una visita importante la ricevono nel 2004 dal deputato Luciano Violante, che, deciso a “capirne di più”, il 16 luglio 2007 mantiene la promessa. Durante la seduta di un’indagine conoscitiva per la legge sulla libertà religiosa ascolta il parere di Patrizia Santovecchi, presidente dell’Osservatorio nazionale abusi psicologici (Onap) la quale espone la definizione di “setta”. Violante chiede all’esperta se conosce Damanhur e se rientra nella definizione. La Santovecchi risponde affermativamente a entrambe le risposte[20].
I racconti dei fuoriusciti [21] tracciano uno scenario orwelliano con un continuo controllo da parte dei capi, un labor limae psicologico che porta a tagliare i legami con l’esterno, la donazione dei propri beni alla comunità e una lenta e dolorosa condizione di sudditanza.
Attualmente alcune aziende hanno chiuso i battenti, la moneta magica si sta svalutando e alcuni progetti sono andati nel dimenticatoio. A livello amministrativo locale il potere si è indebolito, nel 2009 sono riusciti ad avere due posti di minoranza nella Comunità[22]. Sul loro sito si legge “La nostra partecipazione attiva termina però nel 2010, non senza discussioni e polemiche tra damanhuriani e alcuni rappresentanti regionali e nazionali di Sel, in particolare sui contenuti dei programmi politici e sulla gestione degli organismi del partito”[23].
Nessun problema, i damanhuriani sono tenuti a un pensiero ottimista. I se e i ma non sono contemplati, pena la de-damanhurizzazione.

Laura Fedel


[1] http://www.damanhur.info/images/stories/DOC300110avatar.pdf
[2]
http://www.damanhur.info/
[3]
http://www.tempio.it/it
[4]
ibidem
[5]
http://dati.camera.it/ocd/page/aic.rdf/aic4_13446_12 e http://www.damanhur.info/component/content/article/65-informazione/2131-considerazioni-sul-volume-qocculto-italiaq
[6] Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli, Occulto Italia, 2001, Bur p. 33
[7]
http://www.damanhurcrea.it/
[8] http://www.sel-et.com/it/
[9] http://www.damanhur.info/chi-siamo/politica-diritto-informazione/storia-mediatica/2215-occulto-italia
[10] ibidem
[11]
Oberto Airaudi, La Verità Horusiana. Principi, Concetti e Tradizioni della Scuola di Pensiero di Damanhur, Edizioni della Scuola di Meditazion di Damanhur, anno XXVII (quarta edizione riveduta e ampliata a cura del Gruppo Teoretico della Scuola di Meditazione) in Gianni Del Vecchio, Stefano Del Vecchio, op. cit. p. 135
[12]
http://www.damanhur.info/notizie-ed-eventi/cronologia-eventi/1862-elfo-frassino-nuovo-sindaco-a-vidracco
[13] http://dati.camera.it/ocd/page/aic.rdf/aic2_02025_13
[14] Elefantina Genziana e Husky Vaniglia, Verso un’Europa delle Regioni. Venerdì di Falco gon Gli ospiti, Qui Damanhur Quotidiano, 14 giugno 2004 in Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli, op. cit. p. 141
[15]
http://www.verdi.it/antonio-nigro.html
[16] http://www.camera.it/parlam/leggi/00383l.htm
[17] http://www.conacreis.it/attivita-e-progetti-topmenu/laboratorio-sui-diritti-civili/maccartismo-spirituale/37-la-nostra-posizione-sul-disegno-di-legge-sulla-qmanipolazione-psicologicaq
[18] http://www.laveracronaca.com/index.php/archivio/1170-plagio-da-braibanti-al-caso-arkeon-il-buco-nero-della-legge
[19] http://www.damanhur.info/component/content/article/65-informazione/2131-considerazioni-sul-volume-qocculto-italiaq
[20] http://www.cesnur.org/2007/lib_07_16a.htm
[21] Tratti da Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli, op. cit. p 81- 105
[22]
Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli, op.cit. p. 48 e p. 143
[23]
http://www.damanhur.info/chi-siamo/politica-diritto-informazione/la-storia-politica/2212-la-politica-nazionale

Fonte: Laveracronaca

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