\"la città della luce\"

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Messaggioda silvia346 » 20/04/2010, 20:35

Cara Micettina,
non sai quanto mi dispiace per la persona a te cara e per tutti quanti voi che gli state vicino. Sono indiscreta se ti chiedo in che periodo è stato a Turbigo?
silvia346
 
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Messaggioda micettina1986 » 21/04/2010, 10:36

cara silvia, la persona a me cara non è stata a turbigo, ma ha trascorso molto tempo a contatto con quelli della città della luce di ripe...ti posso chiedere invece qual è stata la tua esperienza??? grazie per il sostegno
micettina1986
 
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Messaggioda silvia346 » 22/04/2010, 19:40

Ciao Micettina,
puoi leggere diversi miei interventi sia qui col nome di Ospite o Silviaba (avevo perso la password e username e ho fatto un po' di pasticci) sia sul forum nella sezione Arkeon. Raccontare la mia esperienza è complesso e soprattutto mi risulta ancora molto doloroso dopo quasi 6 anni. Chiedevi prima se qualcuno sapeva di abusi sessuali: ...non ricordo coscientemente episodi di vera e propria violenza sessuale, ne ricordo molti di violenza psicologica e comunque ti racconto questo:
“Nell'estate del 1999 ho partecipato (da esterna alla comunità) ad un'altro seminario intensivo ed al mio primo seminario premaster svoltosi a........ Anche in quest'intensivo sono stati effettuati gli esercizi delle “sedie” che trovi ben descritti nella sezione Arkeon in un post di Carlo (se non ricordo male), è stata fatta la giornata del cerchio degli uomini diviso da quello delle donne, la giornata del lasciar andare, il tutto con le medesime modalità già descritte …………
Durante il lavoro delle “sedie” mi è successo di entrare in “processo” e di aggredire ed essere aggredita dalla mia compagna di lavoro (entrata in “processo” pure lei), mi saltava addossa, tentava di graffiarmi e morsicarmi, mi parlava in una lingua a me sconosciuta: entrambe siamo state trattenute con la forza una da ………..e una da ………….. perchè ci stavamo facendo male a vicenda. Mi teneva da dietro per le braccia, molto stretta, io scalciavo e gridavo, cercavo di divincolarmi ma non mi era concesso, finito il lavoro ero sconvolta, non ricordo altro, solo questo. Dopo lui mi disse che la mia compagna mi stava parlando in aramaico e molto probabilmente in quel momento era in preda ad una possessione essendo l'aramaico la lingua del diavolo.
Il giorno dopo era il primo giorno di premaster: lui ha detto durante un “cerchio” rivolgendosi a me che occorreva fare un esorcismo su di me: mi ha fatta sdraiare su un crocifisso in legno in dimensioni naturali nella posizione della crocifissione, ha dato disposizione a dei volontari di tenermi le mani e i piedi ben fermi, ha fatto sdraiare sopra di me un uomo alto 1,90 mt. E che pesava credo 100 kg: lui me lo schiacciava sopra, il suo corpo era aderente al mio, mi sentivo soffocare, mi ribellavo e loro premevano sempre di più, simulava uno stupro o qualcosa del genere, io gridavo non ricordo cosa, ero fuori di me, non riuscivo a muovermi, mi mancava l'aria, credevo di soffocare, lui continuava a parlare a dirmi delle cose che non ricordo. Non so quanto sia durato ma mi è sembrato un'eternità, alla fine quando mi ha liberata ero scioccata, turbata, spaventata, lui mi ha detto che avevo fatto un bel lavoro: all'epoca, mi rendo conto solo ora che ero molto vulnerabile psicologicamente e non capisco adesso come ho potuto permettere che mi si facessero certe cose. Col senno di poi penso che non avevo la forza di oppormi, mi faceva paura tutto quello che accadeva in questi “cerchi” e allo stesso tempo me ne sentivo attratta. E' stato in seguito a questo intensivo e premaster che ho lasciato tutto, il marito, il lavoro fisso, la casa e sono andata a vivere in comunità ……………..”
Spero di essere d’aiuto in qualche modo: perché non ci racconti meglio cosa è successo al tuo caro? Un abbraccio di solidarietà.
silvia346
 
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Messaggioda silvia346 » 22/04/2010, 20:29

errata corrige: il post non era di Carlo ma di Tiresia "Tecniche e pratiche di Arkeon" che si addicono in gran parte benissimo anche alla Città della Luce (almeno dal 1998 al 2002 circa), ti "incollo" qui sotto uno stralcio ma ti consiglio di leggertele nella sezione Arkeon per intero

u]Lavoro delle sedie[/u]

In questa seconda fase, le persone vengono fatte sedere una di fronte all’altra sulle sedie collocate nel tempio che c’è all’interno dell’ agriturismo “Spagnulo” che si trova ad Ostuni. I partecipanti vengono invitati a sedere sulla sedia che preferiscono e, in silenzio, aspettano che tutti si siano accomodati. Il maestro a volte cambia la collocazione di alcune persone mettendole di fronte alla persona che, secondo lui, ha la capacità di facilitare meglio l’emergere di queste emozioni. Alle persone sono stati precedentemente forniti un quaderno e una penna dove devono annotare le risposte che vengono date da chi hanno davanti.
A questo punto, il maestro comunica la domanda che, a turno, le persone devono urlare a chi hanno davanti e, al suono del gong, il lavoro comincia.
Quando il gong viene percosso, i maestri che partecipano a quell’intensivo (i maestri che partecipano sono sempre abbastanza numerosi e non si siedono sulle sedie, a meno che non chiedano espressamente di farlo o non vengano espressamente invitati dal grande maestro a farlo) cominciano a percuotere con tutta la loro forza degli strumenti che sono stati loro forniti in precedenza: tamburi, maracas, nacchere, tamburelli, bastoncini da battere uno contro l’altro, triangolo ecc. creando un rumore fortissimo.
Le persone, per farsi sentire da quello che hanno davanti, devono urlare a squarciagola la domanda indicata dal grande maestro e non ci si può immaginare le scene a cui si assiste durante questo lavoro. Gente che piange, urla, si agita, butta le sedie a destra e a sinistra, si contorce…. Credo che nessuno di quelli che fanno questo lavoro per la prima volta si sia mai trovato davanti ad una situazione di questo genere. Il frastuono che c’è nella stanza, unito ad una sorta di follia generale di quelli che stanno intorno, alle urla, ai pianti e alle sedie che volano, sicuramente contribuisce a far crollare, in molti, l’autocontrollo e ad abbandonarsi anch’essi a urla e pianti.
Quando il maestro percuote il gong, la domanda indicata deve essere ripetuta/urlata all’altro senza sosta e per ogni domanda si va avanti circa 15 minuti nel frastuono totale.
Le domande che il maestro, di volta in volta, dice di porre all’altro sono, per quanto riguarda il lavoro sulla paura e più o meno in quest’ordine:

“Mia madre mi ha insegnato che la paura è..”
“Mio padre mi ha insegnato che la paura è…”
“Quando ho paura io…”
Per quanto riguarda il lavoro sulla rabbia le domande sono:
“Per me la rabbia è…”
“Mia madre mi ha insegnato che la rabbia è….”
“Mio padre mi ha insegnato che la rabbia è…”
“Quando sono arrabbiato io….”
“Quando mostro la mia rabbia il sentimento profondo che provo è….”

Dopo questo lavoro sulla rabbia e sulla paura, si passa al lavoro sulle emozioni profonde che si celano nelle relazioni con le altre persone, maschi e femmine.
Prima di passare al “lavoro delle sedie”, questa parte viene preceduta dal lavoro chiamato “no limits”, che dovrebbe servire a focalizzare meglio le persone sulle problematiche di relazione.

Dato che, viene detto dal maestro, il modo in cui noi ci relazioniamo con gli altri esseri umani è condizionato dal modo di relazionarsi con gli altri dei nostri genitori, le domande che vengono poste, sempre nelle stesse condizioni, sono:
“Mia madre mi ha insegnato che una donna è….”
“Mio padre mi ha insegnato che una donna è….”
“Per me una donna è…..”
“Mio padre mi ha insegnato che un uomo è….”
“Mia madre mi ha insegnato che un uomo è…”
“Per me un uomo è….”
“Come donna/uomo quello che ho creato nelle mie relazioni con gli uomini/con le donne è….”

Lavoro chiamato “no limits”

Questo lavoro si svolge solitamente all’aperto, tempo permettendo, sul prato di fianco al tempio, altrimenti viene fatto all’interno del tempio. Lo scopo di questa “esperienza” è quello di portare a coscienza le proprie reazioni ed emozioni legate all’incontro fisico con l’altro.
A nessuno viene descritto in anticipo il tipo di lavori che vengono fatti durante l’intensivo e quindi le persone si trovano a doverli affrontare quando ormai sono lì e, per quanto nessuno venga obbligato con la forza a prendere parte ad un lavoro (almeno, io non ho mai visto persone venire obbligate a partecipare con la forza) è anche vero che se una persona si rifiuta, viene sottoposta a pressioni psicologiche di vario tipo affinché vi partecipi. Queste pressioni vengono esercitate sia dal gruppo che dallo stesso maestro e consistono in frasi del tipo: “perdi una grande occasione per andarti a vedere un tuo “nodo” – “proprio perché senti queste resistenze dovresti fare il lavoro perché significa che c’è sotto un “processo” e hai l’opportunità di andartelo a guardare” – “fare questa esperienza è molto importante” ecc.
Bisogna tenere presente, ......................................... continua........................................................
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Messaggioda Gemma » 02/07/2010, 11:05

Vedo che è passato molto tempo dall'ultimo post, non so quindi se queste discussioni siano ancora "vive".
Ho letto con molto interesse tutte le testimonianze, cercando di riconoscere le persone citate e chi portava la testimonianza.
Si, sono anche io una ex della città della luce.
Il mio periodo è stato dall'estate 2004 all'estate 2005, a Turbigo.
Sono rimasta molto spiazzata nel leggere di alcuni racconti.
Voglio precisare in maniera ferma di scrivere qui in posizione assolutamente neutra: non è mia intenzione nè dubitare delle testimonianze, nè scrivere apologie nei confronti dei maestri che ho conosciuto, ma altrettanto non è mio desiderio prestarmi per mettere sotto accusa le persone con cui, nel bene o nel male, ho seguito un percorso di un anno che ha veramente costituito una svolta nella mia vita.

Riporto quindi la mia personale testimonianza.

Mi sono avvicinata a Reiki perchè nella rete era indicato come "percorso di guarigione". Ed io ero malata di una malattia che la medicina non può curare.
Ero disperata e sul punto di arrendermi, ma siccome da tempo avevo potuto apprezzare il lavoro di persone come Dalke e Dethlevsen, sapevo bene che ci sono strumenti che possiamo usare per la nostra guarigione che non siano necessariamente medicine.
Soprattutto quando il male di cui soffri è cronico, e sai che non ti porterà alla morte, ma ti accompagnerà per tutta la vita rendendola un inferno.

Così ho fatto il mio primo seminario di primo livello.
Certo, ci ho dovuto riflettere a lungo, perchè le cifre di cui si parlava non erano proprio per tutti.
Ma quando sono uscita da quei due giorni ero raggiante.
Per la prima volta avevo trovato qualcuno che condivideva le mie prospettive, che parlava in una lingua che capivo, e che mi offriva la possibilità di lavorare su problemi ai quali fino a quel momento ero a malapena riuscita a tenere botta.
Emozionata e piena di entusiasmo chiesi immediatamente di poter fare il primo avanzato, a distanza di una quindicina di giorni.
Umberto, il mio maestro, mi disse che durante il secondo giorno di seminario mi avrebbe "testata" per verificare che fossi pronta, dopo solo un seminario.

E' bene specificare che il percorso proposto dal maestro era lungo, ed io lo capivo benissimo, perchè non si può acquisire una presa di coscienza in pochi giorni.
So che questo genere di lavoro richiede anni.
Ma io ero impaziente, e durante i saluti di fine seminario, al momento degli abbracci, Umberto mi disse "impari in fretta! Puoi iscriverti all'avanzato"
Non stavo più in me dalla felicità, mi sentivo come un pesce che finalmente era stato rimesso in acqua, dopo aver boccheggiato per anni.
Quello dell'avanzato è stato un lavoro molto intenso. La condivisione era il punto centrale del lavoro.

Parentesi per Max: capisco che nei primi anni, come U. stesso riferiva a posteriori, la mancanza di esperienza dei maestri abbia fatto sì che durante le condivisioni si andasse oltre il limite. Posso testimoniare che certi limiti durante i seminari a cui ho assistito io non sono mai stati superati, anzi. Umberto e gli altri maestri intervenivano sempre affinchè l'ambiente rimanesse sicuro per tutti.
Credo che il grande fraintendimento sia, per coloro che non hanno mai assistito ad un lavoro del genere, sia di credere che eventuali insulti o espressioni di aggressività fossero diretti alla persona con cui si stava condividendo. Mi spiace dirlo, ma chi così la intende non ha capito nulla della condivisione. Il bello della condivisione era proprio quello di poter fare da specchio, ed essere di fronte ad uno specchio.
Così avevi una persona di fronte verso cui indirizzarti, ma dovevi tenere sempre presente che era a te stesso che ti stavi rivolgendo.
Così come dall'altra parte la persona poteva stare immobile, sapendo che chi aveva di fronte stava semplicemente elaborando un proprio problema, non ce l'aveva con lei direttamente, ma poteva cogliere uno spunto di riflessione dal fatto che quelle cose venissero dette a lei piuttosto che a qualcun altro.
E' difficile spiegare a parole.

Quello che posso dire è che dopo il terzo seminario ho smesso di voler ammazzare mia madre, proprio perchè durante i seminari avevo potuto elaborare il problema che avevo con lei, aiutata da persone che elaboravano con me, cosa che con lei di persona non avrei mai potuto fare.
E a me sembra un ottimo risultato.
Nella stessa estate 2004 ho fatto un intensivo residenziale, a Magliolo.
Bruciavo le tappe.
Nel frattempo mi tenevo "in allenamento" con gli intensivi.
E nella stessa estate ho conosciuto (fuori dal centro) la persona che ho amato di più nella mia vita, e con la quale ho conosciuto una felicità che non credevo nemmeno possibile.
Poi il secondo livello, il lasciar andare.
Ho portato al centro il mio abito da sposa, che è bruciato nel falò e volato in alto per un paio di metri che sembrava un fantasma. Ho portato tutto quello che apparteneva ad un passato da cui volevo trovare una distanza.
Compresa una fede nuziale molto particolare, del valore di circa 3000 euro, che ho "donato" a chi si occupava di ceramiche e gioielli. Sono certa che i 4 brillanti sulla fede, e la gran quantità di oro che la costituiva, sono tonrati molto... "utili".
Durante questo mio percorso in diverse occasioni mi è capitato di storcere un po' il naso nei confronti di certe situazioni che mi coinvolgevano durante i seminari. Ma io ero lì per imparare, non per insegnare (e questo veniva sottolineato con forza, anche durante i pasti), quindi mi stavo zitta e andavo avanti.

Non so se quello che accadeva possa essere definito "violenza psicologica". Io so solo che verrebbe definito così solo perchè stiamo parlando di un ambito particolare, ma situazioni del genere le vedo accadere così spesso nella vita di tutti i giorni che non mi sento di etichettarle come tali.

In autunno ho venduto la mia casa, mi sono entrati in tasca un bel po' di soldi.
L'ho venduta perchè volevo andarmene dalla cità in cui vivevo, il centro non aveva nulla a che fare con questo.
Però tutti quei soldi mi davano la possibilità di continuare coi seminari (carissimi!).
Finchè, un giorno di primavera, durante un intensivo, Umberto mi dice che secondo lui potrei essere pronta per il master. Finito l'intensivo mi fermo quindi per il pre-master (altri 5 giorni, altri 900 euro), e alla fine formulo la mia richiesta, con tanto di "discorso di motivazione e offerta economica".
Sono stata non solo respinta, ma anche umiliata di fronte al consesso giudicante dei maestri con la frase "non sai quanto piacere mi dia sbatterti in faccia i tuoi soldi. Non sei per niente pronta...".
Ho avuto un crollo emotivo.
Lui, il grande maestro, mi stava schiacciando come un insetto molesto, motivandosi dicendo che per tutto il seminario aveva docuto "sopportare la mia presenza".
In quel momento ero troppo sconvolta per poter recuperare un po' di lucidità.
Finito il seminario chiedo spiegazioni.
Umberto mi confortò, spiegandomi che ovviamente non ce l'aveva con me, ma che aveva "dovuto" rivolgersi a me in quel modo perchè io potessi elaborare il mio rapporto con le figure autoritarie, mio padre in primis.
E mi invitò al successivo intensivo e premaster. Altri 1.800 euro.
Ero motivata, stavo progettando di aprire un centro olistico per conto mio, e volevo arrivare al Master.
Ma non volevo far parte del loro circuito.
Non volevo prendere ordini da Umberto, non volevo aprire un "franchising".
E questo lui lo aveva capito.
Quindi, alla fine dell'ultimo pre-master, mi respinse di nuovo.
Rimandandomi ad un altro seminario.
E io smisi di frequentare il centro.
Mi sembrava di essere diventata un salvadanaio: i miei soldi andavano benissimo, ma io no.
Ed ogni occasione era buona.
Ma nei seminari io non andavo più avanti.

Credo che l'essere respinta sia stato provvidenziale per me.
Mi ha risparmiato una spesa della quale a posteriori mi sarei amaramente pentita.
Ma quei soldi se ne sono andati comunque, bruciati, in tre anni, per una scelta sbagliata.
Quindi a conti fatti per le mie tasche il bilancio non è cambiato.

A parte gli ultimi due seminari (e rispettivi 1.800 euro), non sono affatto pentita di quel percorso.
Forse ho avuto la fortuna di avere qualcosa in me che, risvegliatosi, mi ha detto che era giunto il momento di passare oltre. Qualcosa che mi ha fatto intravedere, al di là delle frasi e degli atteggiamenti da guru del maestro, la pochezza di un essere umano con tutti i suoi difetti.
Lo vedevo chiaramente, quando nei seminari parlava male delle persone, di Moccia in particolare, che si era portato a letto sua moglie. L'ho visto nei confronti di persone che sono cadute in disgrazia ai suoi occhi e per le quali non ha avuto che parole che ad un maestro di Reiki non si addicono affatto.
Quando sono entrata i primi tempi al centro consigliava di rivolgersi ad un astrologo di Genova, poi forse qualcuno gli deve aver riferito che quell'astrologo non vedeva il lavoro del centro di buon occhio, e lui ha cominciato ad etichettarlo come un "povero vecchio pazzo", di fronte a tutti, nei seminari.
Così come parlava male di tutti quelli che si erano allontanati dal centro e se ne erano andati, probabilmente con l'intento di affermare la propria posizione.

Forse su qualcuno questo può avere avuto l'effetto di vincolo, su di me ha avuto l'effetto opposto.
Più lo vedevo comportarsi così, più diminuivano la mia stima e il mio rispetto nei suoi confronti.
E più mi chiedevo "chissà cosa dice di me appena volto le spalle!"

Per come la presentava lui la vita da comune era l'ideale.
E per un po' anche io ho avuto la sensazione che in quel luogo girasse amore, molto più di quanto io non avessi potutto conoscere in famiglia. Sembrava una sorta di riscatto per i non-amati.
A quanto pare, data la testimonianza di chi ha vissuto lì, così non era.

Asa ha pagato, ha pagato tutto quello che aveva, e se n'è andato per la sua strada ricominciando da zero.
Conosco altri che se ne sono andati, conosco anche qualcuno che è tornato, come un "figliol prodigo".
So che ci sono stati movimenti contrastanti fra i vari maestri e Umberto, e sono certa che tutte le persone nella black-list vengono citate nei seminari.
So che il centro si accaparrava tutto: ho commissionato due anelli, che volevo fossero unici, e per questo ho dato il mio personale disegno e idea. Ma unici non sono rimasti. Sono lì, nel sito della città della luce, pubblicizzati come anelli di fidanzamento, nella sezione dedicata ai gioielli.

Non so bene se essere contenta o no del putiferio che è emerso negli ultimi anni.
Francamente ne sono venuta a conoscenza solo ora, a distanza di anni.
Credo che da una parte ci sia una caccia alle streghe assolutamente esagerata.
E' sempre così quando spunta la parola "setta".
E credo che gente come Piero Angela, negazionisti di tutto ciò che la scienza non è in grado di codificare, cavalchino volentieri l'onda per gettare discredito e mettere alla gogna tutto ciò che riguarda discipline e pratiche di crescita ed evoluzione personale, senza curarsi minimamente di verificare di cosa si tratta.
Non nascondo il timore che questo possa un giorno trasformarsi in un bando di tutto ciò che possa risultare "alternativo", medicina compresa.
Dall'altra parte mi fa piacere che certi comportamenti ricevano il giusto "feedback" negativo, con le conseguenze del caso.

In ultimo lascio la mia mail che è gemma_r@email.it: mi farebbe piacere poter entrare in contatto con quelli che hanno visstuto l'esperienza della città della luce.

Saluti

Gemma
Ultima modifica di Gemma il 24/07/2010, 7:14, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Alessandro » 02/07/2010, 13:06

Ciao Gemma e grazie per aver postato.

Voglio ricordare anche a te che, come da regolamento, ogni utente si assume personalmente la responsabilità su nomi citati e fatti accaduti nel corso della propria esperienza nei vari gruppi.

Alessandro (moderatore)
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Messaggioda Gemma » 02/07/2010, 19:38

Nessun problema.
Non c'è nessuna accusa nel mio post che possa dare spazio ad azioni legali, riferire che qualcuno parli male di qualcun altro non credo sia diffamazione.

Vorrei estendere però il mio parere, dopo aver passato tutto il pomeriggio leggendo in rete e confrontando testimonianze di varia provenienza con quello che il circo mediatico ha propinato al grande pubblico.
Con mio rammarico ho scoperto che il cesap "è" la "dottoressa Tinelli".

Mi dispiace, ma di tutte le opinioni che mi sono col tempo potuta formare la peggiore è nei confronti suoi e di chi, con lei, sta manipolando l'informazione, e attraverso di essa il grande pubblico, al fine di proporre un grande nemico comune, demoniaco e perverso per come viene descritto.

Ho visto servizi televisivi ai limiti del grottesco, testimonianze rese paradossali per come presentate, ho visto e letto una vera e propria caccia alle streghe, fatta utilizzando termini tali da incutere un misto di ripugnanza e orrore in chi ascolta (il termine "psico-setta" si commenta da solo).
Rifiuto categoricamente il termine di "adepta", lo trovo offensivo della mia dignità personale.
Non lo sono ora come non lo ero nel periodo in cui frequentavo il centro Reiki.
Ho visto fare di tutta l'erba un fascio e mettere al rogo un sistema perchè si era trovato qualcuno al suo interno con delle colpe legali.
Condannate chi va condannato, invece di voler allargare il cerchio oltre ogni possibile immaginazione.
Altrimenti abolite ogni ordine, a partire da quello dei medici, che secondo lo stesso metodo di procedura sarebbero tutto corrotti quando uno solo di loro approfitta di una paziente, come è accaduto che facessero anche psichiatri e psicologi.
E già che ci siamo aboliamo l'intera chiesa, visto che ci sono dei preti pedofili.

No, mi oppongo fermamente a tutto questo.
Nessun contraddittorio pubblico, eventi manipolati ad hoc sono stati dati in pasto a gente che non aveva nemmeno la portata di capire di cosa si stava parlando, accuse infondate e diffamanti, di presunte cerimonie sessuali, che richiamano alla mente collettiva orge demoniache, per non parlare di asserzioni totalmente inventate al solo scopo di conferire maggiore scabrosità alla vicenda.
Basta una donna che di spalle riferisce che durante i seminari c'era gente che gridava e inveiva e la voce fuori campo che dice "ma ci pensate? Che orrore!".
Andate a vedere cosa succede nelle famiglie, dove la gente tutti i santi giorni urla, grida, si insulta e si prende a botte.
Si, nei seminari potevamo finalmente urlare tutta la nostra rabbia, sfogare il nostro dolore ed esprimere tutta l'energia che avevamo fino a quel momento tenuto repressa, e potevamo farlo in un ambiente CONTROLLATO, fra persone che non giudicavano, ma ci sostenevano, e finalmente al problema veniva data la possibilità di essere smaltito, piuttosto che riversato su chi ci vive attorno.
E io di questo non potrò mai essere abbastanza grata, perchè solo chi non l'ha mai provato non può capire il valore di una catarsi attiva e non solo cerebrale.
A volte il mero discutere delle cose non basta per liberarsene.
E in tutto questo non ho mai visto un vero contraddittorio, sembra di assistere alla diffusione di notizie controllata del ventennio, in cui passava solo ciò che una certa sfera riteneva fosse bene passasse.

Quindi mi dispiace tanto per tutti coloro che, come ho letto qui nel forum, pensano che una laurea in psicologia o psichiatria possa rendere una persona l'unica capace di risolvere i problemi che una persona si porta appresso: non è affatto così.
Allo stesso modo in cui ci sono tanti insegnanti nelle nostre scuole che sono degli emeriti caproni, ma vengono giudicati abili all'esercizio per possesso di un documento piuttosto che per vero possesso di capacità.

Ricordiamo inoltre che mai un centro di quelli citati si è spacciato per dispensatore di medicine (anche qui, accuse false), nè tantomeno ha mai preteso di potersi prendere cura di persone con patologie psichiche.
Quindi nessuno ha voluto sostituirsi allo psichiatra o allo psicologo.
Io però personalmente posso dire che in un anno al centro ho potuto elaborare molto di più di quanto non abbia visto fare a persone in analisi da 10 anni.
Forse qui qualcuno ha visto la propria posizione vacillare e ha pensato fosse bene correre ai ripari.

Ma non è quella della caccia allo stregone la soluzione.
La soluzione VERA sarebbe quella di dare finalmente una regolamentazione a tutto ciò che ad oggi rientra in quel grande mucchio sotto l'insegna "alternativo": medicina laternativa, pratiche alternative e via dicendo.
Se vi preme tanto eliminare la possibilità che qualcuno se ne approfitti, allora regolamentate! Approfondite, andate ai seminari, provate, istruitevi e poi legiferate in merito.
Perchè sono anche un po' stanca di vedere che la gente reagisce alla parola "olistico" come se fosse una bestemmia, e vi assicuro che lo sono altrettanto tutti quelli che stanno cercando di portare avanti una visione olistica dell'approccio "terapeutico".
E vi ricordo che terapeutico vuol dire tutto e niente.
A volte si dice che anche un abbraccio possa essere terapeutico.
Che facciamo, una legge contro chi dispensa abbracci senza licenza?
Gemma
 
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Messaggioda Alessandro » 03/07/2010, 11:59

Non è tra i miei compiti intervenire nelle discussioni ma toglimi una curiosità Gemma: come si manipola l'informazione? E con quali metodi, di cui hai prove certe, la dottoressa Tinelli lo fa? A parte quello che hai letto in rete, hai avuto modo di accertartene personalmente della veridicità di tali affermazioni? TU CONOSCI LA DOTTORESSA TINELLI? Potresti TELEFONARLE e parlare con la dottoressa quando vuoi: tranquillizzati, non farà in modo che tu entri a far parte della nostra "setta anti-sette" (che termine squallido...). Magari potresti sentire l'altra campana. Magari potresti valutare la situazione ascoltando anche un parere diverso. Così si fa... Se tu ritieni di essere una persona libera non dovresti temere di ascoltare (purgandoti da ogni pregiudizio) chi la pensa diversamente. Poi sarai tu a valutare se c'è una manipolazione dell'informazione da parte del cesap. Secondo me potrebbe essere costruttivo per tutti!!!

Alessandro (moderatore)
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Messaggioda lorita » 03/07/2010, 12:37

Salve Gemma, benvenuta nella "tana del lupo cattivo" :)
Stia tranquilla, qui si è liberi di entrare ed uscire e la sottoscritta ama altri tipi di cibo.

La ringrazio per l'alta considerazione che ha di me e dei miei "straordinari poteri" di manipolazione dell'informazione.
D'altro canto lo sport della caccia non mi è mai piaciuto, perchè troppo cruento e di scarsa soddisfazione, per quel che mi riguarda.

E' vero però che "la manipolazione delle informazione" e la "caccia alle streghe" sono ormai il mantra che i suoi cugini del pianeta Arkeon ripetono da qualche anno, volutamente sorvolando su dei fatti concreti di non scarsa rilevanza: ovvero un processo in corso con accuse precise. Processo derivato da anni di indagine.
Ha così poca stima del lavoro delle Forze dell'Ordine e di diversi Magistrati che si sono occupati del caso Arkeon, tanto da considerarli dei burattini nelle mie mani?
Ha anche altrettanta disistima nei confronti dei tanti che qui hanno scritto la propria storia devastante o che l'hanno raccontata altrove, pensando che siano stati da me imboccati a scriverla o a raccontarla?
Anche lei ritiene che i filmati mandati in onda siano stati manipolati? Se sì, mi può spiegare in cosa differivano da quella che lei ritiene essere la realtà?
Anche lei come i suoi cugini ritiene che le persone che hanno raccontato la propria esperienza in TV, chiedendo l'oscuramento del proprio viso, stiano raccontando fesserie? Se sì, allora le chiederei di abbandonare il suo di anonimato in questo forum e parlarci a viso scoperto, con nome e cognome e possibilmente anche postando la sua fotografia e la sua carta di identità, perchè la sua storia, quella che qui ha raccontato, piena di tante contraddizioni, potrebbe essere interpretabile come una sua fantasia, probabilmente manipolata da chissà chi e per chissà quale motivo. Forse stanno agendo a nostra saputa degli alieni?
C'è quindi bisogno che lei ce la racconti nuovamente inviandoci prima i suoi dati anagrafici. Così ci metterebbe al sicuro sulla verità dei fatti.

Certo, le mie sono palesi provocazioni, Gemma, ma mi fa sorridere leggere affermazioni che non trovano alcuna corrispondenza con la realtà e che piuttosto sono un ulteriore difesa che ciascuno si crea per non vedere quello che davvero sta accadendo.
E' più facile pensare al cattivone di turno. Gia! Le consiglierei di leggere il libro " Il nemico ha la coda. Psicologia e biologia della violenza" di Attili Grazia, Farabollini Francesca, Messeri Patrizia, edizioni Giunti. Giusto per comprendere su quali basi ci costruiamo in nostri nemici, escludendo completamente la nostra capacità di ragionare.

Se dovessimo poi accettare le sue affermazioni basate sul puro relativismo, dovremmo alla fine accettare che chi preleva un automobile al suo legittimo proprietario, non è un ladro ma semplicemente e qualcuno che in quel momento ha bisogno di un mezzo per proseguire la sua strada e così via. Perchè mai avercela con lui?

Prima di concludere vorrei però fare qualche precisazione:

- il CeSAP non è Lorita Tinelli, in quanto giuridicamente il primo è una sigla appartenente ad una associazione (dallo Zingarelli: 2 sf riunione di più persone in vista di uno scopo comune, lecito o illecito), la seconda è una persona (unica), cioè io.

- Occuparsi di storie di abusi non significa denigrare o dare scarsa importanza al bisogno spirituale e fideistico dell'essere umano; concordo pienamente con lei che però certe situazioni necessitino di più chiare regolamentazioni e chiarificazioni, onde evitare spiacevoli esperienze.
Ma è ancora più vero che è sempre utile attenersi alle regole che la nostra società civile già possiede, al fine di non danneggiare impropriamente i nostri simili e di evitare di commettere reati.

A presto

Lorita
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Re: \

Messaggioda Gemma » 04/07/2010, 13:45

Ho impiegato un'ora del mio tempo per elaborare una risposta, che è successivamente andata persa a causa della cattiva gestione dei cookies da parte del vostro sito (nonostante io avessi effettuato l'accesso selezionando "collegami in automatico ad ogni visita".
Mea culpa, avrei dovuto fare copia incolla da un file txt, per sicurezza.
Se avrò tempo e voglia rielaborerò la mia risposta.
Suggerisco nel frattempo di chiedere all'admin del sito di verificare il bug.
Gemma
 
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