Caro Ricran, è sempre un piacere per me interagire con un individuo razionale.
Il problema è il seguente: ipotizza che possano esistere delle donne, di età tra i 30 e i 40, che si sono formate delle conoscenze approfondite solo in campo professionale, di tutto il resto, fisica, psicologia, filosofia, ontologia, neuroscienze, hanno solo una infarinatura superficiale.
L'interesse un tempo condiviso verso la narrativa è andato scemando, perchè bisogna leggere solo i testi consigliati per selezionare i nutrimenti o una roba del genere.
Per qualche ragione a me ignota, coltivano qualche insoddisfazione per il loro stile di vita che finora hanno sempre celato, probabilmente per non essersi realizzate a livelli superiori alla media.
In questo quadro di autostima lacunosa, si sono messe in testa che gli è stata data l'occasione di diventare persone speciali e distinguersi dalla massa, a Dio piacendo, tanto per non scontentare nessuno.
Un po' mi vergogno a dirlo, ma ho anche altre amiche che stanno spendendo le stesse cifre in progetti di ristrutturazione totale della carrozzeria della macchina, cioè vari interventi di chirurgia plastica.
In questa ventata di follia generale, sembra che il problema principale, una volta assalite dai dubbi e dalla reazione fisiologica del veicolo psico-fisico che ormai inizia a rifiutarsi di essere sottoposto settimanalmente a questa socializzazione di gruppo tanto inutile sotto il profilo evolutivo quanto molesta sotto il profilo del benessere personale (pare che alcuni conduttori si comportino come dei veri e propri caporali), sia rifiutare di ammettere con se stessi l'errore, di aver preso un cantonata, di avere accettato di pagare per farsi prendere in giro senza capire cosa c'era dietro la facciata. Anzi, prima con se stessi, poi con quegli stessi familiari ed amici che si sono assillati per mesi per portarli alle conferenze o ai seminar.
Per cui l'alibi continua, si continua a tenere in piedi la facciata di cartone del percorso di miglioramento del potenziale.
Ma io non demordo.
Solo che se mi sento dire ancora che siamo noi gli addormentati, mi sa che inizio ad alzare la voce.