Teorie e Tecniche di Arkeon

Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Tiresia » 06/09/2007, 22:49

Secondo giorno di intensivo - continua -

Dopo cena ci si ritrova quindi di nuovo al tempio. Sono circa le ore 23.30-24. Il maestro chiede \"come state\" ma è un pro-forma perchè non c\'è un giro di condivisione. Il maestro approfitta della condizione di spossamento fisico e psichico delle persone per \"fare entrare\" la spiegazione di quello che i partecipanti hanno vissuto.
Spiega, in sostanza, i danni di tenere dentro in forma repressa un\'emozione così forte come può esserlo la rabbia (o la paura) e i danni che ne conseguono a livello fisico: la rabbia rimossa crea problemi al fegato, agli occhi, alla parte destra del corpo ecc.; e parla dei danni nella propria vita di tutti i giorni. Mi sembra di aver già toccato questo argomento in precedenza, quindi non mi dilungo più di tanto. Passa poi a sottolineare come le persone comincino a reprimere rabbia e paura a partire dall\'infanzia e le reprimano perchè i genitori, soprattutto la madre, mettono in atto tecniche di manipolazione tipo senso di colpa (se non fai così muoio ecc.) che inibiscono nel bambino l\' espressione di quello che provano.
Sottolinea che è meglio che la rabbia o qualsivoglia altra emozione o istanza psichica rimossa vengano fuori perchè in questo modo emergono alla coscienza e possono venire lasciate andare.
La rabbia repressa può diventare anche autolesionismo o ricerca di qualcuno da punire.
Sugli appunti presi durante uno di questi seminari residenziali, ho scoperto un appunto che avevo preso e che dice: - \"Il farmaco è una forma di censura che i medici o gli psichiatri prescrivono ai pazienti perchè la malattia o il problema psichiatrico mettono il terapeuta di fronte alla \"sua\" verità (e, per non andarsela a guardare, si preferisce dare il farmaco piuttosto che permettere al paziente di esprimere l\'emozione rimossa che potrebbe risuonare con la propria)\" ciò che ho messo fra parentesi è come continuava la spiegazione, cosa che non ho scritto ma che mi sono ricordato. Vorrei sottolineare che è vero che non ho mai sentito il maestro consigliare direttamente a qualcuno di non prendere i medicinali, ma è anche vero che informazioni come queste venivano inserite nelle sue filippiche lasciando ai partecipanti la \"libertà\" di prendere le \"opportune decisioni\" in merito alla loro cura. Ecco allora come mai ex-maestro dice di avere visto gente con problemi psichiatrici o con sieropositività buttare nel sacro fuoco i farmaci. Sicuramente il maetro non ha detto loro di farlo direttamente, è molto furbo in questo senso, ma gli \"inviti trasversali\" a farlo, se uno voleva \"capire\" cosa stava esprimendo la malattia, non mancavano.
Questa spiegazione andava avanti per molto tempo, con esempi di comportamenti relativi alla vita dei partecipanti, individuazione dei loro \"processi\" ecc. atti a dimostrare la validità delle teorie presentate. Il tutto veniva propinato dal maestro con un tono di voce modulato e basso, con picchi improvvisi della voce quando arrivava ad esprimere \"concetti chiave\" e tale da indurre nella già provata audience uno stato di sonnolenza cui era una vera tortura resistere. Molti facevano fatica a rimanere svegli, ma stoicamente tenevano gli occhi aperti.
Di solito si finiva verso le 2 di notte. I partecipanti andavano a dormire e puntualmente, alle 7, venivano buttati giù dal letto per prepararsi al ki-training.



Terzo giorno di intensivo

Dopo il ki-training, che rimane uguale a come l\'ho descritto per tutti i giorni (tranne l\'esercizio sulla fiducia che se non ricordo male non veniva ripetuto) si fa colazione e ci si riunisce al tempio su indicazione del maestro.

Esercizio del no-limits

Si rimane fuori dal tempio ma, invece di fare il cerchio davanti, ci si sposta lateralmente su un prato piuttosto grande che, guardando il tempio di faccia, si trova sulla sinistra. Su quello stesso prato si fa anche l\'esercizio dei guerrieri.
Dopo che i partecipanti si sono disposti in cerchio e si danno la mano, il maestro comincia a spiegare come, per tanti, la relazione col proprio corpo e con quello degli altri sia fonte di tensioni e problemi di vario genere. Per esempio, dice, i vari problemi di pelle che si possono avere (tipo psoriasi o dermatiti varie, soprattutto se ricorrenti) hanno origine da problemi di relazione con gli altri e coi loro corpi. Queste malattie della pelle esprimo il messaggio \"mi rendo repellente per respingerti\" oppure, se sono localizzati in zone particolari, possono esprimere problematiche molto precise legate all\'abuso. Per esemplificare quest\'ultimo aspetto, il maestro parla di 2 zone sul collo di sua moglie in cui compaiono 2 chiazze di psoriasi e che corrispondono, sicuramente, secondo lui, ai punti in cui la mano del pedofilo le spingeva la testa verso il basso per farsi fare il \"servizietto\" quando lei era bambina.
Dice poi che l\'esercizio seguente aiuterà i partecipanti a capire se hanno problemi con il proprio corpo e con quello degli altri. Ricordiamoci in che stato sono i partecipanti: da 2 giorni dormono pochissimo, mangiano ad orari assurdi per il proprio metabolismo e hanno passato buona parte della giornata precedente sotto shock emotivo a causa del lavoro sulle sedie.
Il maestro dice di chiudere gli occhi e che quello spazio è il mondo e le persone che si incontrano sono le persone che ci sono nel mondo, nella nostra vita presente o passata ecc.
Mi sembra che la descrizione da me fatta in precedenza di questo esercizio sia abbastanza esauriente, quindi non mi dilungo oltre.
Mi liminto ad aggiungere che per molti anche questo esercizio è un vero e proprio shock emotivo.

Una vota finito l\'esercizio si va a mangiare, sempre circa verso le 15. Il maestro dice di non andare in giro dopo il pranzo \"per non disperdere l\'energia\" e i partecipanti ritornano nello spazio davanti al tempio (ricordiamo che lo spazio che circonda il tempio è recintato e che il prato di cui ho parlato prima è dentro al recinto. Durante gli esercizi la porta del recinto viene chiusa co un lucchetto. Le chiavi se le tiene il maestro). Il maestro dice di evitare di parlare con gli altri per evitare di \"disperdere l\'energia\". Ripeto che non viene proibito di parlare, ma viene consigliato di non farlo e nel gruppo si è molto ligi ai consigli del maestro quindi, anche se uno avesse voglia di farlo, troverebbe un muro di silenzio e tacita disapprovazione da parte degli altri membri del gruppo. Anche e soprattutto gli assistenti del maestro, a questo punto, diventano sibillini e assumono un atteggiamento di distacco anche villano, certe volte, nei confronti dei partecipanti. Si riesce a malapena a strappare loro un \"ti devi guardare questa cosa\" o \"parlane con Vito\" o \"meglio che tu ci stia dentro\".
La corte si stacca dal popolino e tira su un muro impenetrabile di silenzio, il silenzio di chi sa.
Il maestro, dopo aver fatto attendere (e cucinare per bene nella loro tensione) per circa 1 ora 1 ora e mezza i partecipanti, fa la sua comparsa bello fresco e riposato e decreta l\'inizio dell\'esercizio successivo.

Questo esercizio è l\' esercizio delle sedie \"sulle relazioni\".

I partecipanti sono ammessi al tempio (che era chiuso anch\'esso a chiave) e trovano le seggiole una davanti all\'altra, come durante gli esercizi su paura e rabbia del giorno prima.
I partecipanti prendono posto e quando tutti sono sistemati al posto giusto (ricordiamo che il maestro fa sempre qualche piccolo spostamento di questo o di quello) si può cominciare.
I partecipanti vengono invitati a chiudere gli occhi e il maestro comincia una delle solite visualizzazioni guidate: \"Torno alla mia vita di tutti i giorni.... vedo le persone che incontro... pongo l\'attenzione a come mi sento davanti a te... torno al tempo in cui ero bambino e ripenso a quello che ho imparato da te (madre, padre) a come vedevo che ti comportavi con gli altri, a come mi hai insegnato, con il tuo esempio, a comportarmi con gli altri....\" Dopo che i partecipanti si sono ben immedesimati, il maestro gli fa aprire gli occhi e dice di scrivere sul quaderno questa domanda:

MIA MADRE MI HA INSEGNATO CHE UNA DONNA E\'

e al suono del gong, ricomincia tutto come il giorno precedente, solo che in questo caso l\'attenzione è rivolta al cattivo insegnamento del modo di relazionarsi con gli altri fornito dai genitori nell\'infanzia. Sempre frastuono, sempre urla e pianti, ma si può notare come, più che il giorno prima, gli insulti e le grida abbiano più che un carattere di sfogo generale dell\'emozione, una direzione ben precisa cui rivolgersi: la madre e il padre che, con i loro insani e perversi comportamenti hanno causato così tanto dolore nei partecipanti e nella loro vita.
Durante questi esercizi, molto più che durante quelli del giorno precedente, viene favorita la proiezione di uno dei genitori sul partner che si ha davanti e molti vengono sommersi da sputi e insulti sentendosi chiamare madre o padre.

Anche durante questi esercizi i quaderni vengono scambiati e quindi ogni domanda viene ripetuta 2 volte, prima da uno e poi dall\'altro dei partecipanti che si trovano accoppiati.
Non ritorno ai particolari delle scene terrificanti cui si assiste anche durante questi esercizi perchè non è facile neanche per me ritornare ad immergermi in questi ricordi.
Aggiungo solo che molti vomitano e ho visto gente che veniva portata di peso fuori dal tempio in preda a convulsioni. Il maestro, inoltre, gira fra le sedie comprimendo la bocca dello stomaco a questo o a quello provocando ulteriori urla strazianti da parte dell\'interessato.

Ricordo che, qualche tempo dopo, qualcuno chiese al maestro se non aveva paura che qualcuno potesse lasciarci le penne, ma lui rispose tranquillamente che quello era un lavoro giudato dallo spirito e che lo spirito non avrebbe permesso una cosa del genere, a meno che il maestro che conduceva gli esercizi non si fidasse fino in fondo di lui (spirito). In quel caso.... e non aveva finito la frase.

Le altre domande con cui si continuava l\'esercizio, seguite da breve visualizzazione, erano in quest\'ordine:

MIO PADRE MI HA INSEGNATO CHE UNA DONNA E\'
PER ME UNA DONNA E\'
MIO PADRE MI HA INSEGNATO CHE UN UOMO E\'
MIA MADRE MI HA INSEGNATO CHE UN UOMO E\'
PER ME UN UOMO E\'
COME DONNA (se il partecipante è femmina) HO CREATO NELLE MIE RELAZIONI CON GLI UOMINI
COME UOMO (se il partecipante è maschio) HO CREATO NELLE MIE RELAZIONI CON LE DONNE

Da tenere presente che non ci sono intervalli fra le varie domande e si continua con lo stesso ritmo per ore ed ore (circa 15/20 min per turno a domanda).
Facendo un rapido calcolo, se le domande sono 8 e siamo buoni perchè calcoliamo una media di 15 minuti per turno, abbiamo 4 ore filate di inferno senza interruzioni. Potete immaginare come si è ridotti, alla fine? E non sono mica tutti giovani, c\'è anche gente di una certa età.

Siamo arrivati circa alle 21.30/22.30. Prima di andare a mangiare, i partecipanti si mettono in cerchio, sempre per mano, e il maestro dice che \"tutti hanno potuto vedere da che spazio di separazione veniamo, una separazione che ha origini antiche, viene trasmessa dai genitori e a loro dai nonni, bisnonni trisnonni fino ad arrivare ad Adamo ed Eva. Con questo lavoro possiamo sanare la frattura, ricomporre la separazione, rinascere a nuova vita e nuove relazioni.... ma prima bisogna andare profondamente in questa separazione, entrarci proprio fisicamente, quindi, da lì in avanti, uomini e donne rimarranno separati. Si mangerà in tavoli separati, non si dovrà nè parlare nè guardare quelli dell\'altro sesso (qui l\'ordine di non parlare ai partecipanti di sesso diverso è dato molto chiaramente) e gli eventuali coniugi che alloggiano insieme vengono separati e viene assegnata loro una sistemazione diversa.
Questa divisione di maschi e femmine durerà fino al momento della \"riconciliazione\" che avrà luogo il giorno dopo, a notte fonda.

Si va a mangiare e verso mezzanotte si riesce a raggiungere il letto.

Quarto giorno di intensivo.

La mattina sveglia alla solita ora. Ki- training e poi colazione. Il lavoro comincia più tardi, nel pomeriggio verso le 16.30-17.
Uomini e donne rimangono rigorosamente separati sia durante il ki-training, che a colazione e a pranzo. Il maestro dice di non parlare troppo con gli altri prima dell\'inizio dei lavori e di \"ascoltare quello che si muove dentro\" perchè ci sarà tutto il tempo di parlare durante i gruppi che verranno fatti nel corso della giornata.
Quando è il momento, verso le 17, il maestro decreta l\'inizio dei \"lavori\". Le donne si ritirano nel tempio a fare il \"gruppo delle donne\" mentre gli uomini si riuniscono in un altro spazio ( che può essere la sala chiamata discoteca o il prato vicino al tempio o dove il maestro ritiene meglio, purchè sia lontano dalla vista delle donne).

Il \"gruppo degli uomini\" è condotto dal maestro mentre quello delle donne è condotto da sua moglie o da qualche assistente femmina \"allineata\", cioè completamente \"affidata al maestro\", il che significa, tradotto per chi non è arkeoniano, indottrinata per bene.
Assomiglia ad un gruppo di secondo livello quando si facevano i gruppi degli uomini durante quel tipo di seminari, non so se adesso si fanno ancora. I partecipanti si mettono in cerchio e si comincia un estenuante giro di condivisione durante il quale il maestro ricorda come la madre separa i figli dal padre impedendo loro di realizzarsi come uomini, di come li consegni al pedofilo per suggellare il patto di fedeltà con lei, perversa genitrice, di come ci sia bisogno dell\'umiltà per riconoscere la grandezza del padre ed invocare la sua benedizione, di come il mondo abbia bisogno di veri guerrieri centrati nel loro potere personale perchè \"lì fuori sono delle belve\", di come la discesa del sacro spirito sia possibile solo se ci si stacca dalla madre e si ottiene la benedizione del padre, di come un uomo che è legato alla madre abbia una \"falsa identità di uomo\" perchè il vero riconoscimento come uomo deriva dal padre e non può venire dalla parte materna, di come la propria madre abbia distrutto, agli occhi di loro bambini la figura del loro padre, di come questo processo di distruzione del maschile sia portato avanti anche dalle proprie compagne, di come bisogna mettere in riga le compagne perchè se non si viene annientati... e via e via in un crescendo di pompamento di questa \"valenza maschile\" che ha connotati apertamente misogini.
Le condivisioni vanno fatte tenendo in mano il \"bastone sacro\" (un bastone intagliato dal maestro in persona\") che rappresenta il \"sacro lingam\", in soldoni, è un simbolo fallico.
Processi indotti, urla di dolore, scuse tragicamente urlate al proprio padre per averlo tradito a favore della madre, invettive contro le mogli o fidanzate che cercano di schiacciare il potere maschile o di sottrarre i figli maschi... Le solite storie arkeoniane ma molto pompate per l\'occasione.
Inoltre, è anche una sorta di operazione di marketing per il maestro che insiste sul fatto che i padri si prendono tutta la mer... mentre i nonni hanno un altro rapporto con i nipoti più disteso e dove prevale l\'affetto e che al pre-master si fa proprio questo lavoro con i nonni dove si sente \"scendere la loro energia\"... ecc. Anche se uno ha ricordato di avere il nonno pedofilo, in questa occasione l\'abuso può venire considerato come una forma d\'amore, distorta, ma d\'amore (... come si dice... rivoltare la frittata???) e questo è senz\'altro un motivo di confusione che viene inserito nelle menti di certuni.
Si può assistere anche alla \"benedizione\" che il maestro fa con la sua vera catana originale giapponese di non so quale secolo la cui lama ha ucciso non si sa quanti nemici.... mi sembra che una scena simile si possa vedere anche su un video di arkeon.
Ad un certo punto, verso la fine, arrivava una delle assistenti che guidavano il gruppo delle donne e chiedeva al maestro se poteva mandare un uomo a impersonare il padre o il pedofilo nel gruppo delle donne e il maestro ne sceglieva uno e lo spediva di là.

Quando il maestro riteneva che tutti fossero ben indottrinati e centrati nel loro potere personale, ci si doveva preparare \"spiritualmente\" per affrontare l\'esercizio chiamato \"LA FOSSA DEI LEONI.
Veniva detto che se non si era centrati come si deve, \"quelle\" ci avrebbero sbranato e quindi dovevamo stare molto attenti, dire grazie dopo ogni risentimento che ci sarebbe arrivato dal gruppo delle donne e mettere tutto la nostra energia nei nostri risentimenti.
L\'esercizio della fossa dei leoni veniva fatto nel tempio. Gli uomini da una parte e le donne dall\'altra. A quel punto era notte fonda e spesso io provavo un senso di irrealtà di fronte a quello che stava succedendo. Ci si disponeva in 3 file: quelli in prima fila stavano in seizàn, di3etro c\'erano quelli seduti e dietro di loro quelli in piedi. Le donne erano nella stessa posizione, su 3 file (secondo il numero di partecipanti, le file potevano essere anche 2). Tutti, maschi e femmine, avevano una faccia dura e incazzata. Al suono del gong si cominciava il primo round in cui cominciavano le donne, a turno, a urlare i loro risentimenti. Non si doveva assolutamente accavallarsi con i risentimenti all\'interno del proprio gruppo perchè questo significava mancanza di centratura; mi spiego meglio: quando uno sentiva che era il momento per fare un risentimento doveva farlo senza urlare contemporaneamente con un altro. Se succedeva che 2 persone cominciassero un risentimento insieme, una delle due si doveva zittire immediatamente (chi, dipendeva dalla quantità di potere personale del singolo). I risentimenti si facevano rispettando solo l\'ordine di gruppo: prima un gruppo, mettiamo le donne, facevano i loro risentimenti, poi, al suono del gong, cominciava il turno dell\'altro gruppo, quello degli uomini in questo caso.
C\'erano 6 round, se non ricordo male: donne - gong - uomini - gong - donne - gong - uomini - gong- donne - gong - uomini - gong finale. Se qualche donna si permetteva di fare un risentimento al maestro, lui diceva grazie durante l\'esercizio ma poi, appena finito l\'esercizio, quando ancora erano tutti in posizione, vomitava sulla poveretta una tale mole di rabbia e violenza verbale che veramente non so come quella riuscisse a sopravvivere alla vergogna.
Ricapitolando: gli uomini e le donne prendono posto nel tempio divisi in due gruppi posti uno davanti all\'altro. Al suono del gong cominciano le donne con i risentimenti. I risentimenti devono seguire una formula precisa e possono essere o generali (tipo \"Uomini io risento con voi perchè mi avete trattata come un oggetto\" e il gruppo degli uomini, all\'unisono, deve rispondere urlando \"Grazie\") oppure personali (tipo \"Pinco pallino risento con te perchè... dove il tale Pinco pallino può essere o non essere uno degli uomini presenti nel gruppo. Se è presente nel gruppo, il \"Grazie\" lo deve urlare solo lui, se non è presente nel gruppo, il \"Grazie\" lo gridano gli uomini tutti insieme. Se qualcuno non grida un bel grazie centrato, poi se la vede brutta.).
Quando è il turno del gruppo degli uomini la regola è la stessa.

Dopo questo esercizio si è tutti veramente stanchi. Il gruppo degli uomini si ritira e sia i maschi che le femmine si vanno a preparare per l\' ESERCIZIO DELLA RICONCILIAZIONE. Ci si sistema come si può in tutta fretta e, nel frattempo le donne preparano il tempio con fiori ecc. per accogliere il \"gruppo dei guerrieri\" che ritorna con intenzioni meno bellicose.
Gli uomini fanno sentire alle donne che si stanno avvicinando battendo colpi di tamburo. Si entra nel tempio e ci si trova di nuovo davanti al gruppo delle donne, tutte carine (quanto possibile dopo quella giornata).
Anche la disposizione dei gruppi sottolinea un cambiamento nell\'atmosfera. Durante l\'esercizio della fossa dei leoni il gruppo delle donne si posiziona entrando a sinistra e il gruppo degli uomini a destra, mentre adesso il gruppo delle donne è davanti alla parete opposta l\'entrata del tempio e il gruppo degli uomini si accomoda davanti a questo, dando le spalle alla porta.
Al centro della scena, davanti al gruppo delle donne è solitamente posizionata una statuina di grande effetto: rappresenta una donna seduta che al posto della pancia ha un grande geodo di ametista e davanti a lei viene posto un piccolo cero che illumina con i guizzi della fiamma i cristalli di ametista creando un effetto suggestivo. Questa statuina rimarrà nel tempio nei giorni seguenti e farà fare dei bei \"processi col femminile\" sia alle donne che agli uomini (ma più alle donne).
A questo punto comincia un giro libero di condivisioni sul modello \"botta e risposta\" che però devono seguire una formula precisa. Chi ha qualcosa da condividere all\'altro (in generale o in particolare come nell\'esercizio precedente) deve dire: \"Pinco pallino condivido con te che... (sono onorata/o di essere la tua compagna/o, le mie scuse per essere stata/o inadeguata o non essere stata capace di accoglierti o quant\'altro) e sempre il grazie deve seguire o dalla bocca dell\'interessato (se presente) o dalla bocca di tutto il gruppo (se assente). In questo caso non si fa prima un gruppo e poi l\'altro, se non ricordo male, ma è misto.
Dopo tutte queste belle professioni di amore e riconciliazione, donne e uomini ormai riconciliati, si mettono a cantare una canzoncina, guardandosi profondamente negli occhi. La canzoncina dice: \"Tu, tu chi sei? Tu che sei davanti a me, tu chi sei? Io sono te, sono te in un\'altra forma, sono te.\" E si continua per un po\' a cantarsela guardandosi con occhi pieni di lacrime d\'amore....
Poi il maestro dice qualche buona parola sull\'amore ecc. e tutti sono liberi di andare a passare il resto della notte come credono meglio. Si sono fatte circa le 3 di notte e ricordiamoci che, comunque, la mattina dopo la sveglia è alle 7.


La descrizione di cosa succede nel gruppo delle donne ve la farò avere non appena la mia amica me la manderà. Prego comunque chiunque voglia intervenire con il suo racconto di farlo senz\'altro perchè le persone che hanno fatto questo tipo di seminario sono tantissime ed è un peccato sentire solo il mio modesto racconto che, per quanto cerchi di particolareggiare, dimentica sempre qualcosa. Mi riferisco, per esempio, alle musiche che accompagnano vari momenti dell\'intensivo e che io non ho descritto e magari anche tante altre cose che ho mancato di descrivere ma che possono avere una loro importanza nel contesto....

- continua -
Tiresia
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Tiresia » 10/09/2007, 21:16

Quarto giorno di intensivo - gruppo delle donne -

Trascrivo la descrizione che mi ha mandato un\'amica.

\" Abbiamo passato la notte e la mattina separate dagli uomini. Quando si deve cominciare il gruppo delle donne quelle che lo conducono ci dicono di andare al tempio. Entriamo nel tempio. Io mi sento un po\' nervosa perchè una mia amica mi ha accennato a quello che ha fatto lei in questo gruppo e l\'idea non mi piace proprio. Mi ha raccontato che si fa un esercizio in cui ci si deve mettere sotto una coperta e toccarsi e ho saputo che qualcuna ha succhiato il seno di quella che era sotto con lei e il pensiero mi fa proprio schifo.
Ci fanno mettere in cerchio sedute per terra, in mezzo c\'è la candela accesa. Le conduttrici sono 3 fra cui la moglie del maestro e ci dicono di chiudere gli occhi. La moglie del maestro dice di fare attenzione al respiro e sentire come entra ed esce da noi. Poi dice di fare uscire il canto della nostra anima e tutte cominciano a emettere un suono durante l\'espirazione. Prima il suono è basso poi diventa sempre più forte finchè qualcuna comincia a urlare, come se fosse un urlo di rabbia, mentre altre sembrano cantare, finchè tutte emettiamo suoni molto forti. Dopo un po\' i suoni si abbassano fino a finire, allora ci viene detto di aprire gli occhi e guardarci. Qualcuna si vede che ha pianto, qualcuna no. Una delle conduttrici dice di andare nelle nostre ferite col maschile, col padre , col partner ecc e di condividere cosa sentiamo. La condivisione non segue un ordine ma parla chi se la sente in quel momento. Non mi ricordo se si prende il pezzo per parlare e neanche se c\'è. Ricordo che una comincia a fare una condivisione dicendo che nella sua vita fa fatica, che non prova molta gioia perchè con lavoro e figli non riesce a trovare tempo per la sua relazione col marito. Le conduttrici chiedono se c\'è qualcuna che le vuole dare dei feedback e delle donne si mettono davanti a lei in ginocchio dicendole che è lamentosa, che usa il dolore per fare sentire in colpa il compagno e per tenere legati i figli. Sono molto aggressive e quella che ha parlato deve solo ascoltare senza controbattere e dire solo grazie alla fine del giudizio che le viene detto. Dopo un po\' comincia a piangere e viene lasciata così a vedersi quel dolore che lei usa per manipolare. Comincia a condividere un\'altra e poi un\'altra e sempre quello che dicono viene spiegato con le solite teorie di arkeon dalle conduttrici e anche da altre del gruppo. Io devo stare attenta a quello che dico perchè sono troppo stanca per sopportare qualcuno che mi critica negativamente, così non condivido niente e ascolto le altre. Le condivisioni vanno avanti tantissimo senza intervallo. Ad un certo punto viene fuori il discorso dellìomosessualità latente e dell\'energia erotica della madre. Allora le conduttrici dicono che chi vuole può fare l\'esercizio delle coperte, che è un\'esperienza molto importante per andare a fondo nella propria relazione con il femminile. Viene indicato un gruppo di coperte e a due a due ci si deve mettere in coppia e sdraiarsi per terra sotto la coperta ad esplorare il proprio corpo. Io non lo voglio fare e non lo faccio, ma le conduttrici mi fanno pressione perchè lo faccia anch\'io. Io dico di no decisamente e prima mi viene detto che perdo un\'occasione importantissima, che non voglio andare a vedermi la mia relazione con mia madre, che così continuo a proteggere lo spazio di complicità con lei e che è un peccato se non lo faccio. Poi non mi rivolgono più la parola perchè io dico chiaramente che non lo voglio fare e cominciano a girare fra le coppie sdraiate sotto le coperte. Quando tutte hanno finito, si ricomincia la condivisione.
Ci sono vari pianti di donne che dicono alla madre che le ha abbandonate e alcune urlano con rabbia e poi si mettono a piangere ecc. Qualche volta chi piange viene consolato da tutte o quasi le donne del gruppo che sono invitate a stringersi intorno a lei dalle conduttrici, qualcuna invece viene lasciata a piangere da sola, non so in base a quale differenza, le conduttrici dicono che dipende dal processo individuale.
Poi una dice che le viene da vomitare e le viene detto che è perchè le sta uscendo il processo col pedofilo. Allora le conduttrici si consultano e una di loro va a chiamare uno degli uomini per aiutarla a fare il processo col pedofilo. Mentre quella va a chiamarlo, le altre fanno chiudere gli occhi a quella a cui sta uscendo il processo col pedofilo e una di loro le fa fare una visualizzazione in cui lei deve tornare al tempo in cui era bambina ed era nella sua camera; è notte e sente dei passi che si avvicinano, che salgono le scale. La porta della sua camera si apre ed entra \"lui\". Intanto l\'uomo scelto è arrivato e sottovoce gli dicono di avvicinarsi a lei e di cominciare ad accarezzarla mi sembra sulla testa. Continuano a dire che lui adesso è lì e chiedono se si ricorda chi è che la accarezza. Quella con gli occhi chiusi ha una specie di crisi isterica in cui dice all\'uomo di andarsene, di lasciarla in pace, ma le conduttrici dicono a lui di continuare ad accarezzarla, anche in altre parti del corpo, sulle braccia e sulle gambe. Quella si divincola e piange e urla finchè vomita la saliva e tutti dicono che ha vomitato lo sperma del pedofilo. Le conduttrici dicono che chi ha un processo aperto col pedofilo può andare vicino all\'uomo e parlargli ad occhi chiusi come se fosse il loro pedofilo. Alcune urlano e piangono e gridano insulti e anche cercano di picchiarlo ma vengono tenute. Poi qualcuna comincia a chiamare suo padre e gli chiede di salvarla, gli chiede dov\'era, perchè non c\'era per salvarla dal pedofilo ecc. Allora le conduttrici fanno mettere tutte le donne in cerchio intorno all\'uomo e fanno chiudere gli occhi e dicono che nel cerchio c\'è il loro padre e così si ricomincia a sentire alcune che piangono chiamandolo papà, alcune che urlano perchè non c\'è mai stato, alcune piangono e basta ad occhi chiusi, alcune vanno nella rabbia contro la madre che le ha separate dal padre ecc.
Quando finalmente tutte hanno finito di piangere e urlare, l\'uomo va via e le conduttrici chiedono se tutte si sentono a posto con le loro ferite perchè per la fossa dei leoni devono essere centrate, facendo capire che se non lo saranno chissà cosa potrà succedere di tremendo. Dicono che gli uomini entreranno in quella stanza e spiegano le regole della fossa dei leoni, cioè come e quando dire grazie insieme o lasciare che lo dica una sola ecc. Alla fine io sono molto stanca e anche le altre, ma non ci si può riposare perchè bisogna preparare le sedie per la fossa dei leoni e si deve subito prendere posizione perchè gli uomini ci devono trovare già al nostro posto quando arrivano. \"


Questo il racconto della mia amica.

Gentile Paola, spero che quanto detto possa chiarire un po\' meglio le dinamiche degli esercizi su maschile e femminile, Non ho risposto subito perchè volevo descrivere tutto con ordine, più precisamente possibile secondo quanto ricordo. Se ci sono domande, ti prego di farle perchè risponderò con piacere, ove possibile.


Quinto giorno di intensivo


Dopo il ki-training e la colazione, si va al tempio e ci si riunisce sul prato che si trova, guardando il tempio, a sinistra. Si fa un cerchio in piedi e il maestro spiega l\'esercizio dei guerrieri.
Gli uomini devono tirare fuori il guerriero che è in loro e che è emerso durante gli esercizi del giorno prima. Si posizionano ad una certa distanza uno dall\'altro e le donne devono scegliere il guerriero del quale vorrebbero essere la \"squaw\". Un guerriero può avere anche più di una squaw, viene detto dal maestro. Anche chi è già accoppiata deve comunque andare davanti al suo compagno e chiedere se può essere la sua squaw (ci possono anche essere delle spiacevoli sorprese se lui, in fase di trasgressione creativa, rifiuta la sua compagna, ma questo fa parte di una più vasta azione sulle coppie dove ogni mezzo è lecito per piegare la volontà di quello che dei due è ricalcitrante). Oppure, sempre in fase di TC -trasgressione creativa - lui può accettare anche un\'altra squaw insieme alla sua legittima compagna e anche questo non è certo piacevole per lei (... come si dice? Cornuta e mazziata?) considerando che il tutto viene fatto pubblicamente e che la malcapitata non solo deve fare buon viso a cattivo gioco ma si sente anche dire dal maestro che la responsabilità di quella situazione è sua per i suoi vari processi non risolti con la madre-pedofilo-parte perversa ecc ecc.
Ci sono inoltre le nuove coppie in formazione sotto la paterna guida del maestro che spinge il guerriero ad accettare questa o quella squaw, secondo il progetto che ha in serbo per lui e altri casi che non sto a descrivere perchè mi sembra che sia abbastanza ciò che ho detto in proposito. Faccio solo notare che non vi è mai il caso di una squaw con 2 guerrieri, almeno, io non l\'ho mai visto.
Una volta che tutti sono accoppiati o pluri-accoppiati, il maestro dice che la/le squaw deve dipingere il suo guerriero con i colori di guerra (forniti dal maestro) cercando di \"cogliere lo spirito del singolo guerriero\". Ogni squaw deve anche dare un \"nome di guerra\" al suo guerriero, nome che deve esprimere la sua \"essenza di guerriero\".
Quando i guerrieri sono tutti dipinti ed è stato dato loro il nome di guerra, un assistente (spesso la moglie del maestro) si mette a battere sul tamburo più grande e a quel suono i guerrieri scelgono l\'avversario con cui si vogliono misurare nella \"lotta sacra\". Seguono vari combattimenti con urla di esultanza da parte del pubblico che acclama i vincitori di volta in volta.
Questo esercizio dura diverse ore e si svolge sotto un sole cocente (d\'estate) e comunque all\'aperto anche d\'inverno. A questo esercizio partecipa solitamente anche il figlio del maestro che spesso assiste sia ai preparativi che ai combattimenti seduto sulle spalle di suo padre (almeno, quando era più piccolo, non so adesso che sarà cresciuto dove vada a posizionarsi).
Finito l\'esercizio, si va a mangiare tutti ringalluzziti da questa espressione di energia maschile.

Dopo pranzo ci sono un paio d\'ore di intervallo in cui però non si esce dall\'agriturismo. Verso le 17 circa i lavori riprendono con l\'esercizio del fuoco sacro.

- continua -
Tiresia
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Tiresia » 11/09/2007, 22:03

Quinto giorno di intensivo - continua -

Esercizio del fuoco sacro

Questo esercizio comincia verso il tardo pomeriggio. Ci si trova davanti al tempio e si fa il solito cerchio in piedi con il maestro che parla delle varie esperienze ed emozioni che i partecipanti hanno attraversato nei giorni precedenti, spiegando di nuovo l\'origine di questi vissuti secondo le teorie arkeoniane, secondo il ben noto principio: \"repetita juvant\". Lo scopo è, come al solito, imprimere per bene le credenze del gruppo nelle menti dei partecipanti.
Non c\'è una condivisione generale con il maestro che la conduce ma vengono fatti i soliti gruppetti che verranno condotti dagli assistenti. Durante i gruppetti, il maestro gira di qua e di là soffermandosi ad ascoltare le condivisioni di questo e quello, ma in genere interviene solo per sottolineare nuovamente le linee guida del pensiero arkeoniano ove ve ne sia necessità. In pratica, interviene per spiegare i motivi psicologici sottostanti ai vari processi ove i suoi assistenti non riescano a farlo da sè. Diciamo che opera una sorta di supervisione dell\'operato degli assistenti.
I partecipanti sono stati invitati a portare con loro i vari oggetti che sono intenzionati a \"lasciare andare\" nel fuoco sacro al fine di \"purificarli\" dai processi che essi convogliano (ricordiamo la teoria reikiana dell\'energia negativa che rimane attaccata alle cose e continua ad agire attraverso esse sulla psiche di chi le possiede, teoria che il gruppo ha fatta sua ed inserita nel caravanserraglio delle \"verità arkeoniane\"). Ai partecipanti era stato detto in precedenza di portare questi oggetti all\'intensivo, durante i seminari di primo o secondo livello.
Prima di purificare gli oggetti attraverso il fuoco, i partecipanti devono condividere al loro gruppetto i motivi per cui li vogliono bruciare e ascoltare i feedback che arrivano loro dagli assistenti e dagli altri membri del gruppetto in cui sono.
Non sottolinerò mai abbastanza che nè gli assistenti nè (se non in rarissimi casi e del tutto casualmente) i partecipanti al gruppetto sono psicologi o psicoterapeuti o comunque hanno un\'infarinatura circa i movimenti della psiche umana: le uniche cose che \"sanno\" sul funzionamento della mente sono quelle propinate dal maestro e le considerano veri e propri dogmi: indiscutibili, inappellabili, eterni e comunque giusti, quasi come se chi le ha propinate loro fosse una divinità esente da umani errori.
Potrei descrivere le assurdità che mi sono sentito dire circa le mie intime motivazioni e il significato delle mie azioni da bocche che a stento avevano raggiunto un titolo di studio pari alla terza media, ma che venivano approvate coralmente in quanto riportavano A PAPPAGALLO (quindi neanche con un minimo di elaborazione a livello di ricerca di termini o struttura della frase) ciò che in precedenza era uscito dalle labbra (sante?) del maestro.
Eventuali deboli obiezioni a quelle assurdità venivano da tutti additate come \"resistenze\" e guardate con disapprovazione. D\'altra parte, era perfettamente inutile controbattere poichè, tutto quello che veniva detto di \"non allineato\", veniva liquidato come espressione di un \"processo\" che ancora ci si doveva fare e che era così e basta.
Ogni discussione veniva stroncata sul nascere dagli altri componenti del gruppetto che gridavano \"Solo grazie!\" in modo incazzato e con toni tali da scoraggiare gli ultimi guizzi di un eventuale animo/cervello che potesse vantare di aver conservato, in sè, una piccola parte ancora indomita (sempre che ve ne fosse rimasta una, dopo il trattamento cui era stato sottoposto nei giorni precedenti).
Per chi non avesse dimestichezza con le arkeoniane tecniche di inibizioni del pensiero critico, mi dilungherò un poco sul significato di quel \"Solo grazie!\" nominato poc\'anzi.

Funzione del GRAZIE in arkeon
In arkeon ci sono precise regole di comunicazione che gli aderenti al gruppo devono seguire. Quando una persona condivide qualcosa al gruppo durante i momenti di condivisione/confessione pubblica, alla fine della sua condivisione, tutto il gruppo dice \"grazie\". Lo scopo di questo grazie dovrebbe essere quello di convogliare un messaggio in codice, da parte del gruppo, in cui viene espressa l\'accettazione delle parole di chi ha parlato, una sorta di modo per dire \"ti ho ascoltato, ho lasciato entrare le tue parole, sono stato attento a ciò che hai detto, le tengo dentro per vedere se muovono qualcosa anche in me ecc.\" Questo codice viene utilizzato anche quando i membri del gruppo parlano fra loro privatamente; soprattutto se sono particolarmente \"invasati\" lo usano con una certa frequenza anche a casa, col partner ecc. Il grazie può esprimere anche un\'emozione di rabbia se viene detto in modo aggressivo.
Il grazie, però, si usa anche per \"fermare l\'energia automatica\" che, nella spiegazione del maestro, è quella della \"botta e risposta\". Se, x ex, io esprimo un mio giudizio ad un altro su qualcosa che ha fatto o su come penso che egli sia, o sulle motivazioni che penso siano alla base del suo modo di comportarsi, o su quello che ritengo sia il suo \"processo\" (troppi in arkeon si improvvisano fini conoscitori dei processi altrui, ve lo garantisco, con un\'arroganza pari alla loro presunzione, il che corrisponde ad indicarne una quantità notevolissima), l\'altro deve bloccare ogni e qualsiasi commento relativo a ciò che io ho detto e rispondere solo \"grazie\". In questo modo, viene bloccata l\'energia automatica della botta-e-risposta e questo dovrebbe servire a chi ascolta per comprendere che tipo di emozione sollevano in lui le parole dell\'altro; dovrebbe servire altresì a chi ha parlato per riconoscere un\'eventuale proiezione sull\'altro di sue personali istanze inconsce che egli ha riversato sul suo interlocutore. In realtà, quasi nessuno in quel gruppo è in grado di riconoscere i fenomeni di transfert e contro-transfert e le cose vengono sempre ricondotte alle dinamiche relazionali spiegate dal maestro senza un effettivo lavoro di introspezione dal momento che nè il maestro stesso nè tantomeno i suoi assistenti hanno la capacità di farlo. Tutto viene sempre ricondotto entro i ristretti parametri interpretativi arkeoniani che in nessun caso contemplano le infinite sfaccettature della psiche ma si limitano a fornire spiegazioni pre-confezionate degli stati psichici e dei movimenti interiori delle persone.
Quando, nel gruppo, qualcuno osa controbattere le parole del maestro o solleva un\'obiezione, il maestro espone al malcapitato le arkeoniane ragioni secondo le quali egli ha torto e il maestro ragione. Se il malcapitato continua a \"rompere\", è il gruppo stesso che lo aggredisce, zittendolo con un bel \"Solo grazie!\" urlato all\'unisono. In questo modo la resistenza è debellata e il malcapitato deve stare zitto o andarsene. Le mezze misure, le sfumature di significato, le finezze interpretative non esistono in arkeon, come molti di noi spero abbiano notato.

Riprendo la descrizione del nostro esercizio. Allorchè tutti i partecipanti hanno finito di condividere le motivazioni che li spingono a bruciare nel fuoco sacro gli oggetti (il più delle volte regali che hanno ricevuto da qualche perverso genitore o parente o dal pedofilo stesso) vengono invitati a disporsi in cerchio intorno al fuoco. Non crediate che sia un fuocherello da campeggio: è una vera e propria pira che arde dall\'inizio dell\'intensivo e viene continuamente alimentata dagli addetti al fuoco. La distesa di braci e legna ardente misurerà all\'incirca 3 o 4 metri di diametro ed è contenuta in un più vasto cerchio di pietre.
I nostri partecipanti si dispongono quindi intorno al fuoco, in cerchio e per mano, e a turno cominciano a buttare gli oggetti tra le fiamme. Mentre li buttano, gli altri osservano un rispettoso silenzio e ognuno precede il \"sacrificio\" di qualche pezzo del suo passato dicendo più o meno: \"Lascio andare nel sacro fuoco ....\"
La cerimonia è molto suggestiva: è ormai calata la sera e l\'illuminazione del luogo è fornita dal fuoco stesso. Si sta tutti ipnotizzati a fissare gli oggetti che bruciano crepitando o che non crepitano ma scompaiono inghiottiti e disfatti dal calore.
Quando tutto ciò che si doveva bruciare è stato bruciato, un assistente comincia a battere sul tamburone in modo ritmico e le persone, questa volta a turno, cominciano un primo giro di urla rivolte al fuoco: \"in questo fuoco lascio andare...\"
L\'esercizio comincia ad avere un vero e proprio andamento ipnotico con un crescendo di esaltazione in cui i vari partecipanti lasciano andare nel fuoco il loro rapporto con la madre, la relazione col pedofilo, e tutto ciò che sono stati convinti di avere di \"perverso\" o \"non sciolto a livello di processo personale\". Poi il maestro passa alla mistica fase successiva in cui non si urla più al fuoco ciò che si sta lasciando andare ma ci si appella direttamente a Dio dicendo \"Dio ti offro....\" e qui c\'è chi mette la propria integrità, vulnerabilità, ecc, finchè, tutti esaltati e con gli occhi grondanti lagrime d\'esaltazione cominciano ad urlare \"Dio ti offro la mia vita\" e giù a singhiozzare in preda all\'esperienza mistica.
Se la memoria non mi inganna, è stato proprio durante questa bella cerimonia che esalta l\'animo verso i contenuti più alti della sfera spirituale che la moglie del maestro è caduta a terra svenuta perchè duramente provata dai giorni precedenti e con bronchite e 40 di febbre ed è stata lasciata giacere lì dov\'era a \"farsi il suo processo\" perchè, secondo il maestro e quella manica di cialtroni che ha intorno, voleva solo \"attirare l\'attenzione\". Alla faccia dei contenuti spirituali, verrebbe da dire!

Alla fine di questo mistico esercizio, una volta che l\'animo dei partecipanti era ben esaltato e in \"comunione con Dio e l\'universo intero\" nonchè sulla via tracciata dallo spirito stesso, il cerchio si scioglie e il maestro dice che chi vuole può rimanere a dormire vicino al fuoco o nel tempio stesso, ovviamente dopo la cena che si terrà verso le 23-24.

Il giorno dopo chi vuole può fare ki-trainig e dopo colazione c\'è la \"cerimonia di chiusura\" dell\'intensivo.
Le persone vengono fatte entrare nel tempio dove il maestro ha preparato, all\'interno del cerchio delle sedie su cui si siedono i partecipanti, un cerchio di lumini spenti con sotto una figurina degli angeli di Findhorn (maggiori info su queste cartine si ottengono con una breve ricerca con google). In mezzo al cerchi c\'è un grosso cero acceso e a turno i partecipanti devono prendere il lumino che \"sentono\" li stia chiamando e andare ad accenderlo sul grosso cero al centro e poi condividere al gruppo l\'angelo che c\'è sotto. Se ancora qualcuno si vuol fare qualche processino può prendere spunto dal fatto che non riesce ad accendere bene il suo lumino, o che il lumino si spegne, o che gli cade mentre l\'accende ecc.
Se rimangono le ultime condivisioni da fare si possono fare e poi ci si saluta e si va a mangiare e poi si parte per tornare a casa.
Il maestro non manca di ricordare di \"portare con sè ciò che si è appreso durante l\'intensivo nella vita di tutti i giorni\".
Alcuni dei fidati assistenti si fermano per aiutare a smontare la scenografia dell\'intensivo e a montare quella del pre-master che comincerà la sera dopo.
Tutti si salutano come saluterebbero dei vecchi e carissimi amici, con parole di incoraggimento e imperituro affetto, salvo restando il fatto che pochissimi si frequenteranno all\'infuori dei seminari e praticamente nessuno ti rivolgerà più la parola se decidi di uscire dal gruppo.

Spero che questa mia descrizione sia stata sufficientemente chiara e che possa dare un\'idea di quello che succede all\'intensivo. Se poi qualcuno obietta che il lavoro è molto cambiato.... sarei ben curioso di leggene una nuova e più aggiornata descrizione.
Tiresia
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda paola » 12/09/2007, 1:28

[b]Tiresia scritto:[/b]
[quote]Tutti si salutano come saluterebbero dei vecchi e carissimi amici, con parole di incoraggimento e imperituro affetto, salvo restando il fatto che pochissimi si frequenteranno all\'infuori dei seminari e praticamente nessuno ti rivolgerà più la parola se decidi di uscire dal gruppo..[/quote]

Caro Tiresia, come al solito sei stato più che descrittivo e fedele ...Grazie (non nel gergo arkeoniano..;) ) Tu fino a che anno hai frequentato? Io fino al 2003 e posso confermare che tutto era così come lo hai descritto.
Dissento solo per l\'argomento amici.
Nel foltissimo gruppo che frequentavo, la maggior parte delle persone ha \"reciso i rami secchi\" ( contatti con amicizie esterne al gruppo, amici d\'infanzia, di studio, parenti ecc. e questo veniva consigliato dai cosiddetti maestri).
Si frequentavano solo fra diloro, specialmente se erano accoppiati ( dai maestri!!) e con figli.
Spesso avevano l\'atteggiamento superiore di chi si sente arrivato o per dirlo a loro modo ..aveva fatto il salto!
Le donne si trovavano spesso fra di loro con i figli ( non mandavano all\'asilo perchè era meglio non si mischiassero con chi magari aveva genitori perversi...)
Oltretutto come abbiamo già detto, mollavano i propri lavori per permettere al capofamiglia di essere un GRANDE uomo!!!
Assurdo anche quando per qualsiasi cosa le mogli o compagne dovevano chiedere al marito.
Sò di una che non ha permesso ad una persona estranea al cerchio (vizioso) di poter prendere suo figlio in braccio perchè non era presente il marito a cui poter chiedere il permesso!!

Io non ho reciso un bel niente, anzi i vecchi e sinceri amici ci son sempre stati..,
e ci sono ancora. graazie amici !!

Post modificato da: paola, alle: 2007/09/12 15:06
paola
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Tiresia » 12/09/2007, 20:30

Cara Paola, è vero quello che dici sulle frequentazioni degli aderenti al gruppo. La maggior parte di loro recide i legami con quasi tutte le persone che frequentavano in precedenza, soprattutto famiglia e amici considerati \"perversi\" perchè non frequentanti, a loro volta, i vari seminari di arkeon e frequenta solo gli arkeoniani.
Quando io frequentavo il gruppo, c\'era una tendenza a frequentare più che altro gli \"amici\" che abitavano nella stessa città o dintorni mentre molti di quelli che si incontravano ai vari intensivi e seminari in giro per l\'Italia si ri-incontravano solo in occasione dei vari lavori. Con la mia affermazione mi riferivo a quello. So comunque che diverse persone si sono trasferite a Bari, lasciando lavori e vendendo case, per stare più vicine al maestro e per realizzare quell\'ideale di \"famiglia arkeoniana allargata\" molto in voga nel gruppo fino a qualche anno fa. Non so poi a che punto siano arrivati adesso.
Però, anche chi contava su assidue frequentazioni ed imperiture amicizie all\'interno del gruppo, vedeva sparire i suoi grandi amici arkeoniani una volta additato come fuoriuscito o come persona particolarmente preda del suo \"processo personale\". Se c\'è qualcuno che è uscito dal gruppo e ha conservato le arkeoniane amicizie è fortunato, perchè la regola, ai miei tempi, era diversa.

Mi stavo chiedendo se sarebbe utile fornire una descrizione anche dei seminari di primo e secondo livello, del pre-master e del master training. Se siete interessati, fatemelo sapere.

Per quanto rigurada la tua prima domanda, ti posso dire che la mia uscita dal gruppo si è verificata qualche tempo dopo il 2003: mai troppo presto, purtroppo (per me!).
Un caro saluto.
Tiresia
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda tritri » 12/09/2007, 21:09

Scusa Tiresia, cosa vuol dire qualche tempo dopo il 2003?

In ogni caso sarebbe molto interessante che tu descrivessi i tasselli mancanti ...A me interessano sopratutto premaster e master traning... , ma penso che il tuo lavoro di descrizione sia stimolante per tanti ( hai letto nella sezione paoletti?) ed utile per tanti genitori che vorrebbero comprendere.
Grazie per il lavoro che stai facendo, un abbraccio.
tritri
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda viandante » 12/09/2007, 22:25

effettivamente, credo che esporre il lavori di pre - master e di master training potrebbe essere fondamentale, a maggior considerazione del fatto che poi i master andavano ad insegnare (almeno in teoria) a loro volta.
Oltretutto, sarei curioso alivello personale che cosa gli insegnavano a \'sti famosi master che poi sarebbero dovuti andare (sempre in teoria) a gestirsi i processi personali della gente...
un abbraccio
Viandante
:silly:
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda marja » 13/09/2007, 0:00

[b]Tiresia scritto:[/b]
[quote]
Mi stavo chiedendo se sarebbe utile fornire una descrizione anche dei seminari di primo e secondo livello, del pre-master e del master training. Se siete interessati, fatemelo sapere.
.[/quote]

Assolutamente si !!!!
Un grazie personale e un caloroso abraccio
:) M

PS: volevo chiedere, a voi cari vicini di stanza, se succede anche in Arkeon che qualcuno uscito fosse poi rientrato.
in Pipilandia accade spesso che qualcuno torna e naturalmente viene riaccolto a braccia aperte
Grazie :)

Post modificato da: marja, alle: 2007/09/13 01:35
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Talon » 13/09/2007, 3:50

Certo che siamo interessati, caro Tiresia. Scrivi pure, non è mai superfluo, anche per chi non appartiene al vostro filone arkeoniano. Come ho già detto, i punti di somiglianza sostanziale tra i gruppi distruttivi sono tanti ed è quanto mai istruttivo saperne sempre di più e su più fronti. Capisco che per te deve essere un lavoraccio immane, che ti porta via del tempo prezioso, ma penso che non possa non inorgoglirti la considerazione che stai dando un grande aiuto a un bel po\' di persone... Con gratitudine ti saluto.
Talon
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Re:Teorie e tecniche di arkeon

Messaggioda Tiresia » 13/09/2007, 17:24

Cari amici, mi devo assentare per qualche tempo (ferie!), e sospenderò temporaneamente i miei interventi. Al mio ritorno non mancherò di continuare la mia opera di informazione raccontando ciò che ho visto e vissuto durante la mia permanenza nel gruppo arkeon.
Prima di andare, vi lascio la descrizione di ciò che succede durante le \"iniziazioni\" di primo, secondo e terzo livello.
Le iniziazioni sono rimaste invariate nel passaggio da reiki ad arkeon e fanno parte di quella dimensione \"magica\" con cui i praticanti del reiki colorano questa pratica di \"guarigione naturale\".

[size=4]Delle iniziazioni di primo, secondo e terzo livello[/size]

Durante il seminario di primo livello viene praticata una iniziazione divisa in 4 cerimonie. 2 cerimonie il sabato e 2 la domenica.
Durante le iniziazioni gli studenti vengono fatti accomodare su una sedia posta davanti all\'altare. Devono tenere i piedi ben piantati per terra, non avere oggetti metallici addosso (scherzosamente il maestro dice che si possono tenere pacemaker e denti finti), tenere le mani giunte all\'altezza del torace e, importantissimo, non aprire mai gli occhi per tutta la durata dell\'iniziazione.
Viene detto e ribadito dal maestro che l\'iniziazione è una cerimonia \"sacra e segreta\" che serve, nel caso dell\'iniziazione di primo livello, ad \"aprire i canali attraverso cui potrà fluire \"l\'energia cosminca universale\" REI che si andrà ad unire con la propria energia personale KI trasformando le persone iniziate in \"canali di guarigione\" attivando in loro una nuova capacità di \"guarire\" il proprio corpo e quello degli altri.
L\'iniziazione di secondo livello consiste in una sola cerimonia di iniziazione praticata il secondo giorno di seminario. La prassi è la stessa, nel senso che gli studenti devono assumere la posizione sopra descritta davanti all\'altare. La differenza consiste nella \"tecnica di iniziazione\", che poi descriverò in dettaglio, e nel fatto che viene praticata dal maestro sempre e rigorosamente singolarmente: ad una persona alla volta e solo dal maestro. L\'iniziazione al primo livello, invece, viene praticata di solito a 4 persone insieme e il maestro si fa aiutare da uno dei maestri da lui iniziati per completare le iniziazioni (grande onore per il maestro prescelto!).
Con l\'iniziazione di secondo livello l\'energia fluisce più forte e sulle mani degli studenti vengono \"impressi\" 3 simboli che danno loro la capacità di operare guarigioni a distanza, nel tempo e nello spazio, e di guarire non solo i corpi fisici ma anche le situazioni. Sebbene il maestro pratichi questa iniziazione da solo, come nel caso della prima iniziazione, i maestri da lui iniziati possono assistere e approfittare dell\'occasione per ripassare le tecniche d\'iniziazione.
Anche l\'iniziazione al terzo livello viene praticata singolarmente ma, a differenza delle altre due, nessun maestro è ammesso ad assistere. Un velo di mistero avvolge questa cerimonia di iniziazione perchè, viene detto dal maestro, i maestri saranno pronti ad iniziare un\' altra persona al terzo livello solo quando intuiranno da sè la tecnica dell\'iniziazione al terzo livello.
Premesso questo, vediamo cosa fanno di tanto misterioso i maestri durante le iniziazioni.

INIZIAZIONE AL PRIMO LIVELLO

I partecipanti al seminario vengono invitati ad uscire, tranne quelli iniziati al terzo livello dal maestro stesso (i maestri iniziati al terzo livello da altri maestri non appartenenti al circuito arkeon, non vengono ammessi). Gli studenti \"iniziandi\" vengono invitati a prendere posto sulle sedie, no metalli, mani giunte, occhi chiusi. Il maestro fa partire una musica suggestiva e controlla che tutti si attengano alle disposizioni.
Prima fase:
Si colloca davanti agli studenti seduti (solitamente in gruppi di 4, ma anche meno se i nuovi del secondo livello sono pochi) e fa un cenno al maestro prescelto per condividere le iniziazioni; il fortunato lo affinaca e per tutta la durata della cerimonia ripeterà esattamente i gesti del maestro. Si volge verso l\'altare e, con le mani giunte all\'altezza del torace, fa un inchino alle foto; poi si volta verso tutti gli altri maestri e fa un inchino a loro, indi fa un inchino agli studenti. I maestri presenti fanno a loro volta un inchino all\'altare e ai maestri che si apprestano a compiere l\'iniziazione.
Dopo tutti questi inchini, le mani degli studenti vengono alzate in modo da collocarsi al disopra delle loro teste ma rimangono sempre giunte. Il maestro traccia un grosso primo simbolo in direzione di 2 degli studenti e il suo assistente lo traccia davanti agli altri 2. Poi gira intorno agli studenti e si colloca alle spalle di uno di loro (teniamo presente che l\'assistente farà sempre le stesse cose con un altro). Il maestro alza la mano sinistra e stende il suo braccio verso l\'alto, quindi traccia un terzo simbolo col palmo rivolto verso l\'altare e poi traccia il primo col palmo rivolto verso la testa dello studente. Dopo aver tracciato il primo simbolo appoggia la mano sulla testa dello studente e traccia mentalmente il quarto simbolo, quello che serve per fare le iniziazioni, ripete sottovoce o mentalmente per 3 volte il nome del simbolo che ha tracciato e conta fino a 10.

(Una piccola nota per chi non avesse avuto l\'onore di essere iniziato ai simboli: quando si traccia un simbolo, o con la mano, o con la lingua (ebbene sì, avete letto correttamente!), o mentalmente, bisogna pronunciare il nome di quel simbolo per 3 volte.)

Seconda fase: questa la troviamo durante le altre 3 cerimonie dell\'iniziazione di primo livello.
Appoggia le mani sulle spalle dello studente e traccia mentalmente il terzo e il primo. Questa fase varia un po\' nelle cerimonie di iniziazione del primo livello. La prima volta non la fa, la seconda volta mette le mani sulle spalle dello studente e conta sempre fino a 10 (per lasciare fluire ben bene l\'energia dell\'iniziazione), la terza volta ancora mani sulle spalle e la quarta volta le mani si mettono una sulla testa e una sulla fronte.
Mi voglia perdonare chi riscontra dei piccoli difetti di procedura dovuti al fatto che sono tanti anni che non vedo più un\'iniziazione e che, comunque, la mia intenzione non è insegnare a farle (quel mercato di anime non mi interessa!) ma far capire che il sacro segreto dell\'iniziazione è un segreto di Pulcinella e togliere anche a questo quell\'alone di mistero e chissà cos\'altro che avvolge queste pratiche da maghi otelma.

Terza fase: il maestro torna a piazzarsi davanti allo studente e abbassa le mani che l\'iniziando aveva tenute alte sopra la sua testa a livello del torace, indi le prende con la mano sinistra, con la destra ci traccia sopra un primo simbolo, poi infila le punte della sua mano fra i polpastrelli della mano dello studente e visualizza il terzo simbolo e conta fino a 10. A quel punto, lascia le mani dello studente e con la mano destra traccia un primo simbolo vicino al cuore dell\'iniziando, quindi, sempre tenendo la mano davanti al cuore dello studente, traccia con la lingua il primo simbolo e lo soffia in direzione del terzo occhio dello studente; ne traccia un altro in direzione del suo cuore e lo soffia e fa la stessa cosa in direzione del ki. Ecco spiegato il mistero dei soffi che avete sentito durante l\'iniziazione. Le mani dello studente vengono riposizionate vicino al torace, il maestro traccia un grosso primo simbolo davanti all\'iniziando (ormai iniziato) e si passa allo studente seduto accanto.
Quando tutte le cerimonie sono finite, dopo i vari inchini all\'altare e ai maestri presenti, il maestro batte le mani con forza sulle sue cosce e a quel suono gli studenti aprono gli occhi (qualcuno commosso per l\'intensità dell\'esperienza!?!), vengono invitati ad uscire ed entrano i 4 successivi.
Durante le iniziazioni, uno o più organizzatori stanno di guardia alla porta in modo che i non addetti ai lavori non possano accedere.

INIZIAZIONE AL SECONDO LIVELLO

La prima fase rimane invariata.
Nella seconda fase, il maestro prende la mano destra dell\'iniziando e traccia sul palmo il primo simbolo, poi lo imprime sulla mano dello studente con uno schiaffo piuttosto forte (così non si scolla) ne ripete mentalmente il nome e fa lo stesso con gli altri 2. Quindi ricongiunge le mani dello studente e continua l\'iniziazione secondo quanto già descritto nella terza fase.

INIZIAZIONE AL TERZO LIVELLO

La prima fase rimane invariata, tranne per il fatto che gli inchini si fanno solo all\'altare in quanto non c\'è nessuno che assiste all\'iniziazione.
La seconda fase è come quella del secondo livello con la differenza che il simbolo che viene impresso sulla mano è il quarto e che le mani del maestro vengono appoggiate sulla fronte e sulla parte superiore del cranio (cosa in comune anche al secondo livello)
La terza fase è la stessa.

La tecnica è veramente semplice, ma tutto l\'alone di mistero creato intorno fa sempre un certo effetto sull\'iniziando che chissà cosa si crede che gli si stia facendo di magico....

Il disegno dei simboli lo trovate anche su internet, poco importa che alcune linee non siano propio uguali a quelle dei simboli insegnati dal maestro, l\'effetto è lo stesso. A voi le opportune considerazioni di quale effetto sia...

Sarò ancora collegato fino a domani, se ci sono domande sarò lieto di rispondere se posso farlo.
Un caro saluto.
Tiresia
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