Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 09/04/2010, 8:28

- Le contraddizioni di Daisaku Ikeda -
Nel Nuovo Rinascimento n.438 del 1 marzo 2010, Saggi di Daisaku Ikeda: Il Gosho e la relazione maestro-discepolo ‘La strategia del Sutra del Loto’, Daisaku Ikeda scrive:
Non dimenticherò mai queste parole del mio maestro: «Vincere è divertente e gioioso, sono meravigliosi i sorrisi dei vincitori; perdere invece è deprimente e doloroso. Ecco perché nella vita è così importante la vittoria. Il vero scopo della nostra fede e del Buddismo che pratichiamo è quello di vincere». Poi, sempre nello stesso saggio, verso la fine - si prega di controllare – Daisaku Ikeda ricorda questa guida del Daishonin: «Considera allo stesso modo sofferenza e gioia, e continua a recitare Nam-myoho-renge-kyo» (Felicità in questo mondo, RSND, 1, 607).
RIFLESSIONI: Ikeda dice che vincere è gioioso e che si pratica per vincere, poi cita Nichiren che dice che la gioia va considerata allo stesso modo della sofferenza. Dei due l’uno. O ha ragione Daisaku e ha torto Nichiren, o ha ragione Nichiren e ha torto Daisaku. Daisaku enfatizza l’importanza della vittoria in quanto gioiosa mentre Nichiren ridimensiona la gioia alla stregua della sofferenza.
DOMANDA: Ma come si fa a contraddirsi così vistosamente? Come si fa a chiamare maestro uno che prima afferma una cosa e dopo sostiene il suo contrario?Addirittura smentendo il monaco giapponese Nichiren che la Soka Gakkai considera budda al posto di Shakyamuni? Ma i membri Soka non le vedono queste assurdità? E cosa ne pensano? Facciamo un sondaggio, chi ha ragione: Daisaku o Nichiren?
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 09/04/2010, 8:32

Soka Gakkai: In-coerenza dall’inizio alla fine.
Di cose gravi, nel forum http://buddismo.forumcommunity.net/ce ne sono tante, a partire dalla presentazione, altamente autoreferenziale, della serie ‘quanto siamo bravi quanto siamo belli’. Nell’Introduzione, l’amministratore sig. makeda dichiara che il forum è “ libero e aperto a tutti, per una crescita spirituale” E per fortuna che, essendo aperto a tutti banna le persone. Deve aver fatto confusione con il decimo fattore, quello della “coerenza dall’inizio alla fine”. Lui lo interpreta anzi, lo vive, come in-coerenza dall’inizio alla fine. Non contento di questa grande dichiarazione di apertura, direi ‘urbi et orbi’, poco dopo precisa: “Io faccio parte della Soka Gakkai, ma non voglio che questo influenzi il forum... Più posizioni ci sono, meglio è... Non è un forum Soka Gakkai, ne di qualunque altra scuola”. Evidentemente, quella di chi la pensa diversamente da lui non è una posizione, altrimenti non avrebbe detto “ più posizioni ci sono meglio è”. Insomma, da una persona che si contraddice in questo modo cosa ci si può aspettare? Che capisca? E’ impossibile. Secondo me non si rende neanche conto della ulteriore figuraccia che ha fatto fare alla Soka Gakkai. Domanda: ma la soka gakkai, prima di dare incarichi alle persone ne vaglia il livello culturale, dottrinario, comportamentale? Dall’esempio fornito da makeda direi di no.

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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 09/04/2010, 8:41

LETTERA AI MEMBRI della SOKA GAKKAI.
Dopo essere stato per circa cinque anni membro entusiasta della Soka Gakkai, oggi remo ferocemente contro.
La mia, in un certo senso, è la Collera del Budda. Ricorro a questa espressione senza ironia, anche se ormai, al fatto che siamo Budda, non credo più. Continuo invece a condividere i grandi valori universali trasmessi da Shakyiamuni e propri di tutte le grandi religioni.
Come è noto, la Collera del Budda esprime l'indignazione e la reazione a ciò che è ingiusto.
Lo stesso Daisaku Ikeda, in Giorno per giorno ripete:5 febbraio – Spero che affermerete sempre la verità con coraggio, dicendo ciò che si deve a chiunque vi rivolgiate. Nel sostenere una giusta causa non dovete mai essere codardi o servili, né cercare di ingraziarvi qualcuno adulandolo.8 aprile - I grandi individui si oppongono agli abusi dell’autorità… Le persone solide si battono contro il potente, l’arrogante, l’autoritario, il perverso e il corrotto, chiunque guardi gli altri con disprezzo.16 luglio - …dobbiamo opporci agli abusi di potere che provocano sofferenza. Questo significa lottare in favore della giustizia. Rimanere in silenzio quando si è di fronte all’ingiustizia è sbagliato. Fare così equivarrebbe a permettere e perdonare il male.3 novembre – Il Buddismo ripone il massimo valore nei diritti umani e ne sostiene il rispetto. Si deve cercare di proteggere e di fare tutto il possibile anche per una sola persona.
Praticamente, nel mio impegno in quella che ritengo una giusta causa, io sto applicando alla lettera queste guide di Daisaku Ikeda. Come poi vedremo, queste guide di Daisaku Ikeda valgono per gli altri, non per lui.

Considerazione di base:
La Soka Gakkai non ha il monopolio del Buddismo, nemmeno del Buddismo di Nichiren Daishonin, dal momento che esistono diverse scuole che seguono il monaco giapponese e che recitano, al pari dei membri Soka, NMRK. Nonostante questo, la Soka Gakkai afferma di essere l'unica detentrice della vera legge, del vero Dharma, e non riconosce le altre scuole, ragion per cui, giustamente, l'U.B.I. non riconosce la Soka gakkai.
Già questa posizione mi allarma.
Il buddismo insegna la tolleranza, il principio di interdipendenza, la relatività di tutti i fenomeni. La Soka Gakkai, definendosi l'unica detentrice della vera legge, nega questi valori ed esprime arroganza, assolutismo, unicità. Non prendetevela con me, ma questo non è buddismo.
Questa prima constatazione mi ha messo paurosamente in guardia. Non mi sembra una cosa da poco. Il castello dottrinario costruito dalla Soka Gakkai si basa su posizioni che non sono buddiste.
Come diceva Amleto? C'è del marcio in Danimarca.
Ma andiamo avanti. Ormai è pacifico, è fuori discussione, è testimoniato sugli stessi siti della SGI che Daisaku Ikeda è anche il capo indiscusso del Komeito, che finalmente ha perso le elezioni. Il Komeito ha sostenuto l'intervento armato in Iraq e la politica di riarmo nucleare del Giappone. Spiegatemi, come fa un leader buddista e, in quanto tale pacifista, a guidare un partito del genere?
Deduco, per forza, che il pacifismo tanto sbandierato da Daisaku Ikeda è puramente di facciata. Spero sia noto che recentemente - la notizia è stata diffusa in occasione della Consulta dalla stessa dirigenza romana della Soka Gakkai - Daisaku Ikeda ha fatto inginocchiare i membri del Kansai, colpevoli di non aver sostenuto il Komeito. Dunque abbiamo un leader buddista che impartisce punizioni. Per cortesia, un pò di serietà.
Andiamo avanti. Lo scandalo del Tempio Sho Hondo dove lo mettiamo? La ricchezza stramiliardaria di Daisaku Ikeda nasce da lì. Non potete immaginare quanto mi è costato arrivare a reperire la documentazione. Sul Tempio Sho Hondo, sostanzialmente, in rete erano leggibili solo dichiarazioni dolorose, made in Soka Gakkai, contro lo sciaguratissimo Nikken che aveva fatto demolire il tempio. Altri siti che ne parlavano erano illeggibili, alterati. Ma non mi sono arreso. Anche su internet si può navigare di bolina. E ho trovato. Una università americana della Virginia, in particolare, è stata un'ottima fonte. L'Associazione Vittime Soka Gakkai ? Preferisco andare avanti. A proposito, non vi è ancora capitato di soffermarvi sul mistero del Gosho n.3? Ci sarebbe troppo da dire, ma permettetemi ancora qualche considerazione, magari più terra terra ma non per questo meno eclatante. Parliamo del RISPETTO. La Soka Gakkai si riempie la bocca di questo splendido valore, ma non lo applica. Personalmente ho rivolto sette quesiti scritti sulla fede al Sig. Tamotsu Nakajima. Non mi ha mai risposto. Alla faccia del rispetto. La Soka Gakkai dice di esistere per la felicità dei membri. Allora dovrebbe spiegarmi perchè, nel realizzare questo obiettivo, nomina RESPONSABILI persone come alcune che ho conosciuto. Parlare di ignoranza è un complimento e la compassione buddista consisteva nel provare pietà per chi soffre. Non solo. Con NMRK realizzi tutto, anche la morte di chi detesti. Se invece hai bisogno del frigorifero pratica che te lo portano prima del previsto. E stasera, mi raccomando praticate con me perchè vinca la Roma, se no mio marito si arrabbia. E il responsabile di Capitolo, che sentiva queste cose, stava zitto.
Ho visto persone con gravi problemi di salute, uscirsene a pezzi dallo zadankai. La “Responsabile “aveva spiegato che era un problema di karma, che evidentemente aveva fatto cose sbagliate nelle altre vite e che quindi la colpa- badate bene, non la responsabilità, la COLPA della malattia - era di quella persona. Non ditemi che sono casi isolati, non solo perché ho assistito ad altri, ma perché basterebbe questo unico caso a dimostrare che la qualifica di RESPONSABILE- considerata particolarmente appetibile da persone di problematico livello intellettuale - viene assegnata in base a criteri che nulla hanno a che fare con un minimo di buon senso e di conoscenza della dottrina. Si nominano responsabili i fedelissimi, quelli che non vedono, non sentono e non parlano se non di quello che vede, sente e dice Daisaku Ikeda. Quelli che in altre occasioni chiamo “ I “Bambini di Ikeda”: persone che non guardano oltre il loro naso, che non fanno domande, che pur di dormire tranquille, si rifiutano di vedere come stanno le cose. Sono i portatori ideali del messaggio Soka Gakkai, se poi ignorano la dottrina, la distorcono, causano sofferenze alle persone, non ha importanza. Un responsabile di capitolo e una di settore hanno avuto l’arroganza di piombarmi a casa, come gendarmi, perché mi ero permesso di osservare, in una riunione ristretta di membri anziani, che trovavo enfatiche alcune espressioni di Daisaku Ikeda sulle donne. Allora ero ancora un membro più che convinto e non avevo voluto assolutamente criticare Daisaku Ikeda ma esprimere la mia opinione. Sono stato richiamato. La Soka Gakkai non riconosce e non rispetta le opinioni degli altri.
Vogliamo parlare della consegna abbreviata del Gohonzon? In uno due mesi è tuo, basta che diventi membro. Gonghyo e il resto lo impari dopo. La deriva autoritaria che ha sconvolto la Soka Gakkai nei primi anni del 2000 ha comportato una fuoriuscita massiccia di membri e, soprattutto, dei relativi abbonamenti. Bisognava correre ai ripari.
E’ molto importante, anzi è fondamentale, per la Soka Gakkai, ampliare il portafoglio membri: aumenta il suo peso politico di rappresentatività e ne rafforza il ruolo di controparte, come è successo nelle trattative con lo Stato italiano per l'ottenimento dell'8 per mille , trattative per altro incrementate- secondo Sokarinnovamento, - con il contributo di 600milioni ad Alleanza Nazionale. Capito perché il Gohonzon è assegnato subito? Poi non dimentichiamo che il buddismo è fede, pratica e studio. Ogni membro , per studiare,deve abbonarsi alle riviste e comprare i libri Esperia che, non si sa come, sono sistematicamente i più cari. Andiamo avanti. Mi piacerebbe parlare delle famose TESTIMONIANZE, soprattutto di quelle rese negli incontri al Kaikan, elaborate, costruite, dove necessario modificate in eccesso, per il glorioso cammino di Kosen Rufu, ma ho già scritto molto. Provo a concludere.
Io non sto usando energia contro chi pratica. Rispetto le persone, ancora di più quelle che affrontano un cammino di crescita spirituale. Di conseguenza non posso rispettare né Daisaku Ikeda né la Soka Gakkai.
Io mi sto opponendo a un’ingiustizia. Daisaku Ikeda non si è opposto nemmeno alle ingiustizie perpetrate da Hu Jintao nei confronti del Tibet, anzi, gli ha dedicato un Poema.
Non è che io non capisca o non abbia provato l’emozione derivante dalla recitazione e la sensazione di serenità e di pace in un contesto culturale così diverso da quello occidentale. Valori immensi, nei quali tuffarsi, per vivere meglio, insieme, noi e gli altri. Ero grato alla Soka Gakkai. Mi sembrava di essere in Paradiso. Ma si trattava, e si tratta, di un paradiso artificiale. L’effetto del mantra c’è, ed è un effetto Chimico. Il grande bluff della Soka Gakkai consiste nello spacciare questo effetto per Mistico. Si possono abbracciare i grandi valori universali professati da Shakyiamuni senza per questo essere membri della Soka Gakkai, perché questi valori sono patrimonio dell’umanità, non monopolio di una setta davanti alla quale impallidisce anche Scientology.
Finalmente,dopo tanta sofferenza, sono felice. Se solo riuscissi ad aprire gli occhi a una persona sarebbe perfetto. Magari non ci riuscirò, e resterò il vostro peggior nemico.
Ma, come i membri Soka sanno, il buddismo insegna che i peggiori nemici sono i migliori amici.
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 09/04/2010, 8:43

Lettera ai Membri della Soka Gakkai – Parte seconda
Sono l’autore di “Lettera ai Membri della Soka Gakkai”. L’ho diffusa in diversi siti, sperando di riuscire a dialogare con qualcuno, che magari smontasse “razionalmente” le mie argomentazioni o le confutasse con pertinenza. Silenzio assoluto, tranne qualche battuta ironica. Eppure non credo, non voglio credere che non ci sia nessuno, tra quanti hanno preso visione della “Lettera ai Membri della Soka Gakkai” disposto a discuterne. Il dialogo ha senso, e valore, se le persone che lo conducono hanno visioni diverse della realtà. Cosa mai potrebbero dirsi due tifosi di una stessa squadra? Io ci riprovo. E vi chiedo, cortesemente, di rispondermi, fosse solo per una questione di rispetto. Valore al quale la Soka Gakkai attribuisce grande rilievo.
Mi piacerebbe sapere perché, quando un membro esce dall’organizzazione, cala il sipario.
Ci tengo a precisare che, per quanto mi riguarda, sono uscito in punta di piedi, proprio per rispetto alla fede delle persone del mio gruppo. Rispetto che continuo a nutrire nei confronti di chiunque intraprenda un percorso di crescita spirituale. Ho detto che mi allontanavo perché avevo bisogno di riflettere. Niente altro. Cosa è successo? Spariti tutti. E sì che ero una persona stimata. Studiavo molto e le persone mi ringraziavano delle spiegazioni che fornivo. Molte venivano a trovarmi a casa, per parlarne ancora. Erano contente di parlare con me. Dicevano che irradiavo fede. E in realtà, per anni, ci ho creduto con tutto me stesso. Il Responsabile di Capitolo mi spronava a studiare e mi invitava a parlare al suo posto, spesso mi diceva, durante gli zadankai o la riunione di studio: correggimi se sbaglio. Sparito pure lui. Andando via gli avevo detto che anche se avevo bisogno di riflettere, lo ringraziavo delle mille splendide cose che avevo appreso.
Mi sono reso conto, nel tempo, che quello che mi è successo non solo non è eccezionale ma è normale. Attestazioni di stima, di considerazione e perché no? anche di affetto, improvvisamente dileguate come neve al sole.
Se esci sei un diverso. Ma il Buddhismo insegna che la diversità è valore, è ricchezza. Insegna l’interdipendenza di tutti i fenomeni, di tutto ciò che esiste. Shakyamuni ha perdonato Devadatta. I membri della Soka Gakkai non perdonano chi esce. Ma chi esce è un essere umano, dotato, come tutti, secondo la Soka Gakkai, di buddità e di oscurità. Voi sostenete di praticare per la felicità di tutta l’umanità. E sappiamo bene che la totalità dell’umanità non è formata da membri della Soka Gakkai. Vi sembra normale tutto questo? Vi sembra normale esprimere un così rigido atteggiamento di chiusura quando gli insegnamenti vanno nel senso dell’apertura alla vita? E’ come se diceste che una persona vale finché fa parte del gruppo, finché pratica, poi non è più nessuno.
Questo non è un atteggiamento buddista. Shakyamuni aveva aperto le braccia ad Angulimala, “collana di dita”, un feroce assassino. Per cortesia, spiegatemi perché voi, invece, sbattete la porta in faccia, dimenticando uno splendido principio buddista: “Se accendi una lanterna per un altro, la sua luce illumina anche te”? Grazie.
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 10/04/2010, 14:41

Il Karma. Io non ci credo, voi?

Non credo alla legge di causa ed effetto, non credo al karma. Come sappiamo, questa dottrina riconduce tutto alla responsabilità dell’individuo. Nulla succede a caso. Molto sbrigativamente possiamo dire che se le cose ci vanno male significa che abbiamo posto cause negative, se ci vanno bene significa che abbiamo posto cause positive. Riflettiamo un momento. Se noi siamo totalmente responsabili di tutto quello che ci accade, grazie all’automaticità e all’imparzialità della legge di causa ed effetto, con chi possiamo prendercela se le cose vanno male? Con nessuno. Questa legge rende contemporaneamente l’essere umano onnipotente e impotente. Onnipotente per la sua responsabilità totale, impotente perché, in quanto ferrea, la legge non è modificabile. Lascio volutamente da parte, in questa fase, il discorso sulla possibilità di cambiare il karma per evitare confusione. E’ un tema che secondo me merita una discussione a se stante, dal momento che le contraddizioni di Daisaku Ikeda su questo tema sono veramente notevoli (cambiamento del karma o cambiamento della percezione del karma).

Allora, quali sono le conseguenze SOCIALI di un simile credo? L’accettazione, indiscriminata, dello status quo. Accettare la legge del karma significa immobilismo, negazione della possibilità di cambiamento. E’ a questo punto, davanti a questa risposta che ho cominciato a dubitare.
Il concetto di karma, elaborato dai bramani che si interrogavano sul senso della vita, ha consentito all’India di impostare il suo sistema economico e sociale sulla rigida divisione in caste. Come avrebbe fatto un “intoccabile, un paria, membro della casta più infima anzi, un fuori casta” ad emergere dalla sua miseria? Non avrebbe mai potuto migliorare il suo status sociale perché, se era nato “intoccabile” la responsabilità era solo sua. Ognuno deve restare al suo posto. La conseguenza della legge di causa effetto, che il buddhismo ha assorbito dall’induismo, o bramanesimo, è quella di chinare la testa davanti all’inevitabilità della situazione. Forte di questo principio di ineluttabilità del rapporto di causa-effetto, che ha pervaso il D.N.A. di immense fasce della popolazione, l’India, ancora oggi, sconta le conseguenze di una mentalità che se ha fatto comodo al modello economico –sociale in passato si rivela ormai del tutto disfunzionale agli attuali criteri di sviluppo e di integrazione globale ( a proposito dei danni che possono fare le religioni ).

Davvero vogliamo credere che i milioni di esseri umani che soffrono la fame, i terremotati, gli alluvionati, le vittime di delinquenti o i bambini africani stroncati dall’A.I.D.S. o la creatura di otto mesi alla quale è stato ultimamente fracassato il cranio stanno scontando la loro retribuzione karmica? A me rimane impossibile crederlo. Ma qualora lo credessi, per coerenza, dovrei credere altre cose. Per esempio dovrei credere che se la Soka Gakkai o Daisaku Ikeda vengono diffamati, la responsabilità è della Soka Gakkai e di Daisaku Ikeda. Il principio, lo sappiamo, suona proprio così: Se vuoi conoscere le cause del passato guarda gli effetti del presente …

Mi convince molto di più il principio di interdipendenza, come caratteristica unificante dell’esistente. Nulla esiste di per sé e ogni cosa è correlata a tutto il resto. Una qualunque azione produce, di conseguenza, degli effetti su altre cose. Mi sto riferendo all’effetto farfalla, in base al quale variazioni infinitesimali possono produrre immensi cambiamenti: il battito d’ali di una farfalla in Amazzonia –secondo la scienza della complessità- diventa l’inizio di una serie di eventi che arriveranno a produrre un uragano da tutt’altra parte. Ma perché dico queste cose? Per cercare di spiegare che non credo che esista IDENTITA’ di NATURA tra causa ed effetto. Altrimenti, pensando che un uragano porta devastazione e morte , dovrei sostenere che il battito d’ali di una farfalla costituisce una causa negativa. Per dirla in un altro modo, non credo che una causa positiva produca, sempre e comunque, un effetto positivo. E viceversa. Le cause, in quanto tali, interferiscono, si condizionano e sono condizionate, si moltiplicano, si sovrappongono ma prescindono, sempre secondo me, da impostazioni automatiche e unidirezionali nell’ambito di situazioni complesse.
Insomma non colgo linearità, né identità di natura, nell’accostamento dei principi di causa ed effetto, se non a livello di situazioni semplici, estremamente lineari. In ambito chimico direi a livello di atomo, non certo di molecola. Del resto, è noto che la legge di gravità trova applicazione solo in determinati ambiti della fisica.

Certo, le conseguenze di questa impostazione ridimensionano notevolmente il “potere” dell’individuo. Ad alcuni può far più comodo sentirsi ‘padreterni’e la Soka Gakkai promette che ci si diventa, basta recitare N.M.R.K.
A questo punto mi viene inevitabile una riflessione. Se bastasse, come insegna la Soka Gakkai, recitare daimoku per realizzare i desideri come casa, lavoro, amore, salute e via discorrendo, i seguaci del maestro dei maestri, pluridecorato e plurilaureato, ma solo honoris causa, non sarebbero i venti milioni che lui dice - cifra questa impossibile da verificare - ma l’umanità intera. E non mi si venga a dire che non è questo il senso degli insegnamenti trasmessi da Daisaku Ikeda & Company, che la crescita è spirituale. Sono stato circa 5 anni nell’organizzazione, prima di ‘illuminarmi’e scappare.
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 16/04/2010, 13:03

Karma, ma non secondo Daisaku Ikeda & Soka Gakkai

Mi sono imbattuto in questo articolo che trovo molto interessante, voi che ne dite?

Causa ed effetto nel buddhismo
Articolo sul concetto di causalità nel buddhismo pubblicato dal sito Nipponico.com.
Inga, la mistica della legge inesistente. Il rapporto causale secondo il buddhismo,
di Cristiano Martorella

5 agosto 2007. Una credenza molto equivocata è sostenuta dalla maggioranza dei buddhisti riguardo al karma e il rapporto causa ed effetto (in giapponese inga to kekka). Si pensa, in maniera ingannevole, che ogni buona azione abbia una ricompensa e ogni malefatta riceva una punizione. Così si attribuisce alle disgrazie e sventure un rapporto con le azioni precedenti, non soltanto in questa vita ma anche nelle esistenze anteriori secondo la dottrina della metempsicosi. Questo sistema delle retribuzioni di benefici e punizioni viene chiamato genericamente karma, dal sanscrito karman che significa semplicemente azione. In realtà il Buddha storico, Shakyamuni, non ha mai attribuito un senso così meccanico e deterministico al karma, anzi ha sempre sostenuto il carattere ingannevole e illusorio del rapporto causale.
L'equivoco dei buddhisti ha conseguenze drammatiche e nefaste nella pratica. Infatti la credenza fallace che ogni azione sia ricompensata o punita porta ad una attesa spasmodica per qualcosa che non accadrà. Constatato che in questa vita ciò non avviene, i buddhisti si consolano e si ingannano sperando nell'esistenza successiva. Questo atteggiamento genera frustrazione e ansia, appunto ciò che Buddha voleva superare. Buddha aveva anche avvisato insistentemente i suoi seguaci dal pericolo costituito dalla pratica religiosa seguita in modo non corretto. La dottrina buddhista mal interpretata produce danno e dolore così come un serpente afferrato per la coda si rivolge contro chi lo tiene e lo morde .
Nonostante i tanti equivoci, molti maestri buddhisti indicano correttamente la spiegazione che Buddha ha fornito della causalità. Buddha non ammette una causalità in senso stretto. La causa esige un rapporto diretto con l'effetto. Ed è proprio questa dipendenza unilaterale che viene criticata da Buddha stesso. E' soltanto sotto condizioni molteplici, praticamente infinite, che qualcosa avviene. Ciò che appare, ogni fenomeno, non si origina da sé né da un altro sé, non si origina neppure a caso. In realtà non è prodotto ma si origina in interdipendenza. Non c'è sostanza che si trasforma da sé (produzione da sé). Non c'è produzione dal nulla di un dio o di un uomo (produzione da altro). Tali idee sono soltanto il prodotto di un pensiero antropocentrico che considera le cause al lavoro alla stregua di un ceramista che preso un pezzo di argilla lo trasforma in un vaso. Lo stesso rapporto stretto di dipendenza unilaterale tra causa ed effetto viene disciolto in una molteplicità di condizioni complesse.
Un altro equivoco fondamentale è costituito dall'affermazione della coincidenza di causa ed effetto. Generalmente i buddhisti interpretano la coincidenza di causa ed effetto come il potere miracoloso di Buddha nell'esaudire le preghiere e i desideri. Invece non è affatto così.
In realtà causa ed effetto sono coincidenti nella consapevolezza. Attraverso la consapevolezza la causa viene dissolta nell'effetto perché si comprende e osserva la non-sostanzialità del rapporto causale che è un fantasma della nostra mente Non esiste una causa singola ma cause infinite quindi incommensurabili e non determinabili.
Notehttp://discutiamodelgiappone.blogsp ... hismo.html
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 21/04/2010, 11:09

La Soka Gakkai non vende

Su Sokarinnovamento ( http://www.sokarinnovamento.ru/introduzione.htm ) , che si caratterizza per un’avversione viscerale nei confronti della dirigenza romana della Soka Gakkai e per un’altrettanta viscerale devozione nei confronti di Daisaku Ikeda e di Nichiren, si legge che dopo il flop del questionario di Torino, (http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... disti.html ) la Soka Gakkai ha diffuso un altro questionario, questa volta in tutta Italia.
Obiettivo del questionario è la risposta ad angoscianti quesiti: perché sono crollati gli abbonamenti? Perché Nuovo Rinascimento e Buddismo e Società si vendono sempre meno?
Non essendo un profeta posso solo azzardare un’ipotesi: i membri si stanno “illuminando” e cominciano a percepire il grande bluff di Daisaku Ikeda e della Soka Gakkai.
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 24/04/2010, 16:49

Ciao Massimo Mariotti, non mi risulta che alla Soka gakkai siano in buona fede. Ti dico l'ultima. Non ho fatto in tempo a trovare due nuovi scottanti argomenti sul grande bluff del tempio Sho Hondo che il relativo sito, dopo due giorni, è stato oscurato. Mi domando: ma chi sarà stato? Per fortuna che li avevo già fatti girare ampiamente in rete. Ciao ciao.
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 24/04/2010, 16:54

Ecco i testi a cui mi riferivo:

1) Grande bluff SHO HONDO – Ulteriori dettagli
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/ind ... .msg432054 ( questo sito è stato oscurato)


"Lo Sho Hondo avrebbe dovuto essere il tempio principale costruito dalla
Soka Gakkai per custodire il Dai Gohonzon. Le operazioni di raccolta di danaro per la
costruzione sono iniziate negli anni settanta e sono durate parecchio, molte
persone hanno fatto rinunce e sacrifici per fare cospicue "donazioni".
Il tempio è davvero gigantesco sia come proporzioni che come struttura
portante.
Il solo tetto ha una struttura di quasi 300 metri di larghezza ed è di
forma ellittica convessa, sostenuto da 32 gruppi di colonne ognuna formata da
18 portanti, all'ingresso 5 enormi pilastri di 4 metri di diametro che
rappresentano i 5 caratteri di NMRK.
Per motivi non ancora accertati una parte della struttura delle colonne viene costruita usando materiali di scarso rendimento, la sabbia marina non raffinata rende l'interno delle colonne un gruviera visto che il sale viene fuso dopo la colata dall'acqua e dalla calce presente nella miscela di armatura principale.
In compenso, nella migliore tradizione dei templi costruiti dalla soka, all'interno finiture di grande lusso, marmo del portogallo, fontane in vetro temperato colato in
sintesi su strutture cromate, legni pregiati, l'ufficio principale destinato
al Signor Ikeda viene costruito su due laterali portanti che danno all'esterno sul
lato estremo dell'entrata principale e si sviluppa su due piani
trapezioidali che hanno come parte alta la sospensione del finale di trave
portante del tetto, sostenuto da cavi in acciaio di 1073 mm collegati tra
loro da una struttura in legno a formare una sorta di parete sospesa, dal
lato opposto un enorme vetrata semicircolare..
Appena terminato il tempio dopo varie ispezioni a norma di legge per
l'autorizzazione all'uso pubblico di un edificio di questa portata, la
commissione di edilizia antisismica stabilisce la non compatibilità della
struttura portante con il peso del tetto che viene stimato in circa 20000
tonn. esclusi gli accessori di servizio (lampadari, impianti elettrici,
sistemi antincendio ecc.)
Viene intimata un’ intera revisione delle strutture.
A quel punto il Signor Ikeda regala il tempio alla Nichiren Shoshu
liberandosi della patata bollente, e prende due piccioni con una fava:
I monaci non avrebbero avuto soldi per mantenerlo nemmeno se fosse
stato a posto per cui vengono smantellati i capitolati per reperire il
danaro sufficiente alla demolizione.
Arch.Luca Liverini



2)Grande bluff SHO HONDO – Controversia giuridica
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/ind ... .msg432054
Shikoku news (Shikoku Shinbunsha)
2005/07/08 23:59
Controversia giuridica per lo smantellamento del Taisekiji-Sho Hondo:
Sentenza sfavorevole ai membri della Soka Gakkai.

I credenti laici della Soka Gakkai, che da ogni parte avevano raccolto fondi per la costruzione del Tempio Principale della Nichiren Shoshu, avevano chiesto al Taisekiji un risarcimento, riferendo di accusare sofferenze emotive e psicologiche, a causa della distruzione dello Sho Hondo. Giorno otto luglio 2005, la Corte Suprema, presieduta dal Giudice Fukuda, nel corso di una seconda udienza di primo grado, ha respinto l’appello della Soka Gakkai dopo averne sentenziato l’inconcludenza delle richieste poste nella prima e nella seconda udienza.
Nel corso della prima e della seconda istanza si era discusso della raccolta di 35.500.000.000 di yen, da parte di 8.000.000 di membri della Soka Gakkai, perché si assicurasse l’oggetto di culto nella costruzione dello Sho Hondo e, a raccolta conclusa, il dono di quel fondo al Taisekiji. Tuttavia nel 1991 la Nichiren Shoshu si contrappose alla Soka Gakkai annunciandone la scomunica. Nel 1998 l’oggetto di culto fu trasferito in una nuova costruzione e, nel 1999, lo Sho Hondo fu demolito. La Soka Gakkai sosteneva che “lo Sho Hondo fu pensato e creduto costruzione destinata ad una lunga esistenza ed il suo smantellamento costituisce un illecito” pertanto articolava le sue richieste. Tuttavia la prima e la seconda udienza hanno concluso che “le aspirazioni dei donatori sono da limitarsi alla sfera religiosa” ed è stata respinta ogni ulteriore richiesta.
Nota: Si ricorda che lo Sho Hondo fu regalato da Ikeda a Nikken quando ormai poteva solo essere demolito per l’irreparabilità dei danni, derivanti soprattutto dall’uso di materiali scadenti e dalle economie nella sua costruzione. Lo Sho Hondo fu infatti costruito da Daisaku ikeda utilizzando solo gli interessi maturati sul capitale raccolto con le donazioni. Il capitale fu utilizzato per altro, si prega di controllare:
http://www.google.it/search?hl=it&sourc ... =&aq=f&oq=
difficileadirsi
 
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Re: Della serie: Soka Gakkai In-coerenza dall’inizio alla fine.

Messaggioda difficileadirsi » 24/04/2010, 16:54

Ecco i testi a cui mi riferivo:

1) Grande bluff SHO HONDO – Ulteriori dettagli
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/ind ... .msg432054 ( questo sito è stato oscurato)


"Lo Sho Hondo avrebbe dovuto essere il tempio principale costruito dalla
Soka Gakkai per custodire il Dai Gohonzon. Le operazioni di raccolta di danaro per la
costruzione sono iniziate negli anni settanta e sono durate parecchio, molte
persone hanno fatto rinunce e sacrifici per fare cospicue "donazioni".
Il tempio è davvero gigantesco sia come proporzioni che come struttura
portante.
Il solo tetto ha una struttura di quasi 300 metri di larghezza ed è di
forma ellittica convessa, sostenuto da 32 gruppi di colonne ognuna formata da
18 portanti, all'ingresso 5 enormi pilastri di 4 metri di diametro che
rappresentano i 5 caratteri di NMRK.
Per motivi non ancora accertati una parte della struttura delle colonne viene costruita usando materiali di scarso rendimento, la sabbia marina non raffinata rende l'interno delle colonne un gruviera visto che il sale viene fuso dopo la colata dall'acqua e dalla calce presente nella miscela di armatura principale.
In compenso, nella migliore tradizione dei templi costruiti dalla soka, all'interno finiture di grande lusso, marmo del portogallo, fontane in vetro temperato colato in
sintesi su strutture cromate, legni pregiati, l'ufficio principale destinato
al Signor Ikeda viene costruito su due laterali portanti che danno all'esterno sul
lato estremo dell'entrata principale e si sviluppa su due piani
trapezioidali che hanno come parte alta la sospensione del finale di trave
portante del tetto, sostenuto da cavi in acciaio di 1073 mm collegati tra
loro da una struttura in legno a formare una sorta di parete sospesa, dal
lato opposto un enorme vetrata semicircolare..
Appena terminato il tempio dopo varie ispezioni a norma di legge per
l'autorizzazione all'uso pubblico di un edificio di questa portata, la
commissione di edilizia antisismica stabilisce la non compatibilità della
struttura portante con il peso del tetto che viene stimato in circa 20000
tonn. esclusi gli accessori di servizio (lampadari, impianti elettrici,
sistemi antincendio ecc.)
Viene intimata un’ intera revisione delle strutture.
A quel punto il Signor Ikeda regala il tempio alla Nichiren Shoshu
liberandosi della patata bollente, e prende due piccioni con una fava:
I monaci non avrebbero avuto soldi per mantenerlo nemmeno se fosse
stato a posto per cui vengono smantellati i capitolati per reperire il
danaro sufficiente alla demolizione.
Arch.Luca Liverini



2)Grande bluff SHO HONDO – Controversia giuridica
Fonte: http://italy.indymedia.org:8000/smf/ind ... .msg432054
Shikoku news (Shikoku Shinbunsha)
2005/07/08 23:59
Controversia giuridica per lo smantellamento del Taisekiji-Sho Hondo:
Sentenza sfavorevole ai membri della Soka Gakkai.

I credenti laici della Soka Gakkai, che da ogni parte avevano raccolto fondi per la costruzione del Tempio Principale della Nichiren Shoshu, avevano chiesto al Taisekiji un risarcimento, riferendo di accusare sofferenze emotive e psicologiche, a causa della distruzione dello Sho Hondo. Giorno otto luglio 2005, la Corte Suprema, presieduta dal Giudice Fukuda, nel corso di una seconda udienza di primo grado, ha respinto l’appello della Soka Gakkai dopo averne sentenziato l’inconcludenza delle richieste poste nella prima e nella seconda udienza.
Nel corso della prima e della seconda istanza si era discusso della raccolta di 35.500.000.000 di yen, da parte di 8.000.000 di membri della Soka Gakkai, perché si assicurasse l’oggetto di culto nella costruzione dello Sho Hondo e, a raccolta conclusa, il dono di quel fondo al Taisekiji. Tuttavia nel 1991 la Nichiren Shoshu si contrappose alla Soka Gakkai annunciandone la scomunica. Nel 1998 l’oggetto di culto fu trasferito in una nuova costruzione e, nel 1999, lo Sho Hondo fu demolito. La Soka Gakkai sosteneva che “lo Sho Hondo fu pensato e creduto costruzione destinata ad una lunga esistenza ed il suo smantellamento costituisce un illecito” pertanto articolava le sue richieste. Tuttavia la prima e la seconda udienza hanno concluso che “le aspirazioni dei donatori sono da limitarsi alla sfera religiosa” ed è stata respinta ogni ulteriore richiesta.
Nota: Si ricorda che lo Sho Hondo fu regalato da Ikeda a Nikken quando ormai poteva solo essere demolito per l’irreparabilità dei danni, derivanti soprattutto dall’uso di materiali scadenti e dalle economie nella sua costruzione. Lo Sho Hondo fu infatti costruito da Daisaku ikeda utilizzando solo gli interessi maturati sul capitale raccolto con le donazioni. Il capitale fu utilizzato per altro, si prega di controllare:
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