Vedo che è passato molto tempo dall'ultimo post, non so quindi se queste discussioni siano ancora "vive".
Ho letto con molto interesse tutte le testimonianze, cercando di riconoscere le persone citate e chi portava la testimonianza.
Si, sono anche io una ex della città della luce.
Il mio periodo è stato dall'estate 2004 all'estate 2005, a Turbigo.
Sono rimasta molto spiazzata nel leggere di alcuni racconti.
Voglio precisare in maniera ferma di scrivere qui in posizione assolutamente neutra: non è mia intenzione nè dubitare delle testimonianze, nè scrivere apologie nei confronti dei maestri che ho conosciuto, ma altrettanto non è mio desiderio prestarmi per mettere sotto accusa le persone con cui, nel bene o nel male, ho seguito un percorso di un anno che ha veramente costituito una svolta nella mia vita.
Riporto quindi la mia personale testimonianza.
Mi sono avvicinata a Reiki perchè nella rete era indicato come "percorso di guarigione". Ed io ero malata di una malattia che la medicina non può curare.
Ero disperata e sul punto di arrendermi, ma siccome da tempo avevo potuto apprezzare il lavoro di persone come Dalke e Dethlevsen, sapevo bene che ci sono strumenti che possiamo usare per la nostra guarigione che non siano necessariamente medicine.
Soprattutto quando il male di cui soffri è cronico, e sai che non ti porterà alla morte, ma ti accompagnerà per tutta la vita rendendola un inferno.
Così ho fatto il mio primo seminario di primo livello.
Certo, ci ho dovuto riflettere a lungo, perchè le cifre di cui si parlava non erano proprio per tutti.
Ma quando sono uscita da quei due giorni ero raggiante.
Per la prima volta avevo trovato qualcuno che condivideva le mie prospettive, che parlava in una lingua che capivo, e che mi offriva la possibilità di lavorare su problemi ai quali fino a quel momento ero a malapena riuscita a tenere botta.
Emozionata e piena di entusiasmo chiesi immediatamente di poter fare il primo avanzato, a distanza di una quindicina di giorni.
Umberto, il mio maestro, mi disse che durante il secondo giorno di seminario mi avrebbe "testata" per verificare che fossi pronta, dopo solo un seminario.
E' bene specificare che il percorso proposto dal maestro era lungo, ed io lo capivo benissimo, perchè non si può acquisire una presa di coscienza in pochi giorni.
So che questo genere di lavoro richiede anni.
Ma io ero impaziente, e durante i saluti di fine seminario, al momento degli abbracci, Umberto mi disse "impari in fretta! Puoi iscriverti all'avanzato"
Non stavo più in me dalla felicità, mi sentivo come un pesce che finalmente era stato rimesso in acqua, dopo aver boccheggiato per anni.
Quello dell'avanzato è stato un lavoro molto intenso. La condivisione era il punto centrale del lavoro.
Parentesi per Max: capisco che nei primi anni, come U. stesso riferiva a posteriori, la mancanza di esperienza dei maestri abbia fatto sì che durante le condivisioni si andasse oltre il limite. Posso testimoniare che certi limiti durante i seminari a cui ho assistito io non sono mai stati superati, anzi. Umberto e gli altri maestri intervenivano sempre affinchè l'ambiente rimanesse sicuro per tutti.
Credo che il grande fraintendimento sia, per coloro che non hanno mai assistito ad un lavoro del genere, sia di credere che eventuali insulti o espressioni di aggressività fossero diretti alla persona con cui si stava condividendo. Mi spiace dirlo, ma chi così la intende non ha capito nulla della condivisione. Il bello della condivisione era proprio quello di poter fare da specchio, ed essere di fronte ad uno specchio.
Così avevi una persona di fronte verso cui indirizzarti, ma dovevi tenere sempre presente che era a te stesso che ti stavi rivolgendo.
Così come dall'altra parte la persona poteva stare immobile, sapendo che chi aveva di fronte stava semplicemente elaborando un proprio problema, non ce l'aveva con lei direttamente, ma poteva cogliere uno spunto di riflessione dal fatto che quelle cose venissero dette a lei piuttosto che a qualcun altro.
E' difficile spiegare a parole.
Quello che posso dire è che dopo il terzo seminario ho smesso di voler ammazzare mia madre, proprio perchè durante i seminari avevo potuto elaborare il problema che avevo con lei, aiutata da persone che elaboravano con me, cosa che con lei di persona non avrei mai potuto fare.
E a me sembra un ottimo risultato.
Nella stessa estate 2004 ho fatto un intensivo residenziale, a Magliolo.
Bruciavo le tappe.
Nel frattempo mi tenevo "in allenamento" con gli intensivi.
E nella stessa estate ho conosciuto (fuori dal centro) la persona che ho amato di più nella mia vita, e con la quale ho conosciuto una felicità che non credevo nemmeno possibile.
Poi il secondo livello, il lasciar andare.
Ho portato al centro il mio abito da sposa, che è bruciato nel falò e volato in alto per un paio di metri che sembrava un fantasma. Ho portato tutto quello che apparteneva ad un passato da cui volevo trovare una distanza.
Compresa una fede nuziale molto particolare, del valore di circa 3000 euro, che ho "donato" a chi si occupava di ceramiche e gioielli. Sono certa che i 4 brillanti sulla fede, e la gran quantità di oro che la costituiva, sono tonrati molto... "utili".
Durante questo mio percorso in diverse occasioni mi è capitato di storcere un po' il naso nei confronti di certe situazioni che mi coinvolgevano durante i seminari. Ma io ero lì per imparare, non per insegnare (e questo veniva sottolineato con forza, anche durante i pasti), quindi mi stavo zitta e andavo avanti.
Non so se quello che accadeva possa essere definito "violenza psicologica". Io so solo che verrebbe definito così solo perchè stiamo parlando di un ambito particolare, ma situazioni del genere le vedo accadere così spesso nella vita di tutti i giorni che non mi sento di etichettarle come tali.
In autunno ho venduto la mia casa, mi sono entrati in tasca un bel po' di soldi.
L'ho venduta perchè volevo andarmene dalla cità in cui vivevo, il centro non aveva nulla a che fare con questo.
Però tutti quei soldi mi davano la possibilità di continuare coi seminari (carissimi!).
Finchè, un giorno di primavera, durante un intensivo, Umberto mi dice che secondo lui potrei essere pronta per il master. Finito l'intensivo mi fermo quindi per il pre-master (altri 5 giorni, altri 900 euro), e alla fine formulo la mia richiesta, con tanto di "discorso di motivazione e offerta economica".
Sono stata non solo respinta, ma anche umiliata di fronte al consesso giudicante dei maestri con la frase "non sai quanto piacere mi dia sbatterti in faccia i tuoi soldi. Non sei per niente pronta...".
Ho avuto un crollo emotivo.
Lui, il grande maestro, mi stava schiacciando come un insetto molesto, motivandosi dicendo che per tutto il seminario aveva docuto "sopportare la mia presenza".
In quel momento ero troppo sconvolta per poter recuperare un po' di lucidità.
Finito il seminario chiedo spiegazioni.
Umberto mi confortò, spiegandomi che ovviamente non ce l'aveva con me, ma che aveva "dovuto" rivolgersi a me in quel modo perchè io potessi elaborare il mio rapporto con le figure autoritarie, mio padre in primis.
E mi invitò al successivo intensivo e premaster. Altri 1.800 euro.
Ero motivata, stavo progettando di aprire un centro olistico per conto mio, e volevo arrivare al Master.
Ma non volevo far parte del loro circuito.
Non volevo prendere ordini da Umberto, non volevo aprire un "franchising".
E questo lui lo aveva capito.
Quindi, alla fine dell'ultimo pre-master, mi respinse di nuovo.
Rimandandomi ad un altro seminario.
E io smisi di frequentare il centro.
Mi sembrava di essere diventata un salvadanaio: i miei soldi andavano benissimo, ma io no.
Ed ogni occasione era buona.
Ma nei seminari io non andavo più avanti.
Credo che l'essere respinta sia stato provvidenziale per me.
Mi ha risparmiato una spesa della quale a posteriori mi sarei amaramente pentita.
Ma quei soldi se ne sono andati comunque, bruciati, in tre anni, per una scelta sbagliata.
Quindi a conti fatti per le mie tasche il bilancio non è cambiato.
A parte gli ultimi due seminari (e rispettivi 1.800 euro), non sono affatto pentita di quel percorso.
Forse ho avuto la fortuna di avere qualcosa in me che, risvegliatosi, mi ha detto che era giunto il momento di passare oltre. Qualcosa che mi ha fatto intravedere, al di là delle frasi e degli atteggiamenti da guru del maestro, la pochezza di un essere umano con tutti i suoi difetti.
Lo vedevo chiaramente, quando nei seminari parlava male delle persone, di Moccia in particolare, che si era portato a letto sua moglie. L'ho visto nei confronti di persone che sono cadute in disgrazia ai suoi occhi e per le quali non ha avuto che parole che ad un maestro di Reiki non si addicono affatto.
Quando sono entrata i primi tempi al centro consigliava di rivolgersi ad un astrologo di Genova, poi forse qualcuno gli deve aver riferito che quell'astrologo non vedeva il lavoro del centro di buon occhio, e lui ha cominciato ad etichettarlo come un "povero vecchio pazzo", di fronte a tutti, nei seminari.
Così come parlava male di tutti quelli che si erano allontanati dal centro e se ne erano andati, probabilmente con l'intento di affermare la propria posizione.
Forse su qualcuno questo può avere avuto l'effetto di vincolo, su di me ha avuto l'effetto opposto.
Più lo vedevo comportarsi così, più diminuivano la mia stima e il mio rispetto nei suoi confronti.
E più mi chiedevo "chissà cosa dice di me appena volto le spalle!"
Per come la presentava lui la vita da comune era l'ideale.
E per un po' anche io ho avuto la sensazione che in quel luogo girasse amore, molto più di quanto io non avessi potutto conoscere in famiglia. Sembrava una sorta di riscatto per i non-amati.
A quanto pare, data la testimonianza di chi ha vissuto lì, così non era.
Asa ha pagato, ha pagato tutto quello che aveva, e se n'è andato per la sua strada ricominciando da zero.
Conosco altri che se ne sono andati, conosco anche qualcuno che è tornato, come un "figliol prodigo".
So che ci sono stati movimenti contrastanti fra i vari maestri e Umberto, e sono certa che tutte le persone nella black-list vengono citate nei seminari.
So che il centro si accaparrava tutto: ho commissionato due anelli, che volevo fossero unici, e per questo ho dato il mio personale disegno e idea. Ma unici non sono rimasti. Sono lì, nel sito della città della luce, pubblicizzati come anelli di fidanzamento, nella sezione dedicata ai gioielli.
Non so bene se essere contenta o no del putiferio che è emerso negli ultimi anni.
Francamente ne sono venuta a conoscenza solo ora, a distanza di anni.
Credo che da una parte ci sia una caccia alle streghe assolutamente esagerata.
E' sempre così quando spunta la parola "setta".
E credo che gente come Piero Angela, negazionisti di tutto ciò che la scienza non è in grado di codificare, cavalchino volentieri l'onda per gettare discredito e mettere alla gogna tutto ciò che riguarda discipline e pratiche di crescita ed evoluzione personale, senza curarsi minimamente di verificare di cosa si tratta.
Non nascondo il timore che questo possa un giorno trasformarsi in un bando di tutto ciò che possa risultare "alternativo", medicina compresa.
Dall'altra parte mi fa piacere che certi comportamenti ricevano il giusto "feedback" negativo, con le conseguenze del caso.
In ultimo lascio la mia mail che è
gemma_r@email.it: mi farebbe piacere poter entrare in contatto con quelli che hanno visstuto l'esperienza della città della luce.
Saluti
Gemma