VOCE FUORI DAL CORO

VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda lòp » 06/10/2011, 22:43

Mi rammarico del ritardo con cui sono capitato su questo sito e in particolare spero che il signor Faustini sia ancora in contatto. E' naturale che ogni istituzione o movimento abbia i suoi sostenitori e i suoi oppositori e non è questo quindi che mi ha spinto a intervenire. Tuttavia leggere che il cosìabbreviato CN sia un'opera di abuso psicologico o una setta oscura con tanto di "adepti e Maxicapi" mi fa sorridere. Mi fa sorridere perchè so che non è così, poi però mi rattristisce, perchè penso a tante persone che non lo sanno e si ritrovano a leggere queste testimonianze, spesso prive di controrisposte.
Ci sono vari punti su cui vorrei ribattere, discutere, instaurare un dialogo. Il mio carattere impulsivo mi spingerebbe a denigrare molte accuse palesemente sciocche e false, ma sono consapevole, e me lo ha confermato la lettura della risposta a Faustini da parte dell'avvocato Rosati, che per quante verità si possano affermare se il tono è sbagliato queste non possono essere recepite.

1.Per i Cristiani cattolici dovrebbe bastare il dogma dell'infallibilità papale a spazzare ogni dubbio. Gli statuti del CN sono stati approvati da un Papa sempre molto attento e disponibile verso il Cammino, il quale secondo il dogma non può sbagliare nell'esercizio della sua funzione ecclesiastica riguardo la dottrina.

2.Non voglio considerare false tutte, ma neanche la maggioranza, delle testimonianze riportate su questo sito. Si tratta di persone che hanno vissuto storie complicate e per questo molto rispettabili. Tuttavia cercate e cerchiamo di ampliare lo sguardo, senza concentrarci solo su noi stessi. Una delle cose che più odio è la generalizzazione. Non si può trasformare un caso nella teoria. Nel Cammino, oltre allo Spirito di Dio, operano persone che possono sbagliare in quanto soggette all'errore e al peccato come chiunque altro (anche se sono convinto per esperienze personali che nella maggior parte dei casi tramite i catechisti operi davvero lo Spirito di Dio). Dunque trarre conclusioni generali dalla propria esperienza (e da quella della moglie, dei figli e dei nipoti, signor Faustini) sarebbe come se i genitori di un figlio molestato da un sacerdote pretendessero di abolire l'ordine sacerdotale in quanto tutti i preti sono pedofili.
Nel caso in cui davvero tutto sia andato come sostenete voi, nel caso in cui i vostri sentimenti non abbiano avuto il sopravvento sulla realtà dei fatti, nel caso in cui non sia stata una ferita nel vostro ego a provocare l'allontanamento, ricordate che un caso non fa la regola.

3.Ma non parlatemi di abusi psicologici e di persecuzioni per chi vuole uscire. Le cosiddette confessioni pubbliche innanzitutto non sono confessioni perchè, per esempio, non c'è nessuna assoluzione. L'unica confessione è quella col sacerdote e non è vero, Faustini, che un neocatecumenale la fa "quelle 2, 3 volte l'anno". 2 o 3 volte l'anno (ma anche molte di più) ci sono celebrazioni penitenziali gestite dai neoc. o parrocchiali a cui si è invitati, ma oltre a questo ognuno è invitato a confessarsi ogniqualvolta sente di averne bisogno.
Il fatto che nelle comunità ognuno confessi le proprie colpe e poi non possa staccarsi dal gruppo per via di eventuali ricatti è una balla atomica. Se c'è una cosa sempre ribadita è che ciò che viene detto nel "giro di esperienze" non deve uscire dalla comunità. Inoltre nessuno è obbligato a "confessare le sue colpe", si tratta di una condivisione comunitaria di problemi e sofferenze e tutti gli psicologi qua presenti dovrebbero sapere quanto, parlando in termini laici, la terapia di gruppo aiuti. Qui nel gruppo però includiamo anche Dio, sul quale si regge la comunità. Anzichè ricattare, la comunità è spesso presente nel momento del bisogno e questo l'ho visto nelle storie dei miei genitori e nonni (esempio: quando è morta mia nonna ho visto venire a soccorrerla e portarle conforto negli ultimi giorni trascorsi in ospedale molta più gente della sua comunità che amici o amiche di vecchia data). Spesso questo è un aiuto fondamentale per chi è solo, che sperimenta l'amore e la gratuità che deriva non dai propri meriti o da quelli dei suoi fratelli di comunità ma dal fatto che essa si regga su Cristo.

4.Persecuzioni per chi vuole uscire? Assolutamente no. Ognuno ha il suo percorso di fede, ognuno è chiamato a qualcosa e lo può realizzare tramite innumerevoli strumenti..uno è il cammino, tanti sono altri. Ho letto la storia di Valentina: non posso intromettermi nei rapporti privati della sua famiglia, soprattutto non potendo sapere come si siano svolti effettivamente questi rapporti, tuttavia posso affermare una cosa. Per chi non ha parenti nel cammino nessuno insisterà ripetutamente (se non come consiglio disinteressato e non vincolante) affinchè rimanga nel cammino. Per chi ha parenti, in particolare genitori, questi probabilmente insisteranno ma non perchè siano stati plagiati o chissà cosa, semplicemente perchè in quanto genitori amano i propri figli e desiderano che anche questi possano ricevere la Vita laddove loro l'hanno trovata. E' come il padre che sgrida il figlio che non vuole mangiare. Ma poi alla fine ognuno è libero.

5.C'è chi sostiene che sport, politica, cultura ecc.. siano definiti idoli. Non è vero: sono idoli nel momento in cui ci assorbono ogni energia, nel momento in cui una determinata di queste cose diventa il nostro Dio, monopolizza la nostra vita e ci distoglie dal vero Dio. Nel momento in cui poniamo Lui davanti al resto, tutte queste cose sono fantastiche attività prive di male.

6.Nella Tela del Ragno si sostiene che un'intera famiglia faccia fatica a trovarsi a cena per via degli innumerevoli impegni dovuti al Cammino. Mi sembra strano: a parte il fatto che dato l'orario in cui generalmente si finisce di lavorare e dato l'orario di inizio delle celebrazioni non ci sono problemi per cenare insieme, le serate in cui si è impegnati sono al massimo due. Alle quali, una volta al mese circa, se ne aggiunge un'altra per le "preparazioni", ma non ha un orario fisso e può essere concordato.

7.Certe affermazioni di Faustini sono talmente fuori dalla realtà che i casi sono 2:
- Si tratta di falsità mai sperimentate, nel quadro di un attacco pretestuoso, e in tal caso c'è poco da fare;
- Ha incontrato un caso più unico che raro, in cui quasi tutti gli aspetti del Cammino sono stati distorti. La cosa mi provoca dispiacere davvero profondo per il primo approccio che ha avuto, ma al tempo stesso tanta gioia perchè potrà sperimentare come tutto sia diverso e non ci sia nessuna tela e nessun ragno. Senza difficoltà, in una qualsiasi altra parrocchia in cui si trova il Cammino! Non generalizzi il suo caso, sperimenti più dati prima di trarre conclusioni (è anche il metodo scientifico questo!)

8. Smentita rapida di alcune cose errate sul Cammino scritte ne "La tela del ragno":
- Non è vero che c'è l'obbligo di portare il coniuge nel Cammino o altrimenti separarsi da esso. Faustini dice che a lui è capitato, ribadisco, se è vero è stato un caso unico, conosco persone che hanno addirittura concluso il cammino senza passare attraverso questo fantomatico obbligo;
- Non è esibizionismo fare molti figli, ma l'apertura alla vita e alla volontà di Dio. Se uno è cristiano non può non credere in questo: avete mai sentito il Papa consigliare metodi contraccettivi? Signor Faustini, se lei è cristiano deve credere anche in questo e nella Provvidenza, non si può essere cristiani di comodo.
- Digiuni e pellegrinaggi sono inutili: sulla prima si smentisce da solo Faustini, quando descrive gli esasperanti digiuni prePasqua, che tra l'altro definisce obbligatori, mentre in realtà ognuno fa come sente, soprattutto in base alle proprie possibilità fisiche. Poi i pellegrinaggi sono inutili?? Qualcuno ha idea, per esempio, della percentuale di Neocatecumenali sul totale dei presenti alle Giornate Mondiali della Gioventù con il Papa??
- Non è vero che il Rosario è screditato ed emarginato: recentemente Kiko Arguello ha incaricato tantissimi giovani di recitare il rosario tutti i giorni per un anno
Ho smentito alcune cose, soprattutto pratiche, grazie alla mia esperienza. Riguardo alle accuse su elementi della dottrina penso di poter ribattere ma riconosco di non avere la qualifica o le competenze adatte per discutere di teologia!

Come si è notato anch'io faccio parte del Cammino, e persino da quando son nato, essendo figlio di neocatecumenali. Tuttavia, lungi dal sentirmi plagiato, ho avuto modo di entrare in contatto con diverse realtà locali del Cammino e allargare il mio orizzonte. Oltre ad aver trovato risposte importanti per la mia vita nel Cammino, posso affermare di non aver mai visto o sentito storie come quella di Faustini, il quale spero vivamente possa leggere e rispondere costruttivamente e onestamente!
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda maverick » 07/11/2011, 16:00

lòp ha scritto:1.Per i Cristiani cattolici dovrebbe bastare il dogma dell'infallibilità papale a spazzare ogni dubbio. Gli statuti del CN sono stati approvati da un Papa sempre molto attento e disponibile verso il Cammino, il quale secondo il dogma non può sbagliare nell'esercizio della sua funzione ecclesiastica riguardo la dottrina.


Effettivamente per chi è cattolico l'infallibilità papale "nell'esercizio della sua funzione ecclesiastica" dovrebbe costituire un aut aut. Non si può essere cattolici e contemporaneamente avversare il Cammino. Per come la vedo io questo significa semplicemente interrogarsi sull'opportunità di essere cattolici o meno! ;)

2.Non voglio considerare false tutte, ma neanche la maggioranza, delle testimonianze riportate su questo sito. Si tratta di persone che hanno vissuto storie complicate e per questo molto rispettabili. Tuttavia cercate e cerchiamo di ampliare lo sguardo, senza concentrarci solo su noi stessi. Una delle cose che più odio è la generalizzazione. Non si può trasformare un caso nella teoria. Nel Cammino, oltre allo Spirito di Dio, operano persone che possono sbagliare in quanto soggette all'errore e al peccato come chiunque altro (anche se sono convinto per esperienze personali che nella maggior parte dei casi tramite i catechisti operi davvero lo Spirito di Dio). Dunque trarre conclusioni generali dalla propria esperienza (e da quella della moglie, dei figli e dei nipoti, signor Faustini) sarebbe come se i genitori di un figlio molestato da un sacerdote pretendessero di abolire l'ordine sacerdotale in quanto tutti i preti sono pedofili.
Nel caso in cui davvero tutto sia andato come sostenete voi, nel caso in cui i vostri sentimenti non abbiano avuto il sopravvento sulla realtà dei fatti, nel caso in cui non sia stata una ferita nel vostro ego a provocare l'allontanamento, ricordate che un caso non fa la regola.


Un caso non fa una regole ma moltissimi casi dovrebbero far riflettere un po' come gli innumerevoli (decine di migliaia) casi di pedofilia all'interno della Chiesa dovrebbero indurre una riflessione interna delle gerarchie ecclesiastiche.

3.Ma non parlatemi di abusi psicologici e di persecuzioni per chi vuole uscire. Le cosiddette confessioni pubbliche innanzitutto non sono confessioni perchè, per esempio, non c'è nessuna assoluzione. L'unica confessione è quella col sacerdote e non è vero, Faustini, che un neocatecumenale la fa "quelle 2, 3 volte l'anno". 2 o 3 volte l'anno (ma anche molte di più) ci sono celebrazioni penitenziali gestite dai neoc. o parrocchiali a cui si è invitati, ma oltre a questo ognuno è invitato a confessarsi ogniqualvolta sente di averne bisogno.
Il fatto che nelle comunità ognuno confessi le proprie colpe e poi non possa staccarsi dal gruppo per via di eventuali ricatti è una balla atomica. Se c'è una cosa sempre ribadita è che ciò che viene detto nel "giro di esperienze" non deve uscire dalla comunità. Inoltre nessuno è obbligato a "confessare le sue colpe", si tratta di una condivisione comunitaria di problemi e sofferenze e tutti gli psicologi qua presenti dovrebbero sapere quanto, parlando in termini laici, la terapia di gruppo aiuti. Qui nel gruppo però includiamo anche Dio, sul quale si regge la comunità. Anzichè ricattare, la comunità è spesso presente nel momento del bisogno e questo l'ho visto nelle storie dei miei genitori e nonni (esempio: quando è morta mia nonna ho visto venire a soccorrerla e portarle conforto negli ultimi giorni trascorsi in ospedale molta più gente della sua comunità che amici o amiche di vecchia data). Spesso questo è un aiuto fondamentale per chi è solo, che sperimenta l'amore e la gratuità che deriva non dai propri meriti o da quelli dei suoi fratelli di comunità ma dal fatto che essa si regga su Cristo.


Vede, il fatto che non esistano o sarebbe più corretto dire che non le è mai capitato di vedere ricatti di questo tipo non implica che "confessare pubblicamente tutti i propri peccati / segreti più intimi" NON crei un legame molto forte ed una soggezione psicologica nei confronti della Comunità.

Il paragone che fa con la psicoterapia non regge perché:

1) I gruppi di ascolto sono gestiti da un professionista laureato che tra l'altro decide come accorpare i vari pazienti. Non è che chi ha problemi di timidezza viene messo insieme ad un "sex addicted"...Nel Cammino invece spesso e volentieri c'è l'ignorantone (senza offesa nel senso che ignora), purché carismatico, di turno che pensa che tutto sia curabile con la preghiera e le invocazioni allo Spirito Santo ed i gruppi vengono formati in base a come le persone si presentano alle catechesi (certo, perché è stato lo Spirito Santo a volere così!)

2) Non esiste la competizione. Nessun psicoterapeuta verrà a dirti non passi al "livello" successivo perché ti apri poco. Sa com'è, la pressione psicologica non sussiste solo nell'obbligare qualcuno fisicamente a fare qualcosa è una cosa un po' più complessa...

4.Persecuzioni per chi vuole uscire? Assolutamente no. Ognuno ha il suo percorso di fede, ognuno è chiamato a qualcosa e lo può realizzare tramite innumerevoli strumenti..uno è il cammino, tanti sono altri. Ho letto la storia di Valentina: non posso intromettermi nei rapporti privati della sua famiglia, soprattutto non potendo sapere come si siano svolti effettivamente questi rapporti, tuttavia posso affermare una cosa. Per chi non ha parenti nel cammino nessuno insisterà ripetutamente (se non come consiglio disinteressato e non vincolante) affinchè rimanga nel cammino. Per chi ha parenti, in particolare genitori, questi probabilmente insisteranno ma non perchè siano stati plagiati o chissà cosa, semplicemente perchè in quanto genitori amano i propri figli e desiderano che anche questi possano ricevere la Vita laddove loro l'hanno trovata. E' come il padre che sgrida il figlio che non vuole mangiare. Ma poi alla fine ognuno è libero.


Vede, è proprio questo il meccanismo insito nelle sette. Ti convincono o ti autoconvinci che quella cosa e SOLO QUELLA (IN QUELL'UNICA MODALITA') possa giovare e rendere felice una persona. Questo porta il più delle volte a far terra bruciata di tutto "quello" che non fa parte di quell'unica VERITA'. Il principo è più o meno questo :<< Mi fa così male vedere che butti la tua vita attaccato agli idoli, che non riconosci la vera fonte di vita, che preferisco non vederti, ma pregherò per te! >>

Il paragone che fa con il cibo è sintomatico... Il cibo è indispensabile alla vita di chiunque (atei, musulmani, buddisti, protestanti, cattolici, etc.) il Cammino no.

5.C'è chi sostiene che sport, politica, cultura ecc.. siano definiti idoli. Non è vero: sono idoli nel momento in cui ci assorbono ogni energia, nel momento in cui una determinata di queste cose diventa il nostro Dio, monopolizza la nostra vita e ci distoglie dal vero Dio. Nel momento in cui poniamo Lui davanti al resto, tutte queste cose sono fantastiche attività prive di male.


Una domanda.

Secondo lei è possibile che per qualche neocatecumeno l'idolo sia la stessa Comunità? Le è mai capitato nella sua decennale esperienza nel Cammino che qualche catechista "accusi" un fratello di aver reso idolo la sua Comunità?

Le faccio notare che obiettivi importanti richiedono un'abnegazione totale. Probabilmente Kiko avrebbe dato dell'idolatra a Alexander Fleming (lo scopritore della penicillina) che ha passato tutta la sua vita in laboratorio.... io mi permetto solo di ringraziarlo....

8. Smentita rapida di alcune cose errate sul Cammino scritte ne "La tela del ragno":
- Non è vero che c'è l'obbligo di portare il coniuge nel Cammino o altrimenti separarsi da esso. Faustini dice che a lui è capitato, ribadisco, se è vero è stato un caso unico, conosco persone che hanno addirittura concluso il cammino senza passare attraverso questo fantomatico obbligo;


Si ma se uno dei due coniugi si oppone? Non è che andare in Cammino è come andare al cinema qualche volta con un amico..poi voglio vedere che dice il coniuge che non fa parte del cammino se l'altro si vende un terreno di loro proprietà per versarlo nelle casse del CNC...


- Non è esibizionismo fare molti figli, ma l'apertura alla vita e alla volontà di Dio. Se uno è cristiano non può non credere in questo: avete mai sentito il Papa consigliare metodi contraccettivi?


Non consiglia l'uso di contraccettivi ma nelle encicliche papali si parla SEMPRE di procreazione responsabile. Che significa secondo lei questa parola?
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda lòòp » 16/01/2012, 22:57

Avevo già risposto in questo topic, ma quando sono tornato per controllare se a mia volta avevo ricevuto risposta ho scoperto con stupore che quello che avevo scritto era scomparso e la mia utenza era stata eliminata. Quindi mi tocca riscrivere da capo.



maverick ha scritto:Effettivamente per chi è cattolico l'infallibilità papale "nell'esercizio della sua funzione ecclesiastica" dovrebbe costituire un aut aut. Non si può essere cattolici e contemporaneamente avversare il Cammino. Per come la vedo io questo significa semplicemente interrogarsi sull'opportunità di essere cattolici o meno! ;)

Riguardo a questo punto avevo già scritto che mi riferivo soltanto ai credenti, non pretendo certo che sia condiviso da chi non lo è. Tuttavia per andare a sindacare sull "opportunità" di essere cristiani non c'è bisogno dell'infallibilità papale. La Resurrezione stessa, su cui tutto si basa, è un concetto che sfugge alle logiche razionali di chi non crede. Ah, comunque credo che nessun cristiano ragioni in termini di OPPORTUNITA'. Sia perchè coi tempi che tirano adesso di certo non porta vantaggi essere cristiano, sia perchè direi che sia qualcosa di più profondo dell'opportunismo.

maverick ha scritto:Un caso non fa una regole ma moltissimi casi dovrebbero far riflettere un po' come gli innumerevoli (decine di migliaia) casi di pedofilia all'interno della Chiesa dovrebbero indurre una riflessione interna delle gerarchie ecclesiastiche.

In base a cosa definisce i "moltissimi casi"? Sappiamo bene che un pedofilo se è prete fa più notizia e si da più risalto alla sua "professione", mentre se è un commesso del supermercato (per fare un esempio) questo non desta scalpore. Ed è su questo che si basano i mass media, oltre al fatto che l'informazione vediamo spesso come vada per periodi. C'è stato il periodo delle morti bianche, quello della malasanità, quello dei preti pedofili. In realtà si tratta di fenomeni che accadono di continuo ma non in una percentuale così elevata come vogliono farci credere in un determinato periodo. Faccia un rapporto dei preti pedofili sul totale dei preti e dei neocatecumenali che si sono sentiti abusati sul totale dei neocatecumenali. La percentuale sarà irrisoria.

maverick ha scritto:Vede, il fatto che non esistano o sarebbe più corretto dire che non le è mai capitato di vedere ricatti di questo tipo non implica che "confessare pubblicamente tutti i propri peccati / segreti più intimi" NON crei un legame molto forte ed una soggezione psicologica nei confronti della Comunità.

Il paragone che fa con la psicoterapia non regge perché:

1) I gruppi di ascolto sono gestiti da un professionista laureato che tra l'altro decide come accorpare i vari pazienti. Non è che chi ha problemi di timidezza viene messo insieme ad un "sex addicted"...Nel Cammino invece spesso e volentieri c'è l'ignorantone (senza offesa nel senso che ignora), purché carismatico, di turno che pensa che tutto sia curabile con la preghiera e le invocazioni allo Spirito Santo ed i gruppi vengono formati in base a come le persone si presentano alle catechesi (certo, perché è stato lo Spirito Santo a volere così!)

2) Non esiste la competizione. Nessun psicoterapeuta verrà a dirti non passi al "livello" successivo perché ti apri poco. Sa com'è, la pressione psicologica non sussiste solo nell'obbligare qualcuno fisicamente a fare qualcosa è una cosa un po' più complessa...


Ma perchè i fratelli di comunità di uno che vuole uscire dal Cammino dovrebbero spifferare in giro tutti i suoi segreti, o meglio le sue esperienze? Dal punto di vista materiale, visto che il suo approccio alla questione mi sembra materialistico, questi non ricevono niente dalla persona che vuole uscire. Il fatto che i fratelli di comunità si aiutino nei momenti di difficoltà e si scambino favori richiama quello che avveniva nelle prime comunità cristiane, ma nessuno è obbligato a farsi carico di nessuno. Quindi nessuno avrebbe interesse a costringere subdolamente una persona a non uscire dalla Comunità. Tanto più che i soldi che si raccolgono nelle collette (in modo anonimo, quindi si può anche non mettere niente) servono soltanto per l'acquisto di materiale liturgico o per pagare gli alberghi delle convivenze (ritiri).
Poi ricordo che se accade che esperienze di fratelli date durante una celebrazione vengano raccontate fuori i catechisti siano i primi a ritenere intollerabile questo atteggiamento e non di rado per questo sono state chiuse comunità.

Non sono un esperto di psicologia, può essere che il mio paragone sia stato inappropriato ma volevo soltanto sottolineare l'importanza che il gruppo, la Comunità di persone ha. Non volevo certo istituire un parallelismo tra il Cammino e la Psicologia, sono due aspetti distinti: nel Cammino non si pratica Psicologia, e direi anche viceversa ;)

Per quanto riguarda la competizione: nel Cammino non esiste. Non è una questione di competizione. Nessuno che lo viva in modo corretto lo vede come una gara per arrivare al Passaggio successivo, sperando di fare meglio di qualcun altro. Poi è chiaro che è importante aprirsi, ma è importante oltre che per gli altri che vedono l'Opera di Dio nella vita di questo fratello anche per lui stesso, per lo stesso motivo. In nessun ambito penso valga la pena aderire a qualcosa in cui poi non vuoi partecipare: in tal caso forse non è la strada migliore per te e puoi tranquillamente cercarne un'altra senza che nessuno, come dimostrato sopra, ti ricatti affinchè tu non te ne vada!

maverick ha scritto:Vede, è proprio questo il meccanismo insito nelle sette. Ti convincono o ti autoconvinci che quella cosa e SOLO QUELLA (IN QUELL'UNICA MODALITA') possa giovare e rendere felice una persona. Questo porta il più delle volte a far terra bruciata di tutto "quello" che non fa parte di quell'unica VERITA'. Il principo è più o meno questo :<< Mi fa così male vedere che butti la tua vita attaccato agli idoli, che non riconosci la vera fonte di vita, che preferisco non vederti, ma pregherò per te! >>

Il paragone che fa con il cibo è sintomatico... Il cibo è indispensabile alla vita di chiunque (atei, musulmani, buddisti, protestanti, cattolici, etc.) il Cammino no.

Una domanda.

Secondo lei è possibile che per qualche neocatecumeno l'idolo sia la stessa Comunità? Le è mai capitato nella sua decennale esperienza nel Cammino che qualche catechista "accusi" un fratello di aver reso idolo la sua Comunità?

Le faccio notare che obiettivi importanti richiedono un'abnegazione totale. Probabilmente Kiko avrebbe dato dell'idolatra a Alexander Fleming (lo scopritore della penicillina) che ha passato tutta la sua vita in laboratorio.... io mi permetto solo di ringraziarlo....



Se con QUELLA COSA, SOLO QUELLA che può giovare e far felice una persona lei intende il Cammino le do ragione: non è assolutamente vero. Ci sono tanti movimenti diversi che non capisco perchè il mio dovrebbe essere a prescindere il migliore. Al massimo posso ritenere che sia quello più adatto a me stesso. E i catechisti stessi non mancano di ricordare che non tutti sono chiamati al Cammino. Come suggerisce lo stesso lessico è un "cammino", un "percorso", non la meta. Quella è Dio e a quella sì che siamo tutti chiamati e quella sì che è "quella cosa, solo quella che può giovare e far felice una persona". Ancora una volta lei, se è ateo, agnostico, o quel che è, potrebbe non condividere questo aspetto. Ma d'altronde lo comprendo e non è questo il fulcro della questione. Il punto era smentire le mistificazioni fatte sul Cammino.

Mi chiede se ho mai saputo di qualcuno "accusato" di aver reso idolo la Comunità? Ebbene sì, è accaduto. E questo dimostra quello che ho affermato sopra, che la Comunità non deve essere assolutizzata, confusa con il punto di arrivo.

Per quanto riguarda il buon Fleming, penso che Kiko più che accusarlo lo avrebbe ringraziato, come fa lei: su questo certo andreste d'accordo, un buon punto d'inizio ;) Infatti questa sua affermazione mi sembra poggi ancora sul preconcetto che ho discusso qua sopra: ossia che la Comunità sia un idolo e debba totalizzare il bravo fedele, mentre ciò che veramente conta è Cristo. Ebbene ripeto ancora che non è così e che, pur passando la vita in laboratorio in totale abnegazione, non ci sarebbe comunque stato bisogno per Fleming di negare invece la Fede.

maverick ha scritto:Si ma se uno dei due coniugi si oppone? Non è che andare in Cammino è come andare al cinema qualche volta con un amico..poi voglio vedere che dice il coniuge che non fa parte del cammino se l'altro si vende un terreno di loro proprietà per versarlo nelle casse del CNC...


Nel primo messaggio della discussione ho sottolineato quanto tempo effettivamente prenda il Cammino. Questo è un dato di fatto e non si presta a smentite e di sicuro non ostacola i coniugi nello stare insieme.
Se poi un coniuge vende per sua iniziativa unilaterale un terreno di proprietà di entrambi e l'altro coniuge non è d'accordo...bè, mi sembra che ci siano pochi dubbi, basterebbe il diritto per risolvere questa situazione. Non credo che qualcuno nel Cammino possa incoraggiare un atteggiamento del genere: se lo facesse sarebbe una rarità e sicuramente in grave errore.


maverick ha scritto:Non consiglia l'uso di contraccettivi ma nelle encicliche papali si parla SEMPRE di procreazione responsabile. Che significa secondo lei questa parola?


Per me cosa significa? Non saprei, piuttosto lo chiederei direttamente al Papa stesso. ;)

“E’ vero, d’altronde, che nel cammino della coppia possono verificarsi delle CIRCOSTANZE GRAVI che rendono prudente distanziare le nascite dei figli o addirittura sospenderle. Ed è qui che la conoscenza dei RITMI NATURALI DI FERITILITA' della donna diventa importante per la vita dei coniugi. I metodi di osservazione, che permettono alla coppia di determinare i periodi di fertilità, le consentono di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l’integro significato della donazione sessuale. In questo modo i coniugi, rispettando la piena verità del loro amore, potranno modularne l’espressione in conformità a questi ritmi, senza togliere nulla alla totalità del dono di sé che l’unione nella carne esprime. Ovviamente ciò richiede una maturità nell’amore, che non è immediata, ma comporta un dialogo e un ascolto reciproco e un singolare dominio dell’impulso sessuale in un cammino di crescita nella virtù.”


Ecco qui ho risposto alle questioni che lei ha sollevato. Tuttavia ho paura che si potrebbe continuare a lungo a risponderci a vicenda senza che io riesca a convincerla, per demeriti miei o per ostinatezza sua forse per un po' di entrambe, quindi le chiedo:

Secondo lei qual è il fine ultimo di questa setta estesa a livello mondiale? Qual è la cospirazione a cui aspira con i suoi abusi psicologici, a cosa sta istruendo tutti i suoi adepti?
Qual è l'obiettivo dei Catechisti, persone che per il loro ministero non hanno il tempo di svolgere una professione e, nel precariato, vivono di Carità e Provvidenza?
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda Alessandro » 16/01/2012, 23:02

Ciao lòòp, ti chiedo scusa per l'inconveniente. Purtroppo abbiamo dei problemi di spamming da un po' di tempo e, mentre procedevo nella pulizia del forum, forse ho inavverttitamente cancellato il tuo post ed eliminato il tuo nick.

Scusami ancora, è molto probabile che l'errore sia stato mio.

Buon proseguimento di discussione.

Alessandro (moderatore)
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda lòòp » 17/01/2012, 0:50

No problem, grazie della risposta!
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda 20h » 17/04/2012, 11:49

Buongiorno a tutti, mi sono imbattuto in questa discussione mentre cercavo testimonianze di adepti a sette quali, parrebbe, Damanhur. Volevo inanzitutto dare la mia solidarietà umana al signor Faustini perché quel che gli è successo è allucinante e non si può nemmeno immaginare il dolore di un marito e padre che perde d'un tratto i suoi rapporti familiari. D'altro canto molte cose dette sul cammino neocatecumenale non corrispondono a quella che è l'esperienza dei miei genitori in tale comunità. Premettiamo che io sono agnostico, sono totalmente fuori dalla comunità, dopo la cresima ho partecipato a qualche incontro sotto esortazione dei miei genitori, ma non faceva per me ed ho smesso. Prima di tutto la famiglia non è considerato un 'idolo', ma la base della società. Non a caso sono partiti per Roma per il Family Day e le tematiche legate al matrimonio sono percepite come essenziali e, in qualche modo, condizionano il voto quanto le tematiche sul costo del lavoro potrebbero condizionare il voto di un imprenditore. Non è poi assolutamente riscontrabile, qui, il fenomeno delle 'vocazioni tardive' tantomeno il costringere alla separazione dal coniuge non appartenente al cammino. I miei genitori mangiano sempre a casa, anzi si offendono se noi non ci presentiamo a tavola magari perché il treno ha fatto ritardo o perché, dopo il sabato sera, avremmo voglia di dormire.
Per quanto riguarda la numerosità della prole effettivamente io ho sette fratelli (ed in 8 nessuno va in comunità) e ci sono molte famiglie numerose, ma non è un obbligo quanto la naturale conseguenza di un certo modo di vedere la vita. Può esser inaccettabile o anacronistico, ma è sensato tenendo conto della fede che professano. Per quel che riguarda la procreazione responsabile non saprei entrare nel dettaglio, ma mia madre dopo l'ottavo figlio continua a non usare metodi contraccettivi ma dovrebbe esistere una tecnica che consente di non incorrere in gravidanze senza però venir meno ai dettami cattolici. Quando eravamo piccoli andavamo alla veglia di Pasqua, ma non ho mai fatto digiuno e non era obbligatorio partecipare al pranzo successivo, difatti noi non partecipavamo ed andavamo a dormire. Non entro nel dettaglio circa le relazioni tra diocesi e neocatecumenali in quanto non ne so niente, mi limito a constatare che il papa ha dato loro un imprimatur presumo considerandoli strumento utile a diffondere la fede cattolica nella società, e questo dovrebbe rispondere anche alla questione dell'ortodossia.
Sulla questione dell'annullamento della personalità invece in parte concordo, nel senso che la capacità persuasiva del cammino si riflette nella vita dei neocatecumeni e nelle loro relazioni significative.
Mio padre, ad esempio, intrattiene i rapporti con mia sorella ed il suo compagno. Li accoglie a casa, è cordiale con lui e disponibile per tutto, ma non entra nella loro casa e questo lo fa per segnalare la sua avversione ad una convivenza senza matrimonio. Ipotizzo che in certi casi possa andare anche in maniera più problematica e conflittuale.
Lo stesso però potrebbe accadare aderendo al marxismo o all'ecologismo radicale, o per qualsivoglia motivazione.
Io credo che una vicenda così dolorosa necessariamente segni chi la vive ed incida sulla prospettiva con cui si considerano le cose e induca anche a generalizzare. Credo però che, a prescindere da questo, se la comunità fosse entrata così pesantemente nella mia vita io mi sarei comportato allo stesso modo in quanto separare un marito dalla moglie e i figli per il suo credo è qualcosa di terribile, a maggior ragione se si è cristiani e quindi se si considera sacra l'unione.
20h
 
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Re: VOCE FUORI DAL CORO

Messaggioda Marci » 29/01/2013, 12:33

Buongiorno a tutti!

Scusate se scrivo questo messaggio uscendo un po' dalla linea del post, ma avrei bisogno di intervistare un paio di persone che hanno fatto parte di una setta per la mia tesi. Quest'ultima è sui punti di svolta nella vita delle persone. Studio alla facoltà di Padova e l’intervista può tranquillamente essere fatta telefonicamente mantenendo l’anonimato.

Quello su cui mi concentrerei sarebbe solamente l’ingresso nella setta.

Vi assicuro che non vi ruberò molto tempo e mi fareste un favore enorme... senza contare che cmq si tratta di una ricerca sulle sette, quindi utile a una loro maggiore comprensione.

Intanto vi ringrazio!
Marci
 
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