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La Tela del ragno di Augusto Faustini

LA TELA DEL RAGNO

 

 

PLAGIO PSICOLOGICO NEL

CAMMINO NEOCATECUMENALE

 

 

di Augusto  Faustini

Ci sono prigioni, che hanno le sbarre: solide sbarre che si vedono e si possono segare. Ci sono prigioni, che hanno le sbarre invisibili, che non possono essere afferrate e scosse con rabbia; mentre sorridendo vi dicono: "Ma siete liberi! La porta è aperta ... aperta! Potete uscire!". (Claud Buffet)

Nota dell'autore

In questi mesi ho ricevuto numerosissime testimonianze da ogni parte d'Italia e del mondo e da ogni ceto sociale. Le più attese e gradite sono state quelle dei Vescovi. Nelle testimonianze di chi era appena uscito o stava per uscire dal Cammino ho avvertito tanta insicurezza e paura, ma anche il bisogno d'una parola di chiarimento e di sicurezza. Ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad una tela di ragno, d'una tarantola che avvelena tutto ciò che irretisce: persone, famiglie, Chiesa, società.

  L'adesione non e' frutto d'una scelta libera

 

 

 

Quanto dirò ora è frutto d'esperienza personale vissuta nel Cammino NC. Le mie riflessioni non hanno pretese: riconosco di non avere un'adeguata preparazione psicologica, tuttavia voglio rendere di pubblico dominio una realtà che a me è sembrata il frutto d'una tecnica del 'lavaggio del cervello'  atta a spersonalizzare, messa in opera ai danni di tante persone semplici che in buona fede hanno intrapreso un 'Cammino'per riscoprire la loro fede o semplicemente per approfondirne i contenuti.

Sembra quasi che al giorno d'oggi sia diventato così impegnativo e faticoso pensare che si preferisce ricorrere a semplificazioni e ci si schieri senza prima aver fatto un autentico cammino di conoscenza e di discernimento. Anziché ascoltare l'altro, si preferisce rinsaldare la propria posizione, difendendola ad ogni costo.

 

Vorrei che questo mio scritto arrivasse non solo alle Gerarchie ecclesiastiche responsabili, ma soprattutto ai semplici fedeli.

 

Troppi errori teologici hanno fatto definire 'non cattolico', ma 'eretico' questo Movimento. Io faccio solo dei cenni, lasciando ai sacerdoti e teologi che se ne sono occupati l'approfondimento dell'argomento (v. Bibliografia).

 

Molte tecniche di plagio, usate in questa sètta, sono usate anche in altre sètte segrete, sia dentro che fuori del cristianesimo, come abbiamo potuto constatare ultimamente nel caso del povero Arcivescovo Milingo, manipolato dalla sètta di Moon. Mentre, però, dalle sètte riconosciute come altamente pericolose (come i Testimoni di Geova o le sètte sataniche) ci si può difendere perché la Chiesa e la società civile aiutano e informano, da questa che prospera dentro della Chiesa Cattolica, non ci si può difendere, perché opera in una situazione subdola ed equivoca della quale non esiste informazione.

Tanti sacerdoti, pur fermamente contrari, evitano di parlarne perché temono di infangare la Chiesa. Io invece ritengo che la Chiesa debba purificarsi e disfarsi di quanti si propongono come super apostoli ma che in realtà approfittano di persone semplici e disponibili, ricche d'idealità che sperano potenziare in questo 'Cammino', che suppongono benedetto da Dio.

 

Dedico queste riflessioni a mia moglie, che i catechisti m'hanno impedito d'assistere in occasione di due gravi interventi chirurgici; ai miei nipotini, già numerosi ma che non mi chiamano nonno; ai loro genitori, che un tempo mi chiamavano papà; ai giovani assetati di ideali veri, nella speranza di salvarli dalle sètte, e a quanti sono già nel 'Cammino', nella speranza che aprano gli occhi e riconoscano la "Tela del ragno" nella quale sono cascati e dalla quale sono stati completamente avviluppati e irretiti.

Tutti crediamo che chi ha intelligenza ed una buona cultura (magari laureato), chi ha i piedi ben saldi in terra, non possa mai finire in una sètta religiosa segreta.

 

Nulla di più sbagliato!

 

 

 

Nessuno puo' ritenersi sicuro da plagi e da lavaggi di cervello

Nel corso della vita tutti attraversiamo periodi di maggiore vulnerabilità dovuti a sconfitte, gravi malattie, forti dispiaceri o a mancanza d'ideali.

 

Tutti abbiamo bisogno di sentirci compresi, accettati, amati, e pertanto frequentiamo ambienti che facilitano tale situazione.

 

I capi delle sètte organizzano scientificamente ogni attività, troncando i rapporti col mondo esterno per far mancare ogni confronto, cosicché chi li frequenta non s'accorga dei lenti ma costanti cambiamenti che pian piano avvolgeranno l'adepto in un'invisibile "Tela di Ragno".

 

Le 'Comunità Neocatecumenali'nascono dopo un 'Annuncio'. Semplici laici si presentano al parroco e chiedono di poter fare una catechesi per adulti.

I 'catechisti' fanno le catechesi bombardando con concetti pseudo-protestanti, senza far capire la loro appartenenza ad un'organizzazione e, soprattutto, senza avvertirli che per loro sta iniziando un impegno che durerà almeno vent'anni. Nonostante numerose 'stonature'(che solo i pochi ben formati nella dottrina della Chiesa avvertono) solitamente tutti rimangono ad ascoltare fiduciosi, e rassicurati dalla presenza del parroco che fa da garante e dà sicurezza che si tratti pur sempre d'una proposta Cattolica.

 

Tutti sono magnetizzati dalle catechesi che proclamano con fermezza. Fanno credere che ciò che propongono non sia frutto d'una preparazione a tavolino e che, soprattutto, che sia l'unico modo autentico d'esser cristiani.

 

Certe affermazioni dei catechisti fanno nascere dubbi e sorprese, ma essi assicurano sempre di godere l'appoggio incondizionato del Papa. Solo pochi scoprono che la Chiesa Cattolica non li ha mai ufficialmente approvati, anche se cercano sempre di nasconderlo, illudendo con falsi proclami.

 

Come avviene in tutte le Sette, al momento opportuno fanno scoppiare quella che gli psicologi chiamano la 'Love Bomb' (la bomba d'amore), creando artificialmente un momento di raccoglimento gioioso che dia l'impressione d'una situazione d'amicizia, di concordia e d'amore. Tale situazione (spesso preparata con l'aiuto di digiuni mirati, seguiti dall'assunzione di dolci e di vino) crea un'atmosfera che vorrebbe essere la prova concreta che si tratti d'un gruppo privilegiato da Dio. Si tratta, invece, d'una tecnica di 'uncinamento' per agganciare e trattenere il neofito. (Osservazioni del Prof. Mastronardi, titolare di Psicopatologia all'Università 'La Sapienza')

 

Chi frequenta il CN, nel corso degli anni si rende conto della potenza persuasiva dei capi e di come tra di loro, la concezione della famiglia sia ben diversa da quella classica cristiana. Nel Movimento si realizza un'unica grande famiglia di 40/50 persone che vengono guidate da un capofamiglia: il Catechista. La progettualità di coppia scompare. Al suo posto subentra quella che viene ispirata direttamente dal fondatore, Kiko Arguello!

 

Anche chi si sforza di conservare la sua autonomia di giudizio, si rende conto che i capi monopolizzano totalmente la vita privata delle singole persone attraverso gli impegni di gruppo (sempre più frequenti), con l'aumento naturale delle amicizie tra i membri del gruppo e col controllo psicologico esercitato attraverso le 'Confessioni pubbliche', le 'Risonanze' e i cosiddetti "Giri di esperienze". In questi tre momenti si è forzati a raccontare (anche nei particolari più intimi) tutti i segreti della propria vita e i peccati commessi nel passato. Questi segreti intimi devono essere esternati davanti a tutta la Comunità per diventare, così, come una spada di Dàmocle che impedirà loro, per sempre, di lasciare il gruppo stesso.

 

I Capi delle Comunità e soprattutto il Catechista responsabile di tutte le Comunità della Parrocchia, vogliono conoscere, anche nei dettagli più scabrosi, tutti i particolari delle problematiche individuali, in modo da avere 'in pugno' la psiche del malcapitato, sostituendosi, di fatto, al confessore o al padre spirituale. Tutto ciò avviene senza che vi sia l'obbligo del segreto confessionale, perché non sono sacerdoti, ma semplici laici. Convincono le persone che la loro organizzazione è perfetta ed ispirata direttamente da Dio. Pertanto chi si permettesse anche solo minimamente di criticare i loro metodi, viene considerato un 'Demonio' o un 'Faraone' e quando qualcuno (anche sacerdote o Vescovo) muove obiezioni all'Organizzazione, ogni singolo membro deve trattarlo come un nemico personale.

 

Sin dai primi incontri, preannunciano misteriosi pericoli, ammonendo che:

 

devono guardarsi da chiunque voglia dir loro cose diverse da quelle che i 'Responsabili'insegnano;

 

che nella stessa Chiesa cattolica ci sono molti che li "odiano" perché loro sono "i veri" e autentici scopritori del cristianesimo dei primi secoli;

 

che molti in futuro sentiranno il desiderio d'abbandonare quella esperienza, ma "mai nessuno avrà convenienza a farlo", perché "fuori del Cammino non può esserci che perdizione ed infelicità".

 

Alcuni prendono il coraggio a due mani e fuggono da questa esperienza, ma molto spesso si "pentono d'essersi pentiti" perché non hanno più la capacità di vivere una vita autonoma.

 

Approfittando delle reali difficoltà che al giorno d'oggi si presentano nel fare e mantenere le amicizie, costringono i neofiti a frequentarsi solo tra loro e li coinvolgono in incontri sempre più numerosi, in modo che per anni non abbiano altre vere amicizie esterne. Fanno credere che questa esperienza è l'unica cosa al mondo che abbia importanza, e pian piano inducono gli adepti a non provare più interesse per la cultura, per l'arte, per lo sport, per la politica, ecc. Tutto diventa secondario!

 

Fin dall'inizio, i "capi responsabili" insinuano nei neofiti il sospetto che i cattolici che vanno alle 'Messe normali'siano cristiani di serie B, e lo affermano chiaramente chiamandoli "cristiani della domenica".

 

Invitano a liberarsi degli affetti, fino a convincere che anche le persone più care, se non si riesce a trascinarle in Comunità, È MEGLIO PERDERLE!

 

 

 

 

 

Scelta matrimoniale, sacerdotale o religiosa, forzata!

Obbligo singolare (quanto ingiusto) è di imporre a tutti o la soluzione matrimoniale (controllata dal Movimento) o la consacrazione sacerdotale o monacale imposta dai Catechisti e, in ultima analisi da Kiko Arguello (scapolo) e da Carmen Hernàndez (ex suora, nubile)!

 

Col passare degli anni, gli adepti diventano un gruppo fisso, granitico. Si arriva a imporre l'obbligo di sposarsi nel gruppo ('Endogamìa'), dicendo esplicitamente: "sposate le figlie di Israele".

 

Chi si fidanza con una ragazza o con un ragazzo esterno, non viene lasciato in pace fintanto che non costringerà l'altro/a a entrare nel Cammino. Se non riescono nell'intento saranno costretti a scegliere tra l'abbandonare il 'paradiso Neocatecumenale'o abbandonare il loro 'amore'. Ciò comporta atroci sofferenze psicologiche, perché nel frattempo avranno convinto l''adepto'che solo coi NC ci può essere il vero cristianesimo!

 

Stessa cosa avviene per gli sposati. Pensavo che di fronte alla sacralità e all'indissolubilità del matrimonio, avrebbero consigliato il coniuge dubbioso di scegliere sempre il salvataggio del matrimonio, di fronte a qualsiasi dilemma. Invece no! Uno dei Capi più potenti fra i NC, l'Avv. Franco Voltaggio, dopo aver promesso a diversi Vescovi che per salvare un matrimonio avrebbero volentieri rimandato a casa il coniuge da loro eccessivamente "entusiasmato", in seguito, ha dato prova evidente che ciò che diceva era falso. Infatti, quando uno dei due coniugi è stato reso fanaticamente schiavo della loro organizzazione (cosa che accade più spesso di quanto non si creda), arrivano persino a farli vivere separati a vita (divorzio di fatto) se l'altro coniuge non apprezza la "Comunità".

Questo è successo anche a me.

Il 27 aprile 1992, alle ore 17, nella Chiesa di San Leonardo Murialdo (ex San Tito) in via Pincherle (traversa di via Marconi, zona Roma Sud), l'allora parroco P. Domenico Paiusco, mi ordinò di vivere il resto dei miei giorni lontano da casa mia, dai miei figli e da mia moglie, perché con la mia opposizione all'organizzazione neocatecumenale m'ero messo contro la Chiesa Cattolica.

La decisione era stata presa dai 'massimi catechisti' della diocesi di Roma ed era irrevocabile. Feci presente che il mio (e suo) Vescovo lo aveva pregato di fare il contrario. Lui però dichiarò d'obbedire solo alla sua coscienza (ma in realtà obbediva ai dirigenti NC).

Nessuno ebbe allora il coraggio d'opporsi a tale decisione: né mia moglie, né i miei figli, né Mons. Riva, che era allora il Vescovo del nostro settore.

 

Io ho cercato di mantenere la mia autonomia di giudizio, ma mi sono accorto che i membri della mia famiglia (prima unita), col tempo sono stati coinvolti in molteplici impegni a seconda delle varie 'Comunità'.

 

Tornando a sera, stanco del lavoro, mi accorgevo che tutti erano usciti: chi per la 'Liturgia della Parola', chi per preparare gli incontri, chi per preparare i canti. Cenavo solo come un cane e constatavo come avevano realmente distrutto la nostra comunità familiare.

 

Si vantano d'essere cattolici, ma quando c'è conflitto tra il partecipare alle loro riunioni o a qualche sacramento, essi fanno sempre prevalere la superiorità della partecipazione alle loro riunioni! Manco si discute, poi, quando l'alternativa è con impegni di studio, o impegni sociali, artistici, sportivi, d'amore, di politica o della "odiata cultura"!

Secondo i Catechisti tutti questi impegni sono 'IDOLI'!

 

 

 

 

Momenti topici della vita affrontati con ottuso fanatismo!

In occasione della morte di mia madre (avvenuta il 1&grad; ottobre 1992) ho chiesto inutilmente a mia moglie neocatecumenale di pregare insieme a me. La sua risposta è stata: "Io prego solo con i miei fratelli di comunità, che sono la mia vera ed unica famiglia in Cristo!".

Il fanatismo li porta a dire e a credere che realmente quest'organizzazione sia emanazione diretta di Cristo.

 

Un giorno feci notare che il primo dei miei figli non mi ascoltava per niente e reclamavo, come padre, il diritto d'essere almeno ascoltato. Mi sentii allora rispondere: "Ma come, a volte non ascolta neppure i catechisti, come pretendi che ascolti il padre?". Ciò mi fece capire all'evidenza il reale capovolgimento dei ruoli e la forza del potere assoluto dei catechisti.

 

I giovani sposi vengono spinti (con la scusa dell'apertura alla vita) ad una prolificità eccessiva ed irresponsabile. Arrivano a far generare nuovi figli per sciocco esibizionismo, più che spinti da autentico amore. Ci sono famiglie di 8, 10, 12 figli!

 

Nonostante che gli impegni occupino totalmente le giornate e vi sia una totale manipolazione delle menti, tuttavia c'è sempre qualcuno che riesce a conservare la propria libertà di pensiero e ad usare la propria testa. Quando però questi si permette di sollevare qualche dubbio o di formulare qualche critica o fare anche solo delle proposte, subito viene accusato di "mormorazione". L'accusa è considerata una colpa tremenda e sarà discussa nel "giro d'esperienze". Il povero fratello dovrà accusarsene pubblicamente dinanzi alla Comunità. Il malcapitato sarà terrorizzato con la minaccia di non poter superare lo 'Scrutinio'successivo.

 

Questo distrugge l'intelligenza, l'autostima e senso critico della persona.

 

In tanti anni di Cammino ci si trova a parlare quasi sempre e unicamente con lo stesso gruppo di persone e a fare delle scelte integraliste. Quando poi ti dicono che sbagli, subito, senz'avere il tempo di analizzare il tuo pensiero o di vagliare le motivazioni che l'hanno generato, ti convinci di sbagliare.

Chi non ha vissuto quest'esperienza, non può rendersi conto quale fanatismo questo Movimento non infonda nell'animo degli adepti, creando tanti 'fondamentalisti'pseudo cattolici, simili ai deprecati 'integralisti islamici'. I metodi sono diversi, ma i risultati sono molto simili: discredito della religione, pericolo per la società civile, rovina degli individui che maturano determinazione irrazionale, rigidità mentale e caparbietà fanatica. Gli integralisti afgani che fanaticamente eseguono le direttive di Bin Laden, sono quegli stessi che per anni, da bambini, sono stati formati nei campi profughi Pakistani alla luce del solo Corano, senza la minima istruzione sulla cultura e sulla dimensione laica della vita.

 

Ricordo con orrore le Pasque vissute in quegli anni, precedute da due giorni di digiuno rigorosissimo, obbligatorio ed assoluto; tutti permeati da fanatismo; culminanti con un'intera nottata di canti; totalmente isolati dalla Comunità parrocchiale che dovrebbe essere la Comunità di tutti. Alle sei del mattino c'era una 'agape' (un pranzo) con abbondanti pietanze e vino in quantità. Alcuni arrivavano ad ubriacarsi, altri ad avere conati di vomito per lo stomaco riempito all'improvviso con enormi quantità di cibo. Poi si dormiva tutta la giornata di Pasqua, senza aver la possibilità di trascorrere neppure mezz'ora con familiari ed amici non NC! Agli altri si faceva credere che in quella notte toccavamo le vette più sublimi dell'ascesi!

 

L'integralismo fanatico è stato decisamente respinto da Gesù che disse: "Date a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che è di Cesare!".

 

Tra i tanti insegnamenti proclamati in modo martellante, quelli più ripetuti erano: "Solo Dio deve essere veramente amato (dove per 'Dio's'intendeva il loro Movimento). "Se il tuo coniuge ti è d'impaccio, odialo! Lo stesso farai con chiunque altro voglia separarti da noi: figli, fratelli e genitori compresi!". Molte coppie hanno avuto il matrimonio rovinato per sempre da questa strana organizzazione, molto simile ad una 'SETTA'!

 

L'intimità affettiva e psicologica, unite alla progettualità, dovrebbero essere i cardini su cui basare qualsiasi rapporto di coppia. Per decenni, invece, tutto ciò era vissuto e trattato da persone estranee alla coppia stessa! Ognuno può immaginare quali effetti distruttivi non scaturiscano in simile situazione. La maggior parte delle coppie son rovinate. Coloro che prendono coscienza della realtà, escono da questa esperienza catastrofica; ma avendo maturato la convinzione che il CN era la vera espressione del cristianesimo, molti perdono la fede per sempre e, di loro, la Chiesa perde le tracce.

 

 

 

I Catechisti del CN dicono che gli aderenti sono milioni! Nessuno però ha mai calcolato che i fuoriusciti sono dieci volte tanto! Né quanta sofferenza si portino addosso o se abbiano conservata la fede!

 

 

 

 

 

 

 

 

Assoluta mancanza d'identificazione nella Chiesa

Non vogliono esser definiti 'Movimento', per far credere che i veri cristiani son solo quelli che stanno nel Cammino. Essi dicono: "Siamo quelli della Verità, non siamo una organizzazione!". Fin dall'inizio proibiscono che si faccia riferimento a qualsiasi tipo di organizzazione. Non sono una Associazione, non sono una Congregazione, non sono un Movimento, non sono un Club, non sono una Comunità di base, non sono un Ordine religioso! La loro luciferina strategia è quella di non apparire! Vogliono impadronirsi della Chiesa Cattolica ma in maniera subdola e nascosta.

 

Secondo la tecnica del lavaggio del cervello, i neologismi ed il gergo dei NC portano i membri ad accettare le nuove idee, anche senza alcuna garanzia d'attendibilità! Il linguaggio particolare crea senso di fortunata appartenenza ad un gruppo elitario, di dipendenza e di obbedienza cieca!

 

Indagando sulla loro struttura si scopre che, mentre vogliono dare a tutti l'impressione di essere dei gruppi innocui e spontanei, guidati solo dallo Spirito di Dio, sono invece organizzati come 'Chiesa nella Chiesa'!

 

Hanno i 'Responsabili'd'ogni singola Comunità; i Capi dei responsabili dell'insieme di Comunità delle parrocchie dove sono presenti: i 'Catechisti'(che contano molto più del parroco!); i Capi settore (che contano più dei Vescovi!); strutture regionali e nazionali che segretamente si sovrappongono alle strutture della Chiesa ufficiale!

 

Ultimamente ho scoperto che i NC (senza che nulla traspaia al di fuori dagli ambienti ecclesiastici) sono contrastati da vari ecclesiastici.

 

I Cardinali Carlo Maria Martini di Milano, Silvano Piovanelli di Firenze, Giovanni Saldarini, di Torino, Salvatore Pappalardo, di Palermo; i Vescovi di Brescia, Bruno Foresti, di Ivrea, Mons. Bettazzi e quelli di Novara, di Trieste, di Foligno, di Perugia e tanti altri, hanno evidenziato la seria pericolosità di questa organizzazione.

 

Nel 1988 Mons. Cesare Pagani, vescovo di Perugia, morì d'infarto dopo un'animata discussione avuta coi capi di questo Movimento. Essi allora, anziché riflettere sul proprio fanatismo, osarono parlare di punizione divina!

 

Nel gennaio del 1996, in Inghilterra, a Clifton, il Vescovo cattolico Mervyn Alexander, ha avviato un'indagine sul Cammino NC e, quando s'è conclusa, ha vietato ai NC di reclutare nuovi membri in quella diocesi!

 

L'Assistente Nazionale della "Azione Cattolica", Mons. Agostino Superbo, Vescovo pugliese, insieme ad altri 19 Vescovi della regione (tutti d'accordo, nessuno escluso), nel dicembre del 1996 ha indirizzato ai preti della regione una nota pastorale nella quale si sostiene che il CN "mette a rischio la comunione nella Chiesa Cattolica" ("Jesus", febbraio 1997, p. 36).

 

A Vicenza hanno creato non pochi problemi!

 

Ho saputo che a Scandicci, vicino Firenze, per un certo periodo una parrocchia si è scissa per colpa dei NC.

 

Perché dovremmo assistere ancora ad altri dolorosi piccoli scismi?

 

Uno dei motivi per cui quest'organizzazione è sospettata da certa parte della Chiesa, risiede nel fatto che i NC tradiscono completamente tutte le aperture conciliari di natura sociale, tutti i tentativi di realizzare nel mondo la "teologia della giustizia", tutto l'interesse ecclesiale per i poveri e gli emarginati, tutte le premesse di democratizzazione nella Chiesa stessa! Tradiscono lo stesso Concilio Ecumenico Vaticano II.

 

D'altra parte, a coloro che hanno a cuore la conservazione della giusta dottrina (che ha permesso alla Chiesa di rimanere integra lungo i duemila anni di storia) non sfuggono le gravi eresie degli insegnamenti, che sono scritti nel catechismo NC e che vengono tenuti rigidamente segreti anche agli adepti privi di cariche specifiche! Solo il primo volume (Orientamenti alle èquipes dei catechisti per la fase di conversione) consta di ben 373 pagine. I responsabili, però, ne hanno sempre negato l'esistenza!

 

Molte affermazione espresse in questi Orientamenti sono di origine luterana:

 

·         La fede ci fa annullare completamente i peccati! Le opere non contano!

·         La libera interpretazione delle Scritture è fondamento d'ogni morale!

·         Vero sacerdozio è "l'insieme dei fedeli".

·         Il prete deve solo "presiedere"!

·         Sacrifici, digiuni, voti, e pellegrinaggi: sono tutte cose inutili!

·         Il S. Rosario è screditato ed emarginato!

·         Il Sacrificio Eucaristico è negato;

·         la Transustanziazione è ridotta a simbolo!

·         Il Sacerdozio Ministeriale è soppresso!

Tutto ciò è Luteranesimo, non Cattolicesimo!

 

 

 

·         "L'uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente ed incapace, in balia dei demoni. E'rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo Signore."

Questo è Giansenismo, non Cattolicesimo!

 

 

 

Si deride la pratica di conservare il Santissimo nel tabernacolo. Per loro la presenza del corpo di Cristo nel pane e nel vino consacrati, cessa con la fine della celebrazione.

 

In base ai miei modesti ricordi personali, il primo che lanciò l'allarme sulla pericolosità dei NC fu Padre Virginio Rotondi, che nei seguitissimi articoli sul quotidiano "IL TEMPO" denunciò che quel 'popolo eletto'si ostina a non voler riconoscere che Dio non ci parla solo attraverso le Sacre Scritture, ma anche tramite gli insegnamenti della Chiesa". E ancora: "Le Scritture non devono essere ammantate d'un alone di "magia"!

 

Altri sacerdoti, poi, si accorsero della pericolosità dei NC. Ricordo innanzitutto il grande e dotto teologo passionista Padre Enrico Zoffoli, che scrisse interi libri di testimonianze ed altri di studio teologico accurato. I suoi studi furono proseguiti da Don Gino Conti, brillante polemista e dal coraggioso parroco pescarese Don Elio Marighetto.

 

 

 

 

 

 

  Tecniche e campi d'influenza

I "catechisti" NC ripetono continuamente gli stessi concetti in modo martellante ed ossessivo, ottenendo una trasformazione della personalità che arriva ad un vero e proprio lavaggio del cervello. Tutto diventa normale e consequenziale, come il versamento della 'decima'sulle entrate familiari (che tutti, anche i più poveri, devono versare) e mettere a disposizione i propri beni patrimoniali e immobiliari (praticamente una tangente del 10%).

 

 

Clero, Seminari e centri di potere

Il clero che li tiene a distanza viene bollato ed insultato con gli epiteti di 'Faraone'(contro cui il popolo di Dio deve lottare), 'Demonio', 'Giuda'. Mentre i parroci ed i Vescovi che li accolgono vengono premiati finanziariamente. Le 'offerte mensili' (stipendio fisso e puntuale) vengono date in base al numero di 'Comunità'che agiscono nella parrocchia o nella Diocesi. Il clero è psicologicamente condizionato! Come potrebbe, infatti, rinunciare a questi lauti stipendi? Ciò spiega il condizionamento economico, che a volte intorpidisce la volontà dei parroci che li hanno accolti, e spiega anche il moltiplicarsi dei seminari dei NC (più di quaranta) che creano sacerdoti, che di cattolico hanno ben poco.

 

Costoro obbediranno ai capi del Movimento più che ai Vescovi!

 

Con strategia assai somigliante a quella attuata dalla Massoneria, hanno realizzato l'occupazione di tutti i punti nevralgici e decisionali degli strumenti di comunicazione di massa, per poter velocizzare l'ampliamento e lo sviluppo della loro organizzazione. Si sono fatti amici alcuni psicologi (fra cui il presidente nazionale); molti giornalisti, come il Dr. Roberto Piermarini di Radio Vaticana; direttori di Radio pubbliche e private; alcuni vaticanisti delle redazioni di quotidiani e settimanali; alcune Banche (come il Banco di Roma, ecc.)

 

Famiglia

Sin dai primi incontri viene detto agli adepti che il Matrimonio, la famiglia, il lavoro, i figli, gli averi, sono "idoli" che vanno odiati. Kiko fa dire ai suoi catechisti che "la famiglia è un mito terribile quando diventa religione. La Cristianità la deve distruggere!". Bisogna, quindi, mettere al primo posto la "Comunità"! Se la moglie è innamorata di suo marito o il marito della moglie, dicono che si sono fatti un idolo!... bisogna odiarlo!

 

Negli "scrutini" s'insiste sul fatto che il legame tra genitori e figli sia spezzato e che i figli vengano offerti alla Comunità ('figli della Comunità'). Dicono: "I figli sono idoli" e soffrono vedendo l'amore umano e nevrotico dei genitori! (Kiko è convinto che i genitori siano tutti "nevrotici" perché non desideravano i loro figli!). Ho constatato personalmente che la figura del genitore viene calpestata ed annullata. I genitori devono fare la confessione pubblica davanti ai figli che, quindi, vengono a conoscenza di particolari scabrosi e vergognosi della loro vita intima, col risultato della distruzione della figura genitoriale.

 

I ragazzi, totalmente coinvolti nel CN, vengono privati d'ogni interesse giovanile: amicizie esterne, divertimento, libertà, cultura contemporanea, opportunità di ragionare e di scegliere da soli! Le attività politiche, sociali, e persino quelle caritative, sono, per loro, una perdita di tempo. Vent'anni di 'Cammino'creano cristiani in serie. I cambiamenti hanno luogo in momenti precisi, fissati dai catechisti (né prima, né dopo). L'azione della Grazia non esiste! La Fede arriva solo alla fine del Cammino, col rinnovamento dei voti battesimali. E'la setta che stabilisce le date di quando devono avvenire i "cambiamenti profondi".

 

 

 

Segreto e riti arcani

Con riti arcani e conoscenze segrete, il CN richiama furbizie dell'antico 'Gnosticismo'e dell'attuale "Massoneria". E'un misticismo a poco prezzo che presenta l'incontro col Movimento come il fatto più importante dopo la venuta di Cristo!

 

Tra i ricordi più vivi e conturbanti degli anni trascorsi in Comunità, ricordo che presentavano sempre la vita vissuta prima d'incontrare il CN in maniera negativa, vuota, disperata, inconcludente; e l'incontro con i NC come la soluzione luminosa di tutti i problemi! Chi non si adeguava a questa visione collettiva e obbligatoria, veniva compatito come uno che ancora non aveva incontrato il Cristo! Chi invece, rinunciando alla propria personalità, ai propri desideri e alle proprie idee si sottometteva all'autorità del Catechista, riceveva sempre maggiori responsabilità!

 

Prevedendo che qualcuno potesse aprire gli occhi e potesse resistere al 'lavaggio del cervello', allertavano gli adepti dicendo: "Se vostro padre, vostra madre, vostro marito, dubiteranno della bontà e santità del CN, vuol dire che è il demonio che parla in loro: non ascoltateli!".

 

Il modo di parlare, i termini linguistici, i movimenti del corpo e delle braccia, lo sguardo tutto, in breve tempo, è omologato e inizia una situazione di perenne incomunicabilità col mondo esterno. I giovani fanno a gara per vestire o nel lasciarsi crescere la barba come Kiko, il loro santone.

 

Stando dentro le Comunità non ci si rende conto dei piani segreti coi quali orchestrano tutto (persino le emozioni) per cui ciò che è esterno alla Comunità, pian piano perde valore ed interesse! Le liturgie notturne (lunghe e stancanti), fiaccando il corpo e la mente e indeboliscono a tal punto che tutto ciò che viene imposto dai responsabili è accettato ciecamente da tutti!

 

L'intorpidimento della mente fa parte del processo di indottrinamento.

L'adepto viene inebetito e ubriacato a tal punto da non riuscire più a dare senso alla sua vita, se non nel Cammino Neocatecumenale.

 

I "Responsabili" fanno provare a tutti le stesse sensazioni, quasi a dimostrazione della presenza forte dello Spirito di Dio! Ne consegue una convinzione tale che quando uno si trova in altri ambienti, si sente così vulnerabile da rischiare la depressione perché ormai è così legato ai fratelli che non può più fare a meno di essi: solo loro sono la sua famiglia!

 

Il segreto è una cosa ossessiva. Nessuno deve fare domande su ciò che seguirà: non si possono rivelare i particolari del 'Cammino'agli estranei e neppure ai membri di livello inferiore; non deve trapelare nulla di ciò che accade all'interno! I Capi ripetono spesso con sguardo ispirato che solo nei "passaggi" successivi avranno accesso ad una vicinanza maggiore alle meraviglie di Dio: l'importante è fidarsi del "Cammino", cioè di loro, e ringraziare di non essere "cristiani della domenica"!

 

Ti portano a vivere la vita solo entro il recinto della Comunità, quasi che il mondo sia tutto infettato. Gli interessi esterni, la cultura, la scuola, la politica, l'arte, la filosofia, persino i preti e i Vescovi non NC, possono contaminarti e farti allontanare da quella che (senza che te n'accorga) è divenuta la tua prigione. Sin dal Primo Scrutinio ti ricordano che hai messo la tua firma sul 'Libro della Vita' (la Bibbia della Comunità) e quindi non puoi "tradire"... "Gesù è passato questa volta per te, potrebbe non passare più! Gesù sta agendo tramite i Catechisti". Con queste ed altre espressioni simili riescono a condizionare anche le menti più aperte e libere.

 

Emblematica è la somiglianza tra il rito della firma sulla Bibbia della Comunità, con gli impegni solenni che si richiedono agli adepti della Massoneria o della Mafia!

 

Per bloccare le fughe cercano di spaventare i membri, giocando sulla loro paura d'essere "rifiutati dalla Comunità". La paura, il senso di colpa e di dipendenza sono enormi: un vero e proprio terrorismo psicologico.

 

Una seria organizzazione internazionale, che ha studiato le sette religiose nel mondo (la FAIR) ha osservato: "Le sette usano tecniche sofisticate che causano la distruzione dell''io', la modificazione del pensiero e la dipendenza psicologica. Le sette possono mantenere i membri in uno stato di elevata suggestionabilità attraverso la mancanza del sonno, apposite alimentazioni o digiuni, esercizi spirituali, il continuo indottrinamento e esperienze di gruppo controllate".

 

I responsabili del CN arrivano ad avere il pieno controllo di tutti con una manipolazione personale esercitata col controllo dell'ambiente; creando atmosfere rarefatte; strumentalizzando le confessioni pubbliche e lo scambio d'esperienze sorvegliato e l'uso d'un gergo esclusivo; fino ad arrivare ad influenzare anche i loro desideri futuri. E'risaputo, infatti, che restringendo il vocabolario usato, vengono ridotte in uguale misura le capacità di pensare e di sentire. Trasformano l'immagine che ogni individuo ha di se stesso attraverso il riesame di tutte le vicende precedentemente vissute. 'Prima' tutta la vita era brutta, "dopo" l'incontro con i NC, la vita diventerà luminosa perché ci sarà sempre qualcuno che dirà cosa si deve fare!

 

 

Trucchi e ricatti

Vengono utilizzate delle tecniche suggestive per formare quanti, in coppia, andranno di casa in casa a cercare la gente, per portarla alle prime catechesi. Si presentano con sicurezza, recitando un discorso imparato a memoria, forzatamente carico d'entusiasmo, con voce alterata e sicura, e dandosi il cambio in punti prestabiliti.

 

Le 'Confessioni pubbliche' sono usate per cementare tra loro i membri di una Comunità e per controllarli nell'intimo.

 

Nelle 'Convivenze'di tre/quattro giorni che fanno nei "fine-settimana" i membri delle Comunità vengono controllati col 'Giro di esperienze' e sottoposti a pressione psicologica. In occasione, poi, delle varie tappe che devono superare saranno sottoposti a degli 'Scrutini'che si rivelano come esami terribili, nei quali i Capi (che sono dei laici) inquisiscono i poveri 'fratelli'ostentando autorità di poter stabilire il grado di crescita nella Fede di ciascuno di loro. Si arriva, in pratica, a confessarsi da un laico! Il sacerdote, ridotto al ruolo di presbitero che fa solo da comparsa, serve solo a dare l'illusione che ciò che essi fanno sia voluto e permesso dalla Chiesa.

 

Talvolta si usano artifizi psicologici, come l'oscurità totale' (il così detto 'Lucernario') unita a lunghi silenzi, che ottengono un impatto travolgente su quelle povere menti stressate. Tutte queste cose sono state preparate e predisposte meticolosamente da Kiko Arguello nel libro segreto: "Orientamenti alle èquipes di catechisti per la fase di conversione". In quel libro Kiko presenta in modo dettagliato i rituali pensati apposta per creare il massimo impatto psicologico al fine di drammatizzare ogni situazione.

 

 

 

Distruzione della personalita'

Uno degli obiettivi maggiormente perseguiti dai Capi NC è la distruzione della personalità individuale. Essi ripetono con insistenza: "Devi morire a te stesso, annientare te stesso!". Al povero 'fratello'non resta che aggrapparsi al Movimento e vivere dei suoi trionfi, delle sue lotte, delle sue raccolte di soldi. Gli amici del Cammino divengono suoi amici; i critici o gli oppositori del Cammino divengono suoi nemici! Ognuno perde la sua indipendenza ed il suo modo di pensare: niente ha più valore se non quello che propone il Cammino. Insegnano a non reagire ai torti che vengono fatti per assicurarsi l'acquiescenza dei membri e la dipendenza dai Capi! Inducono ad odiare tutto ciò che possa essere oggetto d'attaccamento affettivo o d'amore (coniuge, passatempo, carriera, orologio, libri), perché li presentano come 'idoli', quasi fossero concorrenti alla Comunità.

 

I Catechisti aumentano le richieste d'obbedienza, completa e irrazionale nella misura che diminuisce il senso critico dei membri, arrivando a dire che "I Catechisti hanno il Carisma e possono pretendere obbedienza cieca"!

 

Le risorse individuali, incoraggiate nelle Associazioni Cattoliche (Scout, Caritas, Azione Cattolica, S. Vincenzo, ecc.), vengono represse tra i NC.

 

In occasione di nuove catechesi danno l'incarico di avvicinare parenti e amici, bombardandoli con espressioni mutuate dai Testimoni di Geova: "Vieni a conoscere i nostri amici! Vieni e vedrai! Poi capirai! Nessuno può capirlo, se non lo vive". Ripetono a tutti: "Tu non puoi giudicare", impedendo a chiunque di formulare anche la più piccola obiezione. Lo hanno gridato in faccia anche ai Vescovi che si sono permessi di obiettare qualcosa! Qualsiasi dialogo è pressoché impossibile!

 

Coloro poi che avendo fatto questa "meravigliosa esperienza" si mostrano critici, vengono presentati come inattendibili per il fatto che non hanno fatto tutta l'esperienza, o perché sono un caso limite, o non hanno mai incontrato il Cristo. Qualsiasi tentativo di dialogo viene stroncato dicendo: "Pregheremo per te!", come a dire: "Tu non capisci nulla. Noi siamo sempre nel giusto". I loro 'Responsabili'devono solo predicare, mai dare spiegazioni!

 

Per vent'anni (e più) di Cammino, i membri sono tenuti in stato di sottomissione assoluta, ripetendo costantemente il messaggio di peccato e di corruzione. Per poter andare avanti, è fondamentale ingigantire la coscienza dello stato di peccato, annientando così ogni personalità! La Grazia non esiste! L'uomo non può che peccare, quindi non si sente responsabile! Tutti devono sentirsi grandi peccatori, completamente dipendenti dai Catechisti che con la forza data loro dallo Spirito Santo annunciano la Salvezza!

 

Alcuni concetti sono ripetuti continuamente: "Se non siete in QUESTA PAROLA, siete perduti, perché fuori di essa c'è solo morte!". "Vi libererete completamente dalla schiavitù in Egitto! Iniziate il Cammino con una Comunità! Ricevete il Messia che viene a liberarvi! Affidatevi a lui ed Egli vi guiderà! Accade che alcuni lascino il CN abbandonando Mosè (Kiko) e il Faraone li attacca e li distrugge!".

 

Il Cattolico poco praticante o il laico non preparato, non riescono a distinguere ciò che le Sacre Scritture affermano (riferimento ad un contesto storico ben definito) da quello che i Catechisti vogliono far credere come riferito al loro Movimento. Tutto ciò serve per tenere le persone soggiogate a loro! Gradualmente inducono ad accettare espressioni assurde, come:

 

"I Catechisti hanno il Carisma! I catechisti parlano a nome di Dio!

 

Se dici di no ad un Catechista, dici di no a Dio!".

 

I Neocatecumenali (come tutte le organizzazioni settarie) considerano traditore chi abbandona e l'additano a chi che resta, come quintessenza del Demonio, ingenerando negli altri paura e sottomissione maggiore.

 

Il senso fortissimo di identificazione nel gruppo fa scoppiare potenti sensi di colpa in coloro che vorrebbero allontanarsi, perché hanno insegnato loro che chi lascia i NC, lascia Dio! Del resto, come si possono lasciare coloro che conoscono i tuoi segreti più intimi? Come si potrebbe tornare semplice 'cristiano della domenica'? Spesso, anche i pochi che riescono a liberarsi, restano col desiderio di rientrare nel Cammino che li ha resi dipendenti e insicuri, non più capaci di vivere una vita autonoma! E pensare che sostengono di formare cristiani ADULTI! Dopo tanto trionfalismo tra i NC, la vita in una parrocchia sembra meno bella (anche se è più vera).

 

I Catechisti impongono lunghi periodi di digiuno, accompagnati da buio, letture bibliche, confessioni pubbliche umilianti e compromettenti, alle quali, al momento opportuno fanno seguito, pranzi festosi (agapi) che fanno andare i 'Fratelli di Comunità' al settimo cielo facendoli sentire illusoriamente vicini a Dio.

 

Raramente i Catechisti danno proibizioni esplicite perché non sono necessarie, dal momento che ogni comportamento individuale e collettivo è omologato fin dall'inizio. Nessuno potrà permettersi variazioni o deroghe.

 

La vita nel CN è qualcosa di totalizzante: ogni sacramento è preparato e celebrato nella Comunità; i figli ricevono il battesimo nella Comunità; fin da bambini devono assistere alle risonanze negli scrutini e alla liturgia eucaristica (anche quella della Notte di Pasqua); da ragazzi riceveranno le catechesi; da giovani faranno le scelte di vita guidati dai loro Catechisti e attraverso loro, verrà ricattato l'eventuale coniuge recalcitrante.

 

Ho sentito dire da alcuni dei loro Capi che, nei prossimi decenni, con la prolificità forzata ed irresponsabile che inculcano, potrebbero arrivare ad impadronirsi della Chiesa, e alcuni azzardano ... anche del Mondo!

 

Nel corso del Cammino viene operato un depauperamento di personalità, sfasciate famiglie, distrutta la vita delle parrocchie e promanate eresie in quantità con diversi cicli di catechesi che durano 2/3 anni ciascuna: 'Annuncio', 'Shemà', 'Preghiera', 'Traditio Symboli', 'Redditio Symboli', 'Padre Nostro', 'Elezione', 'Rinnovamento delle promesse battesimali'!

 

Il tempo libero è assorbito completamente da impegni di comunità. Ciò fa crescere amicizie esclusive interne al gruppo e influenza stabilmente le persone tagliando i ponti col mondo esterno.

 

Le attività della Comunità sono così totalizzanti che s'impadroniscono totalmente dell'individuo, fino a trasformarlo in un "integralista" che non ha più la capacità di dialogare serenamente con gli estranei perché divenuto incapace d'accettare qualsiasi compromesso. Viene ripetuto loro in continuazione: "Questo è sicuramente giusto! Questo è sbagliato!". "Chi l'ha detto? Dio!" (che parla per mezzo del Catechista). E la mente abituata a muoversi sui binari del fondamentalismo religioso, diventa inflessibile.

 

Ogni rapporto o convivenza con soggetti esterni alla Setta diviene impossibile, perché il NC non può più prendere in considerazione d'avere un comportamento diverso da quello che gli è stato instillato all'interno della sua Comunità. Nella misura che passano i mesi e gli anni, con cerimonie collettive trionfalistiche, il soggetto è convinto dai Catechisti che la sua spiritualità ed il suo Cammino di Fede sono in grande crescita (mentre in realtà cresce il lui il fanatismo). Abilmente suggestionato è convinto di migliorare continuamente, mentre in realtà peggiora a vista d'occhio.

 

I NC, non solo considerano il compromesso come una bestemmia, ma esigono che l'obbedienza ai loro Capi sia cieca, risoluta, completa e messa in pratica 'alla lettera'. Chi (illuso, come il sottoscritto) ha pensato di creare una situazione di compromesso che potesse rendere possibile un rapporto con loro, ha avuto dei risultati catastrofici!

 

Gli adepti vengono isolati e si sentono soli, insicuri, diffidenti di tutti coloro che, non essendo del Movimento, non possono capire. Non si confidano con nessuno e si isolano completamente. Per impedire ogni defezione, i Catechisti convincono tutti che se hanno dei problemi o dei dubbi, non devono esporli ai sacerdoti o ai Vescovi perché non capirebbero.

 

Parlo per esperienza diretta: a marzo 1993 ho avuto modo di esternare i miei dubbi ai miei figli e a qualche ex fratello di Cammino, dando la testimonianza, avallandola col supporto di qualche libro di critica cattolica al Cammino Neocatecumenale e dicendo: "Riflettici e chiedi l'aiuto di qualche buon sacerdote che non sia NC".

 

Subito il figlio maggiore è andato dai Catechisti che esplicitamente gli hanno detto che io ero il Demonio in persona! Questi, anche se mi aveva promesso di leggerli, dopo cinque minuti li gettò nel cassonetto delle immondizie, con grande soddisfazione dei fratelli di Comunità.

 

In alcuni casi, il desiderio di avere figli che siano lo specchio dei catechisti, fa sì che si concepiscano figli (sia pure fisicamente con il proprio marito) sapendo e sperando che vengano educati e cresciuti dal Catechista. Questi diventa il vero padre dal punto di vista psicologico ed educativo. Avviene un vero e proprio tradimento psicologico nei confronti del coniuge e la tradizionale famiglia scompare: la famiglia non esiste più!

 

Tutti credono ciecamente a ciò che dicono i Capi supremi di questo Movimento settario che si dimostrano d'essere così esaltati da dichiarare esplicitamente: "Noi abbiamo il Carisma! Kiko è ispirato direttamente da Dio!". Per avere un'influenza maggiore, si servono anche di psicologi. Interi gruppi familiari vengono così inghiottiti in questo baratro nella maniera più naturale del mondo, quasi attratti da un pifferaio magico.

 

La rigidità mentale è dovuta all'acquisizione di numerosi concetti obbliganti, senza che si possano discutere. I poveretti che ci cascano non possono neppure immaginare soluzioni diverse da quelle che vengono proposte dalla Setta. La povertà intellettuale e culturale, unite alla potenza corruttrice del danaro, fanno il resto.

 

E'risaputo che le sètte realizzano la 'riforma del pensiero'inducendo nelle persone una convinzione tale da cambiare la concezione della vita e da far credere che solo chi appartiene alla sètta conosce la verità.

 

Nelle confessioni pubbliche e nelle 'risonanze'si è psicologicamente obbligati (per dimostrare d'essere in linea con gli insegnamenti della Setta) a dire le cose che i capi vogliono che siano dette... e con quelle stesse parole che i capi vogliono che siano dette!

 

L'autostima è completamente annullata per inculcare l'idea che solo il CN può dar loro dei benefici, portandoli così ad una totale dipendenza. Nei primi due anni di pre-catecumenato li coinvolgono con minacce e promesse di nuove mirabolanti rivelazioni come: "Stanotte la Chiesa vi darà la Croce Gloriosa". Quasi gareggiando fra loro, alcuni raccontano le disgrazie capitate a coloro che si sono allontanati dal "Cammino" o che anche solo hanno pensato di farlo!

 

Ogni Comunità è convinta di aver avuto da Dio il compito di salvare la Chiesa Cattolica che sta morendo. Ognuno deduce, quindi, che la salvezza può essere trovata solo tra i NC! Pian piano, cominciano ad usare il termine Chiesa come sinonimo dell'insieme delle Comunità NC! Il cattolico non appartenente al Movimento, anche se praticante, è compatito ed etichettato come: 'bigotto', 'collotorto', 'pagano'! Il cristiano normale è senza valore!

 

Intimoriti e sottomessi i poveri membri non potranno più uscire dalla 'Comunità'se non altro perché si stabilisce un legame indissolubile con quel gruppo di persone che è a conoscenza dei segreti e delle paure più nascoste, attraverso le 'Confessioni pubbliche'!

 

 

 

Danni irreversibili

Danni permanenti ed irreversibili riportano i bambini figli di genitori 'in Cammino'.

Per capire quanto accade, è opportuno ricordare l'esperienza di laboratorio conosciuta come la 'benda del gattino'.

 

Se per un po'di tempo, ad un gattino appena nato, gli si pone una benda su di un occhio, quando la si toglie, quell'occhio resterà parzialmente atrofizzato e non più in condizione di acquistare le normali capacità visive, neppure con energiche rieducazioni.

 

I bambini cresciuti in una setta religiosa, non possono uscire, né sono in grado d'assumersi responsabilità in settori che richiedono iniziativa autonoma, fantasia, cultura, tolleranza inter-confessionale o conoscenza del pensiero contemporaneo, ecc.

 

Quando manca un rapporto continuo e vitale col mondo esterno, manca il ricambio di linfa intellettuale. Ciò facilita l'intorpidimento del cervello anche nelle persone più intelligenti. Se una mosca, infatti, si posa su di un quadro, non potrà mai vederlo bene. Per ammirarlo completamente dovrà "uscire" ed allontanarsi dal quadro stesso. Così accade a chi entra in una setta: mai potrà valutare l'ambiente che lo circonda in modo obiettivo, fintanto che non riprenderà la sua libertà di giudizio. Solo allora potrà confrontandosi con altri che siano ancora estranei alla sua realtà e valutare nel modo giusto la realtà che sta vivendo. Ma per fare ciò ci vuole umiltà, onestà di pensiero e una bella dose di coraggio!

 

 

 

 

 

Conquista delle parrocchie

Insensibilmente e subdolamente inducono a credere e a considerare come loro vera famiglia la Comunità NC, adottando i termini di 'fratello'e 'sorella'per riconoscersi tra membri. Sostituiscono il termine sacerdote con quello di presbitero. Sparano parole forti e incomprensibili agli estranei, come "kerygma", "koinonia", "kénosis", "esistenziale", "ontico", "Servo di Jahvè", "Croce gloriosa", per fare impressione sulla gente semplice, quasi a far credere d'avere sempre Dio in tasca!

 

S'impadroniscono della parrocchia 'in esclusiva': con maliziosa gradualità, fanno le 'monizioni' alla Letture della Messa; scelgono i canti; insegnano il catechismo ai comunicandi e ai cresimandi; preparano la liturgia pasquale, estromettendo quanti fossero loro contrari e sostituendosi ad ogni altra associazione. Il Parroco perde così il controllo della situazione.

 

Nei rari casi in cui il parroco riesce ad allontanarli, dovrà aspettarsi una reazione terribile. Allora esploderà tutto il loro fanatismo. Il poveretto, incontrerà grandi difficoltà a sostituirli in maniera pacifica e conveniente; non potrà certo rimpiazzare l'entrata considerevole dell'offerta mensile (avendo rinunciato a quella dei CN) e nemmeno difendersi da offese e calunnie che costoro metteranno in giro. Così avvenne ad un parroco della provincia di Roma: come riuscì a liberarsi dei NC, immediatamente si trovò solo, perché d'un colpo, gli portarono via, quasi tutti i fedeli.

 

 

 

 

L'arma del danaro

Altro fortissimo condizionamento è dato dal DANARO.

 

Ogni adepto deve versare almeno il 10% delle sue entrate al movimento. Ciò avviene dopo il 'secondo passaggio'. Questo danaro, anziché andare ai poveri, va ai cosiddetti 'catechisti itineranti', che andando in giro per l'Europa e per il mondo a diffondere il Movimento, non devono mancare di nulla, dal vestiario all'automobile, dalla casa alla baby sitter. Questi Catechisti itineranti, sono spinti a licenziarsi dal posto di lavoro per vivere, da quel momento e per tutta la vita, a totale carico della Setta, insieme a tutta la famiglia, senza che manchi loro nulla, in paesi stranieri, completamente spesati. Quanto non ho pensato a loro ed al lusso in cui vivono quando, cacciato di casa, fui costretto a dormire in automobile! Le somme rastrellate da questa sètta sono un qualcosa di gigantesco e difficilmente valutabile. Esse comprendono il 10% di tutti i guadagni di lavoro dipendente o professionale e le entrate di pensioni, donazioni, eredità; le offerte fatte per dimostrare d'essere distaccati dal danaro con rinuncia ai beni personali e familiari. Le frequenti raccolte di danaro vengono effettuate con un sacco di plastica nera (il sacco per le immondizie) che viene fatto girare. Ognuno vi mette dentro danaro od oggetti di valore. Il danaro serve per l'acquisto ed il mantenimento di lussuose residenze, di Seminari e per pagare gli stipendi a quei parroci e a quei Vescovi che si sono mostrati bravi nel facilitare l'espansione del Cammino. Naturalmente tali stipendi, pur riconducibili ad un unico tariffario nazionale, sono dati in proporzione del numero delle 'Comunità'esistenti nel territorio, e non sono chiamati 'stipendi', ma 'offerte'. La sostanza comunque non cambia.

 

Altro danaro viene speso per le pubbliche relazioni e per farsi una bella immagine nel mondo cattolico. Solo in piccola parte è utilizzato a favore di fratelli di Comunità più bisognosi, ma viene dato come frutto di grandi sacrifici ed è fonte di continui ricatti e di debiti di riconoscenza. In pratica: prima impoveriscono le famiglie con una prolificità irresponsabile e poi le tengono legate col ricatto del danaro.

 

Il danaro è il bene cui tengono di più i capi del Movimento. Fra breve potrebbe servire anche a condizionare il prossimo Conclave, in concorso con altri Movimenti sorti negli ultimi tempi all'interno della Chiesa.

 

Il fiume di danaro che entra ininterrottamente nelle casse del Movimento, non è dato solo dalle offerte 'spontanee', ma anche dalla vendita di migliaia d'oggetti di culto col marchio esclusivo di Kiko. Mi riferisco a leggii, croci, tovaglie per altare, tappeti, portafiori, stole, tuniche, ecc. Tutti questi oggetti sono costruiti in una loro fabbrica, firmati dal loro santone, venduti a prezzi 'esclusivi'. Persino il rito finale del battesimo nel fiume Giordano è celebrato indossando una costosa tunica 'griffata', con viaggio e alloggio organizzato dalla Setta.

 

"Siccome sono venuti a mancare i fondi internazionali", a maggio di quest'anno (2001) Kiko ha chiesto a tutte le Comunità che avevano fatto il 2&grad; Passaggio, di versare con urgenza (anche a costo di fare una fideiussione) la somma di dieci milioni per poter ultimare la costruzione della 'Domus Galileae', "la più grande opera del genere in Palestina!". Anni fa, i NC dicevano che in Italia c'erano oltre seimila Comunità. Se la cifra corrisponde al vero, quante decine (o centinaia) di miliardi avranno raccolto con questa chiamata, e come li useranno veramente? Certo Kiko ha un forte senso degli affari e li sa camuffare molto bene, proponendo la sua alta spiritualità. E gli illusi, pieni d'entusiasmo per lui, credono e pagano.

 

 

 

 

 

Ricatto persecutorio

I NC dicono sovente di subire 'persecuzioni', ma quando qualcuno come me, denuncia i frutti disastrosi del Cammino, è offeso, dileggiato, compatito; stigmatizzato come 'Giuda', 'traditore', 'demonio', 'Faraone'. Nelle Comunità poi esultano quando qualcuno li critica, perché ritengono che le critiche siano 'persecuzioni'che provano la loro 'santità'e la giustezza della loro esperienza.

 

Ma le vere persecuzioni le subiscono altri. A me è stata tolta la famiglia, i figli, l'amore dei nipoti, la casa, ecc. Spesso sento storie da far accapponare la pelle: persone bloccate nella loro carriera o sul lavoro, da superiori e dirigenti che sono Catechisti NC; professori danneggiati a scuola; Vescovi trasferiti; parroci cacciati e molte altre situazioni del genere.

 

Come mai i Vescovi non intervengano in una questione così grave?

 

Provo ad ipotizzare delle risposte.

 

Alcuni obbediscono acriticamente agli ordini che vengono dall'alto.

 

Altri sono colpiti dal successo e dalle calorose partecipazioni dei NC agli eventi organizzati dal Papa.

 

Alcuni non possono più fare a meno degli stipendi mensili della Setta.

 

Tutti però dovranno fare i conti con la loro coscienza e col giudizio di Dio.

 

Perché poi i poteri civili non intervengono?

 

L'unica norma penale che poteva essere chiamata in causa è quella sul plagio psicologico (art. 603 C. P.) che, purtroppo, nel 1981 è stata dichiarata incostituzionale perché non chiara. La Corte Costituzionale raccomandò che si provvedesse al più presto ad una sua riformulazione. La richiesta di incostituzionalità fu fatta da varie Sette religiose italiane e straniere.

 

Come mai da 20 anni la sua riformulazione è ferma alla Commissione Affari Costituzionali della Camera? Non so proprio cosa rispondere. Ricordo però che, diversi avvocati NC mi hanno riso in faccia dicendomi: "Lei non può farci nulla, perché in Italia il plagio non esiste più".

 

 

 

 

 

  Manipolazione psicologica

 

Il Movimento Neocatecumenale è un gruppo cristiano di spirito settario. Come tutte le sètte, usa un atteggiamento di intolleranza unito ad un proselitismo aggressivo. Impone il suo modo particolare di pensare, di sentire, di agire, mentre la Chiesa chiede all'uomo un consenso personale convinto e responsabile. La "costrizione" è latente e non è facilmente riconoscibile.

 

La Chiesa Cattolica nella Nota Pastorale della CEI del 30 Maggio 1993, a cura del Segretariato per l'Ecumenismo e il dialogo, accenna al "lavaggio del cervello" in questi termini: "A ragion veduta si può osservare che le sètte e i nuovi movimenti religiosi normalmente appaiono chiusi al dialogo, protesi come sono all'annuncio con metodi di propaganda che si servono della pressione psicologica tendendo a soggiogare l'interlocutore in modo da raggiungere un'adesione acritica e totale, fino a produrre, in taluni casi, il plagio della personalità". E ancora: "A volte accade che gli adepti a una sètta vengano vincolati attraverso forme di coercizione e vigilanza, fino ad arrivare a vere e proprie limitazioni della libertà personale. In questi casi ci si trova di fronte ad un successo imposto e tutelato".

 

In tale documento, dunque, si fa esplicito riferimento al fatto che in alcuni gruppi sono presenti sistemi di pressione psicologica che non rispettano le persone.

 

Nel Movimento neocatecumenale vi sono delle scelte che sembrano libere, ma che in realtà non lo sono. Ciò succede anche al termine della "Convivenza" che conclude il ciclo delle quindici catechesi che introducono i partecipanti al pre-catecumenato. Coloro che accettano di iniziare il CN, da quel momento, senza accorgersene, lasciano di fatto la Chiesa Cattolica per aderire ad un nuovo culto, la cui dottrina e prassi sono in antitesi con la fede precedente, pur rimanendo convinti d'essere nell'ortodossia, della quale si fa garante la figura passiva del sacerdote-presbitero.

 

Chi entra a far parte della Comunità NC, ignora il meccanismo che, lentamente ma inesorabilmente, lo porterà a farsi convertire, e i metodi di formazione cui sarà sottoposto fino a raggiungere una totale adesione dogmatica e acritica ai principi di fede e all'ideologia religiosa proposta dal CN che lo porterà ad un plagio totale della sua personalità.

 

Alcuni elementi conferiscono al Movimento NC, il sapore d'una sètta. Essi sono: la stratificazione gerarchica; i riti d'accesso e di 'passaggio'; la verifica costante dell'ortodossia; l'impegno totalizzante; il proselitismo.

 

L'appartenenza al gruppo è così esclusiva da essere inconciliabile con la partecipazione ad ogni altra espressione della vita sociale. Il processo d'indottrinamento praticato nel Movimento non è compatibile con la fede cattolica e si serve d'una pressione psicologica che fa uso di sofisticati meccanismi che non rispettano la persona, la quale, inconsapevole e ignara di cosa le stia succedendo, accetta tutto passivamente.

 

Le conseguenze di questo condizionamento sulle persone sono deleterie e permangono anche quando il catecumeno ha abbandonato il gruppo, segnando in modo irreversibile la salute psichica dei più deboli.

 

L'espressione "lavaggio del cervello" è stata introdotta agli inizi degli anni '50 da Edward Hunter Jr., giornalista corrispondente da Hong Kong per un quotidiano di Miami, per tradurre un termine cinese (brain-washing) che significa "pulizia della mente". Si trattava di un sistema di persuasione, usato per liberare la mente dei cinesi dalle vecchie credenze e "convertirli" agli ideali e ai programmi comunisti.

 

Tre erano le fasi del processo: "scongelamento", col quale mettevano in dubbio tutti i loro princìpi, fino al punto da volerli abbandonare; "modificazione", che aveva luogo quando il prigioniero cominciava a intravedere i lati positivi nell'ideologia comunista e a mettersi sulla scia di altri che l'avevano accettata; "ricongelamento", che consisteva nel convincerli della bontà delle nuove idee che così venivano accettate definitivamente. Poi, per farli sentire più sicuri li mettevano in condizione di preparare la loro difesa, nel caso fossero attaccati. Così preparati, difficilmente avrebbero potuto lasciarsi influenzare da altri che avessero messo in discussione la nuova posizione nella quale s'erano adagiati.

 

Stessa tecnica viene usata dal Movimento NC nel suo reclutamento. Le quindici catechesi introduttive, in cui viene proclamato il Kerygma, corrispondono alla fase cinese dello "scongelamento".

 

Nella fase dello "scongelamento" si tende a demolire le certezze che i membri possiedono, specialmente se sono cattolici praticanti. Si dice che "La Chiesa, sacramento di salvezza, oggi nelle parrocchie non si vede da nessuna parte, piuttosto sono degli uffici, dove la gente va a messa, al battesimo, però non sono un sacramento di salvezza" (1&grad;SCR p. 31). E ancora: "Di quelli che noi chiamiamo cristiani sono scandalo per quelli che non vengono più in chiesa" (1&grad;SCR p. 62). Vengono ridicolizzate le spiritualità raccomandate dal Magistero: "Attenti con certi concetti di Dio Buono che è tutto misericordia... tipo Sacro Cuore, con la manina così e la faccia tutta ritoccata, tutto zucchero e miele, tutto soavino e tenerino..." (OR p. ). "La Chiesa Cattolica è piena di paganesimo e di idolatria" (PR p. 34). "...a Roma con i cardinali, la curia..., ognuno fa i fatti suoi, lì non c'è pastorale vera: in Roma mai stata una pastorale. È la peggio terra del mondo" (PR p. 183).

 

"Vogliamo formare nella parrocchia una comunità che sia segno. Questa comunità alla lunga cambia la pastorale e la struttura della parrocchia" (OR p...).

 

Questi messaggi vengono ben recepiti dai deboli di fede e dai delusi dalla Chiesa cattolica che cominciano a credere che la vera Chiesa stia nella Comunità. Dice Kiko: "Le CN sono la chiesa stessa che è qualcosa di molto diverso dal gruppetto delle signore della S. Vincenzo, da un gruppo di Azione Cattolica... è un cammino che ha la Chiesa perché se voi scoprite che l'Azione Cattolica non dà frutto, e non sapete dove andare, voi potete in questo cammino incontrare la fede" (1&grad;SCR p. 55). "Pensate quando sarete scrutati che state davanti a Gesù Cristo, anche se io sono un imbecille, una canaglia, un idiota, quando starai seduto parlando con me, in quel momento starai parlando con Gesù Cristo; noi facciamo un servizio nel suo nome e Dio c'ispira" (2&grad;SCR p. 90).

 

Nella fase della "modificazione" i membri incominciano a scorgere gli aspetti positivi della vita comunitaria: interesse e attenzione a chi mostra di avere qualche problema che lo assilla; clima di cordiale e festosa accoglienza; "convivenze" con cadenze mensili, che vengono accolte con entusiasmo dagli adepti, come evasione dalla "routine" quotidiana. La Comunità è vista come cosa buona e accettata e fatta propria. Colui che comincia a farne parte, inizia a percorrere quella spirale che qualche studioso ha identificato e collegato al processo di affiliazione alle sètte. L'individuo si allontanerà sempre più dal suo retroterra (affetti familiari, legami sociali, valori vitali). A mano a mano che si partecipa al Movimento si discende di spira in spira, perdendo di vista ogni altro riferimento, vedendo solo la realtà proposta dal gruppo.

 

Terzo stadio del processo: "ricongelamento".

 

All'inizio la scelta d'entrare nel Movimento poteva essere in qualche modo libera e consapevole, ma quando uno è entrato, viene trascinato in un vortice dal quale non riuscirà più a liberarsi e la comunità diventerà la cosa più importante della sua vita.

 

Kiko dice: "Quando siete entrati nella comunità, anche voi eravate politeisti e per voi la verità e la vita erano il lavoro, la famiglia, l'affermazione di voi stessi, i figli, la società, la macchina e fra tutte queste cose avevate anche la Comunità. A questo punto del Cammino, dopo quattro anni, le cose sono un po' diverse, e ora, poiché siete convinti che queste cose non vi danno affatto felicità, ora il Signore può dirvi: "Ascolta Israele, io sono l'amico, gli altri non sono dei" (SH p. 72). "C'è molta gente cui dà fastidio l'andare in comunità, ma non la possono lasciare perché la Parola gli ha aperto la verità del mondo e ormai non si possono più alienare perché... dove andrebbero? Se il sale perde il suo sapore ormai non serve a niente altro se non ad essere calpestato dagli uomini. Diventerai un uomo disgraziato, non servirai a niente, perché se almeno fossi come quelli che non hanno conosciuto il catecumenato e non sanno nulla, allora ti alieneresti con la T.V. o diventeresti socio della Roma e te ne andresti con grande illusione a vederla giocare ogni domenica. MA TU SEI STATO MARCATO A FUOCO E QUESTO NON TE LO PUO'TOGLIERE NESSUNO" (SH p. 103).

 

Con queste parole Kiko inchioda per sempre al Cammino gli adepti e non si fa scrupolo di lanciare maledizioni su quelli che, svegliandosi dall'incantesimo, in un momento di lucidità, volessero tornare indietro: "...Fratello mio, tu puoi tornare indietro: però attento! Attenti fratelli, perché Dio vi ha inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo. SE ANDATE VIA IL SANGUE DI GESU' CRISTO PER LA NOSTRA TESTIMONIANZA RICADRA' SU DI VOI ". (PR p. 412).

 

Se l'adepto mostra qualche segno di tentennamento i catechisti lo "sorreggono" ricordandogli che ha messo la sua firma sul Libro della Vita, cioè la copia della Bibbia della Comunità, nella cerimonia nota come Primo Scrutinio. Allora gli fu detto che era libero di non firmare e interrompere il "Cammino"; firmare voleva dire salvezza assicurata, non firmare perderla per sempre. "Ora, mettendo il vostro nome direte il vostro sì alla scelta che Dio ha fatto nei vostri confronti dall'eternità. Gioite per una cosa sola: i vostri nomi sono scritti in Cielo" (1&grad;SCR p. 143).

 

Il gruppo, diventa così la prigione in cui tutti, a sentire i catechisti sono liberi, ma nella realtà moralmente "incatenati". In questo clima di terrorismo psicologico, si svolgono gli "Scrutini", condotti da semplici laici, che si sostituiscono al sacerdote, e si erigono a confessori dei fratelli, dai quali pretendono di sapere le cose più intime della loro vita, che in questo modo diventa patrimonio di tutta la comunità. Sotto l'effetto del "lavaggio del cervello" i catecumeni vengono forzati a donare i propri beni. "L'uomo cerca la vita nei beni. Per questo nelle comunità venderete i beni. Questo non ditelo alla gente perché se ne andrebbero tutti di corsa" (OR p. 50). "...Se in paese corre voce che per entrare in questa comunità bisogna vendere i beni, nessuno viene più alle catechesi" (2&grad; SCR, p. 97). In molte convivenze la gente si ribella e non intende vendere i propri beni e pensa che deve fare una elemosinuccia... non capite" (SH p. 96).

 

Nella tappa che i NC chiamano "Secondo Scrutinio" Kiko arriva a chiedere ai catechisti di scrutare le persone secondo questi criteri:

 

se hanno cambiato mentalità;

 

se si sono provati con i beni;

 

se hanno fatto il Cammino.

 

Si può concludere che il problema nel Movimento NC non stia solo nei contenuti (decisamente incompatibili con la fede cattolica), ma anche nei metodi e nelle tecniche di indottrinamento, tendenti all'annientamento della personalità e al plagio delle persone psicologicamente deboli.

 

 

 

 

 

  Appello finale

Quanto tempo ancora dobbiamo aspettare, noi, vittime degli inganni del Movimento Neocatecumenale, prima che la Congregazione per la Dottrina della Fede si decida ad emanare un documento che possa fermare Kiko, Carmen e i loro catechisti che continuano a diffondere la loro falsa dottrina, spadroneggiando nelle parrocchie, con la presenza passiva di 'presbiteri'che 'garantiscono'l'ortodossia delle loro catechesi anche se sentono pesanti accuse rivolte alla Chiesa Cattolica?

 

Fino a quando permetterete col vostro silenzio che continuino a distruggere parrocchie e famiglie? Perché lasciare che i NC dicano che il Santo Padre li approva e li benedice quando sapete bene che dicono il falso? E se il Papa sa quello che tutti hanno scoperto, perché lasciare che sia compromesso con errori dogmatici disseminati nelle "catechesi" di Kiko e Carmen, di chiaro sapore ereticale, filoprotestanti, impartite da laici privi d'una adeguata preparazione teologica, in ore anche notturne e in un clima di massima segretezza, con una tecnica psicologica di indottrinamento tendente ad umiliare le persone abbassando l'autostima in modo da renderle recettive e più malleabili alle idee del Movimento?

 

E che dire delle gravissime conseguenze spirituali e psicologiche che molti devono subire, come la perdita di identità, l'insicurezza e le forme depressive che qualche volta portano al suicidio?

 

Quelli che vorrebbero abbandonare il Cammino non possono. Come uno entra nel gruppo viene travolto dagli impegni e dai compromessi e, pertanto, subisce, tace e ubbidisce ciecamente ai Catechisti che con maledizioni e minacce intimoriscono chi dia segni di tentennamento. Quelli che sono usciti chiedono aiuto alla Chiesa denunciando gli abusi ma sono considerati dei lebbrosi e nessuno li ascolta.

 

Con la vostra reticenza, voi screditate la figura del Sommo Pontefice e vi rendete responsabili di tanti peccati di persone che, deluse dal vostro atteggiamento, perdono la fede.

 

Dopo più di trent'anni si conosce ormai la dottrina di Kiko. Il segreto è stato svelato per merito di zelanti uomini di Chiesa che Voi conoscete bene e i cui libri sono stati messi dagli stessi nelle vostre mani. I tempi sono ormai maturi. A che serve tacere, coprire, aspettare? È forse lo scandalo che volete evitare? Dobbiamo fare i conti con Dio prima che con gli uomini di questa terra. Dinanzi al Suo tribunale dovremo tutti comparire: Papa, Vescovi e Cardinali compresi.

 

Basterebbe, senza creare scandalo, che tutti i Vescovi proibissero:

 

Le catechesi di Kiko e Carmen nelle parrocchie a porte chiuse con il loro pseudo-catechismo: il Vangelo va "gridato dai tetti"; il Catechismo che la Chiesa ha consegnato ai fedeli è uno solo!

 

La celebrazione eucaristica il sabato sera: voi sapete che i NC celebrano varie messe contemporaneamente, una per ogni gruppo.

 

Ciò è contro le norme che avete emanato. Nella Nota pastorale della CEI, 15 luglio 1984, "Il giorno del Signore", invitate a "non moltiplicare oltre il giusto il numero delle messe domenicali, e qua e là, anche delle messe festive del sabato sera", perché questa prassi di "messe contemporanee, risulta di grave pregiudizio per la cura pastorale e rischia di compromettere la verità della celebrazione festiva"?

 

Lo svolgimento del loro programma pastorale: obbligandoli a seguire il programma pastorale diocesano o parrocchiale.

 

E'giunto il tempo che ci diate risposte chiare!

 

Noi siamo stanchi d'aspettare. Affrettatevi ad intervenire prima che sia troppo tardi. Non vogliamo pensare d'essere stati traditi dai nostri Pastori. QUALE VERGOGNA SE TRADITE CRISTO, PER FAVORIRE KIKO!

 

 

 

 

 

 

 

(Augusto Faustini)

 

 

 

FAUSTINI " CAS. POST. 5111

 

00153 - R O M A OSTIENSE

 

LETTERA D'UN GIOVANE PADRE EX CATECUMENO

 

 

 

Ciao a tutti voi, lettori di questo sito e a tutti voi, che siete interessati capire cosa spinge le persone a prendere parte in maniera assidua, convinti e operosa, al punto da dedicare a questa attività religiosa quasi tutto il tempo della loro giornata e molto della loro economia.

 

Come tanti di voi ho partecipato a quest'esperienza coi neocatecumenali

 

La mia permanenza presso di loro è stata di circa otto anni giungendo insieme alla mia piccola comunità alla tappa definita del secondo passaggio Attualmente la mia ex comunità si sta avviando verso l'iniziazione della preghiera e io, insieme a mia moglie e a tanti altri fuoriusciti ci stiamo avviando verso la ripresa della libertà e al riordino della nostra vita.

 

Ho letto con piacere tutte le critiche che sono state mosse al CN e vi debbo dire che le condivido pienamente. Io non sono un esperto di dottrina cattolica ma, nel tentativo di avviarmi al diaconato permanente mi sono trovato a studiare, anche se non approfonditamente, la teologia sviluppata dalla chiesa cattolica (mi scusino per il minuscolo). Ho notato bene nella descrizione che fate del CN, che vi soffermate principalmente all'aspetto dottrinale, cioè alle aberrazioni che contengono le catechesi dei fondatori del neocatecumemato e alla discrepanza che i contenuti hanno rispetto all'ortodossia cattolica. Questa strada da voi intrapresa nel voler evidenziare, se pure a ragione, la differenza e i contrasti che vi sono nel movimento NC rispetto alla dottrina cattolica, senza dubbio è legittima e condivisibile dai molti addetti ai lavori e da coloro che frequentano gli istituti di religione, mentre rimangono all'oscuro tutti coloro che non riescono per nessun motivo a venire a contatto con la dottrina definita autentica del cattolicesimo.

 

A questo punto una domanda è d'obbligo.

 

E'mai possibile che un insegnamento operato indisturbatamente per trent'anni, col consenso dei parroci, del papa e, soprattutto, dei vescovi e dei cardinali, debba ritenersi gravemente contrario agli insegnamenti ordinari? Non sono proprio loro, cioè i prelati, anche se in maniera diversa, a decidere qual è la giusta strada da seguire? Il popolo di Dio ha i suoi maestri nei vescovi, i quali hanno da Dio il discernimento per decidere il bene di tutta la chiesa cattolica e della salvezza dell'uomo. Ora vorrei far notare che l'opera dei vescovi è insindacabile perché è Dio stesso a dare loro l'intelligenza per operare. E allora perché qualche prete ritiene di dover dare consigli e di dover far notare tali discrepanze ai vescovi? Forse il discepolo ne sa più del maestro? I vescovi cari lettori, sono quelli specializzati più di tutti in teologia, sono loro che hanno stabilito da sempre, la dottrina della chiesa, perciò conoscono ogni fondamento di tale dottrina. Allora perché li si invita ad essere attenti a ciò che crea il cammino NC, come se questo fosse effettivamente nato per volontà e saggezza di due poverelli che all'improvviso hanno scoperto la strada migliore per convertire i peccatori con le loro catechesi. E'cosa ben risaputa che nella chiesa cattolica nulla succede se un parroco non vuole, immaginiamoci un vescovo. Allora credo di poter concludere questa mia prima osservazione considerando che il cammino NC ha preso vita e si è potuto diffondere sul territorio cattolico grazie, e soprattutto, alla disponibilità offertagli dal papa, prima, dai vescovi dopo, e dai parroci successivamente. Perciò sarebbe opportuno finirla di criticare sempre le stesse persone, quali Kiko e Carmen, le quali, a mio avviso hanno seguito il loro istinto di sopravvivenza, trovando nel mondo cattolico una grande collaborazione soprattutto, ripeto, in quelle persone preposte a salvaguardare l'autenticità degli insegnamenti. E'su questi ultimi che bisogna far cadere tutta la responsabilità di ciò che di male questo movimento ha prodotto in trent'anni.

 

Vorrei ora esprimere l'analisi che ho fatto riguardo al successo che il cammino NC ha riscosso, e tutt'ora riscuote, presso le persone che vi prendono parte. Mi permetto di aggiungere subito, per chiarezza di intenti, che questo successo non è ascrivibile alla discrasia che vi è nelle catechesi ma piuttosto per il contenuto che esse offrono all'uditore, come, del resto, non dipende dal modo di come queste vengono impartite ai catecumeni al di dentro del movimento, a porte chiuse e a notte fonda, ma è dovuto soprattutto al grande fascino che tutto il movimento nel suo insieme svolge nell'immaginario collettivo di essere la vera chiesa di Gesù Cristo. Ad avallare questa convinzione è l'acquiescenza al movimento e il silenzio volutamente operato dalla gerarchia ecclesiastica in tutti questi trent'anni. Il punto nevralgico di questo successo parte proprio da questa convinzione che va via via prendendo quota negli itinerari del neofita: d'essere la chiesa che Gesù ha scelto in questo tempo per salvare l'umanità dal peccato. Il fatto che dei semplici laici, per lo più cattolici non praticanti, si trovino un giorno da soli, riuniti insieme da un sentire comune, senza l'oppressione dell'autorità preposta a gestire ogni parte della loro vita religiosa, come ad esempio la liturgia della parola e quella eucaristica, dove in quest'ultima, persino il celebrante occupa un posto marginale, dì per se, è già per molti un motivo di novità e di incoraggiamento a procedere su una strada che sembrerebbe avere del miracoloso. Come è possibile che dal nulla, dei semplici impiegati, operai, disoccupati, casalinghe riescano in così breve tempo a scavalcare tutto un ordinamento burocratico e a sedersi in cattedra da dove impartiscono lezioni di teologia? Come è possibile che dei comuni esseri mortali all'improvviso possano parlare, pubblicamente e senz'essere smentiti da nessuno, ad una assemblea ben attenta e desiderosa di sapere di Gesù, spiegando a proprio modo e alternandosi tra di loro, esprimendo il proprio pensiero sul cristianesimo. Ecco che ci troviamo di nuovo di fronte all'inizio dell'era cristiana dove abbondavano le interpretazioni sulla persona di Gesù e dove tutti si sentivano chiamati a partecipare alla discussione.

Cessato questo periodo storico con la santa inquisizione, il cammino NC riapre all'interno dello stesso cattolicesimo una breccia per coloro che, all'interno di questa chiesa, si sono sempre sentiti come degli emarginati. Sì perché nella chiesa cattolica l'egemonia è del parroco. I laici occupano un ruolo di subalternità e sono chiamati ad una partecipazione passiva alla vita ecclesiale e liturgica della chiesa, al contrario di ciò che avviene nelle comunità di Kiko.

 

Il cammino NC spazza via in un solo colpo ogni egemonia ecclesiastica azzerando del tutto 2000 anni di storia della chiesa cattolica, annullando ogni forma di subalternità dei laici ai preti. I partecipanti si riappropriano dell'autorità di gestire la propria vita spirituale, di interpretare la bibbia come meglio pensano, creando essi stessi, e solo tra loro, una nuova chiesa che, a detta loro, è quella vera, dove conta il proprio carisma, con al vertice il più carismatico di tutti, benedetto e voluto da Dio, fiorente come Gesù:

 

Kiko, il mito atto secondo, al quale si deve obbedienza e rispetto.

 

I catechisti del cammino debbono muoversi compatibilmente con gli orientamenti indicati dal suo fondatore, ma solo relativamente ai passaggi. Per il resto, ogni catechista e ogni partecipante è reso libero di decidere secondo il discernimento che gli proviene da Dio, in ordine al grado e al ministero che svolge, perché per i catecumeni il loro servizio di catechisti è paragonabile proprio a quello dei vescovi. Il decidere chi tra i partecipanti debba assumere il ruolo di guida (responsabile) della comunità; come l'organizzare convivenze e ritiri; partecipare alle pastorali della parrocchia; essere inseriti nel consiglio parrocchiale; correggere i fratelli che si trovano in errore; decidere chi deve accedere al servizio di ministro straordinario; chi deve animare con i canti, le diverse liturgie; eleggere o confermare il respon­sabile, che dal secondo passaggio in poi eserciterà anche le funzioni di dia­cono; scrutinare e decidere le penitenze da impartire ai candidati catecume­ni; evangelizzare nuove comunità; raccogliere nuovi fondi per il diffondersi del cattolicesimo. Tutto ciò esercita sul catechista una forte presa, cosicché i primi fautori del kikismo sono proprio loro questi nuovi discepoli del terzo millennio, i catechisti che, armati di tanto interesse e di tanta disponibilità, vivono per fare in modo che il cammino non cessi mai di andare avanti, a costo anche di grossi sacrifici economici. D'altronde ne va della loro stessa vita, offerta in tanti anni al servizio di se stessi, nel tentativo di edificarsi sempre più in un contesto religioso che li vede come dei capi condottieri verso una meta comune che è quella di risultare il vero sèguito di Gesù.

 

L'unico dazio da pagare è la decima mensile, un nulla rispetto ai privilegi che ottengono nell'esercitare tali funzioni. Nel tempo si vede come le comu­nità di Kiko si sfoltiscono sempre più, fino a giungere alle fusioni tra loro, per ridare vitalità in seguito all'avvenuta decimazione.

 

Molti di quelli che rimangono sono proprio coloro che hanno sviluppato

 

un ruolo attivo all'interno della comunità come responsabili, catechisti,

 

ostiari, cantori, ministri straordinari, nonché coloro che si sono resi disponibili per entrare nei seminari e nei conventi. E tutto il resto della comunità?

 

-         In quanti erano, in partenza, i partecipanti a questa esperienza? 60,80,100?

 

-         Quanti ne sono ora, alla soglia del secondo passaggio? 10,12,15?

 

-         Quanti ne saranno dopo un anno o due dal secondo passaggio? 7,10?

 

-         Quanto costa mediamente a persona la loro permanenza nelle comunità di Kiko ogni anno? Si ha una stima?

 

-         Quanto costa, in termini di tempo e di impegno, la sosta nelle comunità di Kiko, perché ciascuno cresca in questo cammino di fede verso Dio?

 

-         E' possibile che Dio abbia voluto accentrare su di sé, in maniera assoluta, l'attenzione di queste persone. distraendole da tutte le altre attività di vita sociale? Dio vuole forse condurre tutti costoro alla santità, oppure alla povertà economica? Altrimenti come si costruirebbero la 'Domus Galileae'e i seminari; e come rimpinguare vescovi e cardinali acquiescenti, se non ci fossero persone di questo tipo, da mungere come mucche e da spremere come limoni? Forse è proprio qui che bisognerebbe cercare la chiave d'interpretazione per capire il mistero di tanto successo che il cammino NC riscuote tuttora. Una ricchezza immensa che va in giro per il mondo, ed è offerta a tutti quegli ecclesiastici che aprono nelle loro diocesi e parrocchie la porta al neocatecumenato.

 

Ora io mi chiedo: è mai possibile che persone colte e ben preparate, come c'è ne sono tante a guida dei cattolici, lascino agire indisturbatamente per oltre trent'anni persone ignoranti e retrograde come Kiko e Carmen, col loro seguito di catechisti non inculturati alla dottrina cattolica, senza mai porre seriamente fine a questa loro escalation nell'ambito della chiesa cattolica. Il parrocchiano normale di tutti i giorni, con tutta la sua buona volontà, non riesce a distinguere la differenza che passa tra la chiesa di Kiko e quella dei vescovi, soprattutto perché entrambe occupano lo stesso territorio parroc­chiale: i banchi dove essi si siedono appartengono alla medesima chiesa; le persone preposte, come i parroci, sono ministri autorizzati dalla stessa chiesa. Come può un semplice parrocchiano accorgersi della differenza sostanziale che passa tra una catechesi di Kiko ed una di un monsignore, se neanche i parroci la percepiscono? Anzi è proprio per questi che con la loro presenza attestano che lì v'è la garanzia della ecclesialità, che molti semplici, spiriti

 

buoni, pieni d'entusiasmo, si lasciano guidare dal cammino, fino a subire ui vero plagio come è capitato pure al parroco di . nonostante la sua preparazione. In questi casi sorge il dubbio: il parroco sa ed è connivente, o è ignorante della dottrina della chiesa cattolica? Cosa ci guadagna in tutto questo?

 

Ora il nocciolo della questione, che voi mai avete sfiorato neanche col pensiero, dovrebbe essere il seguente. E'vero, come si evince dalle vostre testimonianze che adducete a prova della vostra tesi per confutare le venti dottrinali del cammino NC, che questo oltre a non essere in linea coi principi dottrinali della chiesa procura anche non poche sofferenze di ordine psi­cologico ed economico a coloro che vi partecipano, in quanto sprecano il loro tempo e sciupano i loro soldi dietro al cammino? I danni che la chiesa gerarchica con la complicità di Kiko lascia perpetrare ai danni di ingenui e sprovveduti uditori sono risarcibili? Ho letto nel vostro sito che tra le persone che hanno lasciato il cammino NC qualcuno, a seguito del plagio subito, si è tolto la vita. E'vero? Non sarebbe il caso che vi rivolgeste alla magistratura, così da aiutare tutte le persone che inconsapevolmente, e spinte solo dal desiderio di riscattare la propria vita vengono a trovarsi in queste situazioni di sofferenza psicologica al punto da dover ricorrere, in molti casi, a cure di specialisti?

 

In conclusione voglio dire che la mia esperienza all'interno del cammino NC è da ritenersi complessivamente negativa per i seguenti motivi:

 

1.  Perché promette di farti fare l'esperienza della fede adulta, e questo mai succede. Anzi, col passare del tempo si diventa sempre più dubbiosi verso la fede, intesa come scelta individuale, libera e razionale. Cresce, invece, il senso di appartenenza al movimento e la psicodipendenza dal cammino NC fino a rifiutare ogni altra forma di possibile socializzazione.

 

2.  Perché impegna troppo seriamente le persone che avrebbero diritto di vivere una vita propria, libera da condizionamenti esterni e meno dedita alla ricerca di cose futili, come l'illusione d'essere dei veri cristiani, i pre­scelti, i santi, coloro che vestiranno la veste bianca della conversione pas­sata attraverso la tribolazione che si vive nel cammino.

 

3.  Perché dopo tanto tempo trascorso ad aprire e chiudere la bibbia, a leggere il vangelo, ad ammonire, a catechizzare, si è più ignoranti di prima, circa la dottrina della chiesa, e non si sviluppa una benché minima cultu­ra dottrinale che potrebbe essere utile anche nello svolgimento d'un ser­vizio all'interno della parrocchia o della diocesi perché, di fatto, si apprendono cose riservate esclusivamente al cammino NC.

 

4.  Perché alla fine capisci che sei un uomo solo in cerca di qualcosa che, forse, a guardare come vanno le cose lì dentro e nella chiesa cattolica, non può esserci in quell'ambiente. E pertanto sei costretto ad emigrare in cerca di spazi nuovi e di nuove idee, libere da interessi personali che riducono

 

l'uomo ad una larva umana, come capita nel cammino NC, dove tutti dipendono da tutti, e la menzogna segue la menzogna. Furbescamente sin dall'inizio non indicano e non spiegano in che cosa consistono quelle catechesi agli adulti, e chi effettivamente le impartisce, in nome e per conto di chi, e a quale scopo. In tutto questo c'e' una silenziosa ma costante connivenza con i catechisti e con Kiko da parte dei parroci, innanzitutto, e poi dei vescovi e dei cardinali. Lo scopo è semplicemente quello di defraudare il parrocchiano approfittando della sua buona fede e del suo entusiasmo nel vivere il cristianesimo. Questa cosa si ripete nella chiesa cattolica, come in tutte le altre chiese, da tempo immemorabile.

 

In conclusione bisogna scagionare Kiko e Carmen e tutti i catechisti del cammino NC perché sono stati autorizzati e in molti casi anche spronati, se non dai vescovi personalmente, sicuramente dai loro collaboratori quali i parroci. Tant'è che prima di iniziare ogni nuova evangelizzazione l'equipe di catechisti si riunisce nella parrocchia da evangelizzare per ricevere l'investitura formale da parte del preposto o del suo incaricato del luogo, che gli conferisce pieno mandato missionario.

 

Qualcosa si dovrebbe fare, invece, per tutte quelle persone che vittime di questo terrificante inganno rischiano di danneggiarsi economicamente e psicologicamente, dando via il proprio patrimonio economico, anche con la semplice decima mensile, oppure perché danno la propria vita, facendosi preti, dopo sette/otto anni di lavaggio di cervello, subìto nel cammino NC. Come sprecare parte importante del proprio tempo per seguir un illusioni-sta che si è saputo prendere gioco, dapprima dei vescovi, poi dei preti, e infine della gente più sprovveduta, e questo, nel vano tentativo di seguire Gesù!

 

In questo caso consiglierei di raccogliere quanto più materiale è possibile per dimostrare l'intento truffaldino e mistificatorio, che ha il cammino NC, e rivolgersi alla magistratura affinché apra un'indagine sullo sfruttamento psicologico ed economico che avviene nelle comunità catecumenali, ai danni delle persone.

 

Attendo una risposta soprattutto dal responsabile del sito ma anche da tutti coloro che vogliono intraprendere un'iniziativa che miri a risolvere il problema.

 

 

 

Saluto tutti i lettori cordialmente.

 

 

 


Risposta di Don Elio

 

 

 

Grazie, Lello, del FAX inviatomi il 3 luglio scorso. M'hai fatto venire le lacrime agli occhi per la passione che ti ha animato a scrivermi con forza e schiettezza delle verità tragiche per te e per milioni di persone che, 'ignare del pericolo che si cela nella chiesa cattolica, hanno fatto l'esperienza impegnativa e onerosa del Cammino Neocatecumenale per adulti', e scottanti per quanti nella Chiesa hanno responsabilità e colpevolmente non si sono informati e non sono intervenuti.

 

Tu certo hai letto solo il sunto del mio libro 'SEGRETI DEL CAMMINO NC'perché se l'avessi letto tutto avresti trovato risposta a quasi tutte le tue provocatorie, ma giuste domande.

 

Volutamente nel mio libro non v'è una denuncia esplicita di plagio e non uso il termine di 'Associazione a scopo fraudolento'alle quali tu fai cenno. Il motivo è doppio:

 

1)  La Corte Costituzionale, in data 18.06.1981, ha ritenuto incostituzionale l'art. 603 del Codice penale perché 'im preciso e indeterminato'e ne ha raccomandato la riformula­zione. L'articolo recitava così: Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da 5 a 15 anni?. Questo vuoto legislativo ha dato la possibilità ai manipolatori della mente di agire indisturbati usando le tecniche più sofisticate, senza correre alcun pericolo legale. Non esperto in materia, ho fatto solo qualche cenno ed ora aspetto che altri più competenti di me studino il fenomeno e collaborino a smascherarlo.

 

2)  Per quanto riguarda la qualifica di 'Associazione a scopo fraudolento'ed il dovere di smascherarla e denunciarla all'autorità giudiziaria, posso condividere il tuo giudizio, ma non posso andare oltre, perché io non ho mai partecipato a nessuna Comunità. La mia esperienza coi NC era limitata al servizio nelle 'Penitenziali'e ad una Missione Popolare'che s'è rivelata come 'Annuncio delle Catechesi'. Nelle confessioni ho spesso corretto molti per come si confessavano, per il concetto che avevano di peccato e per la personale irresponsabilità. Nella 'Missione', poi, dopo la 4^ conferenza ho contestato per iscritto al 'presbitero'che guidava l'équipe di 'missionari', gravi errori dottrinali che non potevo tollerare fossero annunciati ai miei parrocchiani. Pur riconoscendo in lui ottime intenzioni ed entusiasmo, al limite del fanatismo, gli ho ricordato i suoi limiti intellettuali palesi a tutti. Non ha risposto ad alcuna delle mie contestazioni, ma s'è limitato a dirmi che egli si fidava ciecamente d'un 'presbitero'intelligente e bravo, e dando ordine al 'capo-missione'di maledirmi.

 

Qui s'inserisce il tuo discorso sulle responsabilità oggettive dei parroci responsabili, dei Vescovi, dei Cardinali e dello stesso Sommo Pontefice, che 'hanno raccomandato vivamente e sostenuto con fervore ogni iniziativa dei NC'.

 

Credo proprio che i NC siano degli infiltrati nella Chiesa Cattolica, e che, con inganno si siano presentati a parroci, Vescovi, e allo stesso Sommo Pontefice, ottenendo interessate accondiscendenze e raccomandazioni. Questi segreti interessi, unitamente

 

all'ostentazione dei 'buoni frutti', hanno avuto una funzione soporifera e ritardato, per oltre trent'anni, quell'esame delle dottrine e quel controllo della prassi, indispensabili ('ineludibili'come dice ora il Papa nella lettera al Card. Stafford, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici) prima di accettare e di presentare come realtà ecclesiale questa proposta cristiano-cattolica.

 

Il Movimento, invece, con colpevoli connivenze, ha ottenuto di poter aprire decine di seminari in tutto il mondo e di far ordinare, a tutt'oggi, oltre 1700 sacerdoti per questa 'Nuova Evangelizzazione'. Non posso non condividere la tua indignazione per questo colpevole ritardo nel controllare 'il proprio podere'. Da cinque anni,finalmente, il Papa è venu­to a conoscenza di tanti errori dottrinali e di prassi non ortodosse e pertanto ha dato ordi­ne, alle Congregazioni competenti, di farsi consegnare i loro testi (oltre 3.000 pagine di ciclostilati che avevano sempre negato d'avere e di seguire), di studiarli, di correggerli e di continuare a seguire il Movimento nella sua attività futura. Sono passati ormai cinque anni dacché il Papa ha segnalato degli 'adempimenti ineludibili', ma la bozza degli Statuti, ripresentata senza tenere conto delle osservazioni e correzioni proposte dalle Congregazioni Vaticane, è stata respinta per ben due volte e, ripetutamente presentata a seguito della pres­sante raccomandazione del Papa al Card. Stafford, è stata sempre respinta. L'ultimo appun­tamento era fissato per il 6 (8) dicembre 2001, ma Kiko non si è neppure presentato. Nei giorni successivi c'è stata una processione di Monsignori e di Vescovi che dal Vaticano si sono recati alla Villa di Kiko, per supplicarlo di correggere i punti 'ineludibili'cui faceva cenno la lettera del Papa e ad accettare le condizioni proposte dalle Congregazioni compe­tenti in materia, ma Kiko s'è mostrato sempre irremovibile, specie per le richieste di corre­zioni sull'Eucarestia e sulla Riconciliazione. Nel contempo, però, ha fatto spargere voce che presto sarebbero stati approvati: il 6gennaio (secondo Javier), il 13 (secondo Kiko) festa del Battesimo del Signore, e ora si dice entro febbraio...!!!

 

Dopo l'ultima lettera del Papa, qualche presbitero ha detto: Finché il Papa non vi approva, voi non potete più considerarvi espressione della Chiesa Cattolica?. Altri invece, (come P. Bonaventura dei Conventuali di Pescara) hanno strappato con rabbia e indignazione la Lettera del Papa al Card. Stafford, o non l'hanno fatta conoscere ai membri delle loro Comunità. Il momento è topico ed ha un'importanza decisiva per il prossimo futuro. Cosa succederà? Secondo me, i NC moltiplicheranno le loro apparizioni in pub­blico accanto al Papa, ai Vescovi, e parteciperanno a tutte le Convenzioni come quelle per la Nuova Evangelizzazione (che prima snobbavano, perché non erano i protagonisti), quasi a cercarsi una legalizzazione che tarda a venire (e che forse non avverrà mai). Continueranno ad ignorare le voci dei dissidenti, come la tua e la mia e, nella impossibilità, si sforzeranno di sminuirne il valore inventando e spargendo calunnie infamanti e screditanti ogni testimonianza. I 'presbiteri', prima coinvolti entusiasticamente, poi compromessi e resi ricattabili, si troveranno nella spiacevole e umiliante posizione di dover ammettere errori, negligenze e omertà, e di dover venire allo scoperto scegliendo, in modo palese a tutti, se stare con la Chiesa di Gesù o con questo Movimento settario.

 

Non sarà cosa semplice, né indolore. Saranno momenti difficili per tutti, a partire da chi ha avuto le maggiori responsabilità. Ognuno però dovrà fare la sua parte. Io povero parroco di campagna e di nessuna cultura, ho cercato di fare e continuerò a fare la mia parte segnalando errori e storture secondo quanto m'è dato di scoprire. Tu, e quanti come te hanno vissuto e sofferto sulla loro pelle quest'inganno diabolico, dovete dare 'con fermezza e forza'le vostre testimonianze, 'denunciando anche all'autorità giudiziaria'i torti subiti. Finalmente anche qualche teologo è venuto a conoscenza (forse attraverso il mio lavoro) di quest'ammasso d'errori già autorevolmente segnalati dal teologo passionista Enrico Zoffoli, e altri saranno presto messi al corrente di queste realtà finora inimmaginabili. Qualcuno ha iniziato. Ora è importante continuare a parlare e a contestare senza paura di 'perdere', in questo mondo se crediamo nella vita eterna. Allora i Vescovi e i Cardinali, che forse prima di noi giungeranno al 'porto sospirato', potranno decidersi a rivedere i loro giudizi e ad assumersi le loro responsabilità.

 

Non è facile far giungere queste contestazioni al grosso pubblico. I NC hanno raggiunto un grande potere, subdolo ma reale, nella Chiesa e fuori della Chiesa. Io stesso per pubblicare questo mio lavoro non ho trovato collaborazione tra le Editrici cattoliche che non hanno voluto 'compromettersi'. eccetto l'Edizione Segno di Udine. Solo pochi giornalisti laici finora si sono prestati a fare articoli sul loro giornale: Giampaolo Di Jorio (Messaggero), Vittoria Prisciandaro (Jesus) e l'Agenzia ADISTA n. 9/2002.

 

Anche senza la potenza di questo mondo, ognuno di noi deve fare la sua parte con coraggio e senza desistere alle prime difficoltà. Solo allora la verità trionferà e con la verità anche la giustizia, spero. Sono certo che colui che ha creato questo grande inganno e che ha spillato miliardi alla povera gente per 'riempire le casse del Vaticano'(com'ebbe a dire Kiko al Card. Ruini e a 150 Vescovi convenuti al Circo Massimo per il raduno dei Giovani NC al termine delle GMG) pretenderà, certo, la restituzione con gli interessi. Ma i veri truffati siete voi. Non riesco però ad immaginare come possiate essere risarciti. La Chiesa è venuta incontro alle giovani coppie che chiedono la dichiarazione di nullità del loro matrimonio, pagando quasi per intero le spese processuali. Qualcosa del genere, ma in proporzioni enormemente maggiori, potrebbe avvenire per quei milioni di persone che, tratte in inganno, hanno dato con fiducia ogni loro bene alla 'Chiesa', come veniva fatto credere loro. E'un'utopia, certo, ma oso sperare che qualcosa accadrà.

 

Ciao Lello. Con stima e simpatia per la tua schiettezza. Don Elio.

 

 

 

Ho preferito la lettera d'ampio respiro apparsa sul sito internet anziché la pepata e-mail inviata a me personalmente, perché questa riguardava soprattutto la responsabilità dei sacerdoti. Ritengo infatti che nella Chiesa tutti dobbiamo sentirei responsabili e far di tutto per impedire violenze, plagi e ingiustizie d'ogni genere, da qualsiasi parte provengano. Io ho cercato e cerco di fare la mia parte, ma anche a te il Signore domanderà conto del tuo fratello e allora come risponderai?!?

 

LETTERA D'UN GIOVANE AL SUO VESCOVO

 

 

 

Egregio Monsignore, sono un ragazzo trentenne della Vostra Diocesi e vi scrivo questa lettera per raccontarVi quanto mi sta accadendo.

 

Sono figlio di una famiglia comune, figlio di genitori che hanno speso la loro vita al servizio della famiglia; cresciuto col proposito di mettere a frutto i preziosi insegnamenti impartiti dai miei cari e dalla dottrina cattolica, la quale ha radicato in me, fede, speranza e orientamenti ben definiti. 

Ad certo punto della mia vita ho conosciuto una ragazza, coetanea, figlia di persone semplici, una famiglia molto simile alla mia. Tra noi è sbocciato quel fiore che si chiama amore. Un gran privilegio trovare una donna credente nei valori della fede cristiana: mi sono sentito veramente fortunato. Iniziavo così a frequentare questa ragazza, intelligente, laureata, sensibile, impegnata in un gruppo, addirittura come responsabile. Anche se non sapevo cosa fosse il movimento neocatecumenale, ho sempre pensato a un gruppo simile a quelli dell'Azione Cattolica, che per molti anni ho frequentato pure io, ignorando totalmente quanto mi si è poi rivelato. Alcuni comportamenti anomali, quali gli impegni progressivamente sempre più frequenti, con incontri anche cinque volte la settimana e giornate intere di convivenze; un inaridimento progressivo delle relazioni familiari e delle amicizie, tanto da negare la propria presenza anche in occasione di cerimonie e sacramenti; un distacco dai problemi e dalle responsabilità che la vita d'oggi ci pone; un atteggiamento ostile al dialogo qualora io chiedessi informazioni o confronti sulle pratiche e dottrine di questo movimento, sono gli elementi scatenanti che, oltre a compromettere fortemente il nostro rapporto di coppia, mi hanno spinto ad approfondire le mie conoscenze.

 

In un primo momento ho parlato al presbitero della comunità neocatecumenale, perché m'illuminasse e riuscissi così, a darmi pace. All'incontro ho voluto fosse presente la mia ragazza, proprio per sottolineare la volontà di mettermi in discussione, limpidamente e serenamente. Il sacerdote, seppure molto sottilmente, mi rimproverò di non essere un buon cristiano, perché il buon cristiano, come la mia ragazza, è il neocatecumeno che mette esclusivamente e assolutamente al primo posto la preghiera a Dio, indipendentemente da ogni altra necessità e impegno. Tutto viene dopo! Mi disse: vedi, se devi scegliere se prestare assistenza a tuo padre che ha bisogno di cure o andare in comunità a pregare con i neocatecumeni, è giusto andare a pregare: a tuo padre ci penserà Dio. Oppure: per andare a pregare, i figli si lasciano alle baby sitter. Nelle nostre comunità, i genitori, fra l'altro con molti figli, si comportano così. Le opere saranno anche buone ma la sola cosa che salva è la fede?.

 

Ho subito pensato ai sacrifici dei miei genitori nell'affrontare la miseria, dedicandosi totalmente senza nessuna riserva alla famiglia e a chi manifestasse qualche bisogno; edu­cando me e i miei fratelli alla carità cristiana, al volontariato, all'ascolto, alla condivisione, al lavoro come servizio, il tutto sempre accompagnato dalla preghiera. Ma a parere di que­sto sacerdote, questa fede fatta di sacrifici, servizi e opere verso i fratelli, è fede di serie B!

 

Queste affermazioni sono rimbombate dentro di me, probabilmente per la mia ignoranza teologica e per la mia fede 'sempliciotta', ma non riuscendo ora, ancora di più a darmi pace, mi sono confidato prima con miei familiari, successivamente con il parroco, poi con altri sacerdoti della diocesi con conoscenze specifiche, prendendo contatto infine con associazioni e sacerdoti che a livello nazionale, da anni trattano e scrivono su que­sto argomento. Sono ancora stupefatto di quanto mi si è rivelato! Oltre a trovare una chiave di lettura a tante domande che mi ponevo sempre più di frequente, a causa dei comportamenti anomali sopra elencati, ho trovato molte testimonianze di sacerdoti e di umili fedeli. Mi sembra che tutto sia torbido: celebrazioni contemporanee per ogni comunità, rigorosamente chiuse (eccezionalmente ho potuto partecipare alla messa con non pochi problemi, per quanto riguarda invece l'incontro della parola a metà settimana, categoricamente non mi è mai stato permesso), celebrazioni in scantinati che ancora di più danno il senso di chiusura e dell'occulto. In futuro, le belle chiese che abbiamo e che tanta spiritualità infondono, verranno abbattute e ci troveremo a pregare nei garage delle nostre case? La messa per loro è solo per loro, il sabato sera, quasi notte, con riti e forme che certo Voi sapete.

 

Da qualche settimana è cominciata la catechesi? per la conversione? di nuove anime. Ho avuto modo di leggere gli avvisi affissi alle porte della chiesa, ho ascoltato il celebrante che dopo la messa ha invitato i fedeli, ho ascoltato la testimonianza di una giovane coppia che anni fa ha frequentato le catechesi traendo benefici indescrivibili. D'accordo, ma in nessun foglio e da nessuna bocca è uscito il termine movimento neocatecumenale?. Eppure i catechisti sono neocatecumeni e la dottrina che impartiscono è neocatecumena le. Cosa spinge un movimento e le persone che vi aderiscono a non gridare al mondo chi si è? Si vuole forse occultare qualche cosa? Ho partecipato agli incontri: la prima sera e solo a questa. al centro dei relatori è stato messo un frate. Il suo intervento si è limitato ad un gentile 'Buonasera?, ma la sua presenza ha dato ufficialità e legittimità al movimento. Dopo una misera premessa sul significato di cammino neocatecumenale? (niente di più di quanto si possa trovare in un'enciclopedia), sono iniziate le relazioni da parte dei catechisti, i quali si definiscono teologicamente ignoranti, non avendo fatto studi particolari, ma illuminati. Affermano: vogliamo raccontare la nostra esperienza di riscoperta della fede, il nostro processo di ricristianizzazione?. E'deprimente constatare invece, che queste persone recitano a memoria, non le loro esperienze, ma i discorsi di Kiko raccolti nel testo Orientamenti alle équipes di catechisti per la fase di conversione?. Una sera successiva mi sono portato da casa i testi, e Vi posso garantire, che le esposizioni rispettano anche le virgole. Ma questi testi non sono uno dei motivi per i quali il movimento, per ben due volte, si è visto respingere il proprio statuto? Ma allora questa può ancora chiamarsi catechesi? Ma allora questi signori tanto zelanti si possono definire catechisti illuminati? Stiamo parlando di una stessa chiesa o di un'altra parallela? Se è la stessa, quale è l'intenzione: unire o dividere?

 

Mi risulta a causa della mancanza di uno statuto, il Santo Padre abbia delegato a Voi

 

Vescovi la guida di questa fase transitoria. Sembra però che questa situazione intermedia? giovi solo al movimento, che trovando appoggio in alcune realtà, continua ad agire liberamente, mettendo in bella mostra i sacerdoti compiacenti, purché rimangano in rigoroso e assoluto silenzio (come constato nelle catechesi) o rispettino il ruolo assegnato loro dalla dottrina NC (come constatato nelle messe) e, ovviamente, mettendo in cattiva luce chi come Voi, ha cercato di dare delle disposizioni ben precise che però ostacolano le loro pratiche.

 

Ho letto le disposizioni del Santo Padre (ultima dell'aprile u.s.) e anche le Vostre, Egregio Monsignore,   Era dall'ultima Santa Pasqua che mi chiedevo perché la Veglia di quella notte non potesse essere celebrata nella diocesi di... ma bisognasse andare in quella di ...  Ora forse lo so, ma sicuramente, Voi sa prete molto altro. Non voglio fare valutazioni a proposito di altri aspetti quali le donazioni?, le decime? e manipolazioni della mente?. Vi manifesto solo il mio rammarico nel constatare che in Italia ci sono dei familiari di militanti, costretti a ricorrere a esposti e denuncie, tali da avviare indagini da parte della Procura. L'esasperazione cui oramai si è giunti, ha prodotto proprio nel settembre scorso, l'avvio di una petizione popolare con il fine di reintrodurre il reato di plagio. Sono questi i frutti della religione cattolica? Sono convinto di no, ma non posso fingere di non aver visto e sentito nulla.

 

Ecco perché, Egregio Monsignore, ho deciso di scriverVi, accennandoVi solo una parte di questa mia triste storia, con la speranza e preghiera che Voi, tra i molteplici impegni, riusciate a trovare un piccolo spazio di tempo e manifestarmi il Vs pensiero. Vorrei precisare inoltre, che io non vivo questa vicenda solo come problematica di coppia, ma soprattutto, e ribadisco soprattutto, come volontà di capire dove mi sta portando questa fede su cui ho fondato i principi cardine della mia vita e che finora ho cercato con la mia umiltà e i miei limiti, di testimoniare agli altri. Perciò, indipendentemente dalle sorti che spetterà alla mia relazione, la mia coscienza mi spinge a vedere e capire, bussando ora alla Vostra porta e successivamente a quelle che si renderanno necessarie.

 

Ritengo che una persona sia libera di fare le scelte che ritiene più opportune e come tali, devono essere rispettate. Ma per scegliere bisogna conoscere. E'dovere del movimento informare gli aderenti e gli aspiranti, è diritto di questi, essere informati.

 

Nell'attesa di un VS cenno Vi porgo i miei saluti e Vi ringrazio di questa lettura.

 

 

 

Fiorenzo

 

 

 

 

 

 

 

Quel giovane ha avuto risposta adeguata dal suo Vescovo e anche se ha fatto scoperte sconvolgenti, è, e rimarrà sempre credente.

 

Quanti altri, giovani e non giovani; sacerdoti e laici, aspettano ancora una risposta che tarda ad arrivare!?!?

 

 

 

 

 

 

 

TESTIMONIANZA D'UN EX - NEOCATECUMENALE NOSTALGICO

 

Carissimo don Elio, ti ringrazio per la pazienza che hai sempre avuto nell'ascoltarmi al telefono, e per l'aiuto e la forza che hai dato a me e a mia moglie nel momento in cui stavamo per uscire dal Cammino, e per il sostegno che continui a darci perché non abbiamo a sentirci soli! Il tuo libro ci ha fatto capire tante cose. Ora io vorrei esternarti ciò che ancora mi assilla ricordando la vita vissuta nel Cammino.

 

Vorrei iniziare ricordando la domanda che credo riveli molto bene le vere finalità del Cammino e che ci veniva fatta ogni qualvolta dovevamo fare un passaggio. La domanda era: Tu prima del Cammino, com'eri? Dì fatti concreti!?. Secondo me questa domanda voleva far credere che il CN doveva essere il centro della vita del fedele o dell'adepto. All'evidenza il messaggio che si voleva far passare era: In principio c'era il buio. Ora c'è la luce, grazie a noi catechisti e alle nostre catechesi!?. Quando ci siamo trovati a rispondere, a questa come ad altre domande simili, abbiamo pensato con trasporto ed esaltazione alla 'schifezza'di come eravamo.., e a tutti quei 'macelli'che avevamo fatto nella nostra vita. Così si esprimevano i catechisti e ci facevano credere che era stata una grazia grande l'aver incontrato loro.., e l'essere stati illuminati dalla Comunità.

 

Di tanti anni trascorsi in Comunità, quello che maggiormente mi torna in mente è la schifezza, il senso di disprezzo e tante altre parole negative che ci venivano ripetute con molta esagerazione fino all'esasperazione. Trasportati dall'esperienza comunitaria che sta­vamo vivendo, siamo stati tutti omologati secondo un disegno centralizzato nella figura del catechista. Questo disegno si realizzava nella vita ordinaria del Cammino e nei vari passaggi, quando si analizzavano i doni e le grazie, per far luce sulla nostra vita e per veder chiaro quello che eravamo realmente. Questi doni e queste grazie ci venivano svelati dagli stessi catechisti che giudicavano  il nostro operato spirituale secondo criteri prestabiliti dal Cammino e che a noi erano sconosciuti. Col passare degli anni ci s'identificava sempre venivano dati dai catechisti che c'invitavano a scrutare sempre più profondamente nella nostra vita e ci invitavano ad accogliere la Parola di Dio che ci avrebbe svelato i nostri mali e le negatività che albergavano dentro di noi, latenti insieme al demonio.

 

più con i consigli che ci

Secondo il Cammino non ci si deve scandalizzare della nostra vita, o di quello che siamo, o di quello che i catechisti dicono di noi. Molto spesso gli stessi catechisti, con spi­rito profetico, ci ripetevano il concetto che il disegno della salvezza, a volte, passa per l'esperienza del peccato, perché poi la grazia di Dio ci rialza facilmente.

 

Secondo me all'interno del CN c'è anche qualcosa di buono: l'indottrinamento attraverso letture evangeliche; le ricerche storiche su figure bibliche; lo spirito di preghiera che deve pervadere la nostra vita. Questo ci aiutava a crescere nella fede e ci faceva prendere coscienza dell'aspetto religioso della nostra vita.

 

Ma tutto ciò era completamente guidato da una catechesi di costrizione e da una pedagogia che standardizzava tutti, facendoci obbedire ciecamente e rispondere alle domande del catechista che toccavano sempre più la coscienza e la vita intima. Ciò accadeva come in una sorte d'inquisizione operata alla luce di qualche Parola presa dal Vangelo. I catechisti

 

scrutavano e scavavano dentro di noi, nelle relazioni familiari o interpersonali. A nostra volta, poi, dovevamo essere introspettivi e analizzare le azioni più intime, commesse in nome delle nostre idolatrie che avevano condizionato la nostra vita o la vita di altri. Le risposte, poi, dovevamo scriverle su di un foglio. Alcune risposte venivano lette in pubblico, a volte anche in presenza d'un presbitero. Ci veniva dato un indirizzo autoritario e noi dovevamo accogliere tutto con molta riverenza. In quei momenti i catechisti avevano un comportamento simile a quello d'uno psicologo o ad una guida spirituale. La loro direzione rasentava e trasfigurava il mandato profetico. Si sentivano e si presentavano come mandati dalla Chiesa e si vantavano di questa investitura e di questo mandato.

 

Non è mia intenzione polemizzare, ma ricordo che a volte, durante gli scrutini, qualcuno veniva sottoposto quasi ad un supplizio. La cosa che più sorprendeva era il silenzio del presbitero, che non interveniva neppure in quei momenti. Non tutti i sacerdoti che assistevano a questi scrutini si comportavano così. Qualcuno ha avuto il coraggio di denunciare apertamente alcune cose, ma è stato criticato e screditato. I catechisti, poi, condizionavano i fratelli della Comunità facendo intendere che chi non appoggia questa realtà, non può capire lo spirito del Cammino e aggiungevano che il CN era approvato dal Papa e dalla Chiesa, che fra poco avrebbe approvato anche lo Statuto riconoscendo pienamente questo tipo di Movimento religioso. A volte invitavano anche qualche presbitero non NC, ma era solo per presiedere a liturgie eucaristiche, alla Parola o alle Liturgie penitenziali. Tutto questo allo scopo di dare un'immagine sacra e, allo stesso tempo, per dare credibilità al Cammino e al suo operato in mezzo agli uomini.

 

Una cosa mi ha fatto molto male: l'isolamento! Ad un certo punto ho cominciato ad esprimere dubbi nei confronti del Cammino e a segnalare cose che mi sembravano molto discutibili. Anche altri fratelli hanno condiviso questi miei dubbi, ma quando vicino ai dubbi io ho messo l'idea di abbandonare la Comunità, attorno a me s'è fatto il vuoto. Gli stessi 'fratelli'con i quali negli anni avevamo condiviso tante esperienze comunitarie, tanti momenti forti, tante preparazioni e feste liturgiche, tanti compleanni e scampagnate.. ., tutti mi hanno girato le spalle. Non mi hanno più chiamato, come facevano una volta, neanche per sentire come stavo. Veramente qualcuno mi ha chiamato, ma solo per invitarmi a una convivenza alla presenza dei catechisti, perché avessi la possibilità di confrontare con loro i miei dubbi.

 

Io penso che nella nostra unica vita, sia giusto avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità. E'giusto che siamo noi stessi a scegliere, dovendo rendere conto solo a Dio e al nostro confessore. Non è scritto da nessuna parte che bisogna affidarsi ad un laico e farsi guidare ciecamente da lui senza avere il minimo dubbio nei suoi confronti e nei confronti di quello che egli dice. Come può pretendere un laico che io debba dire le cose riguardanti la mia sfera intima, familiare, o la mia coscienza? Non scrivo questo per caso. Col passare del tempo m'era sembrato che nella Comunità l'unica cosa importante, sicura e rassicurante fosse solo quella che ci veniva detta dai catechisti. Il coraggio di giudicare con la propria testa veniva giudicato come una ribellione o come una tentazione demoniaca che si parava davanti alla nostra vita. Ma ribellione da chi, da che cosa? Mi chiedevo io.

 

Ricordo con tristezza che chi lasciava la Comunità (e ciò avveniva sempre nel corso dei passaggi) era compatito per la sua scelta e giudicato un debole e guardato con misericordia. Quando qualcuno voleva uscire dalla Comunità, i catechisti, con spirito profetico, gli prospettavano quel che sarebbe diventata la sua vita se non avesse più seguito il Cammino e gli dicevano che doveva seguire i loro consigli perché erano giusti e veritieri. Essi si presentavano come angeli, come profeti mandati da Dio. Se poi qualcuno abbandonava la Comunità senza dar retta alle loro ammonizioni minacciose, allora cercavano di dare un senso di sicurezza a coloro che rimanevano dentro e additavano come un rinnegato, come (per dirla grossa) uno che ha abiurato la propria fede chi abbandonava la Comunità.

 

Ecco perché si ha tanta paura di lasciare la Comunità!

 

Io mi chiedo cosa succeda dentro la testa del fedele Neocatecumenale ortodosso, che si trova dentro in buona fede. Credo, anzitutto, di dover ricordare e considerare con molta serietà, ciò che ci veniva detto in alcuni passaggi, e cioè, che tra noi e Dio c'era stata un'Alleanza che avevamo sancito mettendo la nostra firma su di un foglio che era stato posto sopra la Bibbia della Comunità. Tutto ciò era avvenuto nel passaggio e nel rito del Secondo Scrutinio. Si trattava di un patto fatto direttamente con Dio, attraverso i catechisti, in qualità di profeti. e alla presenza del sacerdote.

 

Questo è solo uno dei punti di condizionamento. Altri erano dati dalle espressioni proclamate con forza, del tipo: Fuori della Comunità non esiste una realtà religiosa che come la nostra vi parli direttamente delle vostra vita! Non esiste un Cammino che vi porti a vivere la Parola di Dio che si incarna nella vostra storia! Se però tu decidi di andartene, fratello, fallo adesso Coraggio! alzati e vattene! Però ricordati di una cosa: il Signore oggi è passato e tu non l'hai accolto! Oggi tu apri il tuo cuore! Ti puoi conver­tire! Coraggio! Noi siamo venuti per te. Siamo venuti a portare il kerigma che il Signore è morto ma, per te, per me, è risorto. Non è vero che la tua vita è uno schifo: oggi tu puoi cambiare! Puoi appoggiarti a questa croce! Non guardare alla pochezza dei tuoi catechi­sti! Noi siamo mandati dalla Chiesa solamente per portarti un messaggio: che tu ce la puoi fare, ti puoi risollevare! Se tu oggi decidi di andartene dalla Comunità, sappi una cosa (e noi dobbiamo dirtelo, che tu ormai sei sale nella tua famiglia, tra i tuoi colleghi. Fuori di qui rischi di diventare insipido, calpestato dalla tua storia, calpestato da tutti!?.

 

Per non farla troppo lunga, queste sono alcune frasi prese qua e là da catechesi e da ammonizioni fatte dai catechisti ad alcuni fratelli. Ho voluto trascriverle per dare un'idea del clima psicologico e della presunzione di certe affermazioni.

 

Un'altra cosa mi faceva stare tanto male. Durante gli incontri (che avevano luogo sempre in tarda serata) nelle varie interrogazioni c'erano domande del tipo: Tu preghi? Come preghi? Dai la decima ogni mese? Perché non dai la decima??. Tutto questo per me era pazzesco! Non c'era un briciolo di rispetto della libertà altrui. Ora, mentre sto scrivendo questa testimonianza, mi sembra di esagerare, però è proprio quello che ho vissuto e che ho sentito in tutti quegli anni!

 

Un altro aspetto inquietante mi ha fatto riflettere assai. Se qualche fratello faceva

 

notare contraddizioni evidenti fra ciò che diceva il catechista e ciò che diceva il direttore spirituale, il poveretto veniva rimproverato severamente. Ricordo una sorella che esponendo un problema di natura familiare, faceva notare una netta discrepanza tra i consigli che le davano e quelli del confessore. Il catechista allora ha ricordato certe cose del passato, che la sorella aveva rivelato nei famosi scrutini segreti, lanciandole degli anatemi del tipo: Tu non puoi parlare perché semini zizzania dentro la Chiesa! Sappi che il tuo modo di fare porta solo a chiamare in causa lo Spirito Santo perché Egli difende la Chiesa! Perciò ti ammonisco dicendoti: Fai quello che ti diciamo noi! E se non ci dai retta ti accadrà questo... e quest'altro...!?. Arrabbiata e disperata, la cara sorella entrò in crisi per qualche settimana, ma purtroppo tornò a chiedere perdono al catechi­sta, riconfermandolo, così, profeta della sua vita.

 

Quando penso a quell'episodio mi viene da pensare che nel Cammino il catechista sia come un padre e la Comunità come una madre protettrice. Ogni aderente rimane sem­pre legato al suo cordone ombelicale, ben ancorato al padre catechista.

 

A volte mi vengono in mente delle situazione tragicomiche alle quali ho assistito: proselitismi tra gli stessi parenti; esaltazioni delle cariche gerarchiche date dai catechisti ad alcuni fratelli. In alcuni momenti di relax vissuti insieme a qualche 'fratello'confermato catechista, m'è capitato di parlare di Dio o della Comunità. Tutto bene fintanto che si era concordi, ma non appena il discorso toccava il Cammino e le opinioni divergevano, allora quel fratello cambiava tono di voce e impersonava il catechista, sia nel parlare, che nell'atteggiarsi.

 

Ho notato anche una diffusa spersonalizzazione. Mi colpiva molto il vocabolario fatto di frasi ed affermazioni tipiche del Cammino. Con l'andare del tempo, attraverso un lungo processo, quasi tutti i fratelli si uniformavano al modo di parlare tipico del Cammino. Non è mia intenzione gettare discredito sul Cammino perché ho visto anche tante cose buone e non ho alcun strumento valido di tipo teologico per poter controbattere alcune eresie di fondo. Voglio sperare però che i fratelli abbiano il coraggio di dubitare, di non farsi condizionare, di riappropriarsi della loro vita, scegliendo secondo la loro coscienza morale.

 

Mi rendo conto che ora mi manca tanto un gruppo, una comunità, per poter continuare ad avere una formazione religiosa. Ora però vedo nella mia famiglia una grande opportunità di formazione comunitaria. Qui mi confronto con mia moglie, coi figli e con la grazia di Dio. L'esperienza che ho vissuto nel Cammino mi ha certo condizionato. Ho capito che le Comunità Neocatecumenali (o altre realtà religiose che tendono a fare gruppo) dovrebbero avere l'intenzione sincera di aprirsi di più: dovrebbero confrontarsi con altre realtà e mettersi sempre in discussione. Nel caso dei Neocatecumenali, poi, non dovrebbero più continuare ad analizzare, a vedere solo difetti, esasperandoli. Dovrebbero coltivare ed alimentare l'ottimismo. Dovrebbero avere la capacità di non prendersi troppo sul serio, per ridimensionarsi, per cercare la pace e la serenità nel gruppo.

 

In sintesi, mi sembra d'aver trovato nella Comunità tanto pessimismo. Il fratello catecumeno vive per vent'anni un'esperienza in stato confusionario che lo fa incentrare la sua vita sul catechista, che lo plasma, lo rende fragile, insicuro, bisognoso di sicurezza, che solo le catechesi di Kiko, trasmesse dai catechisti con autorità e pedissequamente, gli possono dare.

 

Il Cammino Neocatecumenale è un'esperienza :veramente mortificante!

 

Carissimo don Elio, ecco ciò che ho sentito il bisogno di scriverti per darti modo di capire il mio stato d'animo, e per avere da te, una paro1a di guida e di conforto!

 

Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e per le parole illuminanti che vorrai ancora indirizzarci!

 

Chiedo la sua benedizione per me e per la mia famiglia..

 

T. M.

 

 

 

 

  CONSIDERAZIONI FINALI

 

Se questi sono i frutti, chissà come sarà la -pianta che li ha  prodotti!

 

Che pensare dei tanti sbandierati come buoni (conversioni, seminari, sacerdoti, itineranti), ma prodotti dalla stessa pianta?

 

A conferma delle mie perplessità riporto un sunto, una lettera apparsa sul sito internet: che Mons Luigi Bommarito, Arcivescovo di Catania, ha inviato ai NC della sua Diocesi.

 

Dopo aver ringraziato Dio "per la ricchezza, la varietà  e la vivacità pastorale incontrate nelle Comunità parrocchiali, nella Vita religiosa, nelle Associazioni, nei Movimenti e Aggregazioni ecclesiali? della sua diocesi, in sintonia col Santo Padre, egli reputa le aggregazioni dei fedeli come 'un dono di Dio',   un'ondata di grazia; le accoglie con gratitudine e le valorizza responsabilmente. Come pastore, è stato sempre presente per incoraggiare, benedire, stimolare, promuovere e correggere aspetti ed espressioni problematiche (per difetto o per eccesso); ha seguito le CN con stima e affetto, ma anche con alcune perplessità, discutendo i problemi con i responsabili, sia dentro che fuori la Diocesi. Ma fa notare che rimangono tante perplessità di tipo teologico-pastorale e che, queste, si riscontrano dappertutto, nell'ambito di molte Chiese locali italiane (e non solo italiane)

 sia sul piano delle idee che sul piano delle esperienze concrete vissute con sofferenza.

 

Ritardando l'approvazione del Cammino da parte del Santo Padre, egli ritiene opportuno far luce e dare precise risposte alle richieste di chiarimento rimaste finora inevase. Avendo frequentato le catechesi da sacerdote, a Monreale, espone loro le ragioni che da sempre l'hanno lasciato perplesso, ed elenca alcuni aspetti del Cammino che gli sembrano bisognosi di necessarie, pertinenti e urgenti spiegazioni".

 

1.  Il catechista si appropria indebitamente della potestà giurisdizionale che è propria del sacerdozio ministeriale. AI presbitero viene  riconosciuta (concessa) la funzione cultuale e funzionale dell'ordine sacro, mortificandolo e quasi privandolo della naturale funzione giurisdizionale che è parte integrante dell'ordine stesso.

 

2. Nel Cammino s'insiste pesantemente sulla nullità dell'uomo e sull'incapacità di aprirsi, senza l'aiuto del Cammino Nexatecumenale.

 

3. Citando interventi e testimonianze di molti Vescovi, fa notare che si continua a celebrare la Messa privata il sabato sera e la Veglia d Pasqua creando confusione, malumori e disagi pastorali; dando importanza alla partecipazione esclusiva dei più qualificati, divide e contrappone i fedeli in Chiese parallele (l'una di serie A e l'altra di serie B) incapaci di riconoscersi fratelli.

 

4. Mentre i carismi dovrebbero essere per il bene di tutta a parrocchia, i NC (come altri Movimenti) strumentalizzano il bene comune per garantire il loro carisma, assolutizzando scelte e imponendo il loro metodo come se fosse insuperabile e unico rispetto a tutti gli altri e, (per alcuni) l'unico salvifico.

 

5. Ha constatato con amarezza che nelle parrocchie, dove sono presenti i NC, non è facile la convivenza e la collaborazione con le altre realtà ecclesiali. E'necessario che si sintonizzino col piano e con gli indirizzi del Pastore della Diocesi.

 

6. Il messaggio di Gesù è libero e liberante, mentre il CN si mostra intransigente e sembra camminare sull'imperativo categorico, cadendo in un fondamentalismo integralista che fomenta divisioni e separatismi, creando ghetti e pericolose chiesuole nella Chiesa di Dio, nata per essere un'unica grande famiglia del Padre.

 

7. Gli 'Scrutini'fatti da un laico, spesso scarnificano le coscienze, con domande che nes­sun confessore può fare. Da secoli la Chiesa ha abolito le confessioni pubbliche!

 

8. Nella Lettera al Card. Stafford, il Santo Padre chiede attento e accurato discerni­mento alla luce degli indirizzi teologico-pastorali. I giudizi sulla bontà del Cammino non sono sempre e tutti concordi e, pertanto, chiede molta riflessione prima di conti­nuare il Cammino in maniera sicura e definitiva.

 

Dopo aver dato atto della presenza dello Spirito di Gesù che li ha portati a compiere opere pastorali degne d'ammirazione perché realizzate con sacrificio di tempo, di affetti, di danaro e con gesti di zelo missionario, per il bene delle comunità parrocchiali, egli chiede chiarezza e adeguati cambiamenti di prassi di pastorale; invita a modificare ciò che è modifica bile, a correggete ciò che è opportuno e urgente correggere, per vivere serenamente insieme con tutti i fedeli delle parrocchie, nella comunione tanto voluta da Gesù; chiede di riesaminare i passi compiuti per rivederli e per renderli autentici, alla luce della Ecclesiologia Conciliare, del Catechismo della Chiesa Cattolica, degli Orientamenti del Piano Pastorale dell'Episcopato Italiano e degli Orientamenti del proprio Pastore. Questo attendono le Comunità parrocchiali dal carisma dato dal Signore ai NC e che, si spera, sia riconosciuto dallo Spirito attraverso l'approvazione dello Statuto, da anni presentato alla Santa Sede.

 

 

 

 

 

Queste riflessioni sono di un Vescovo che, in sintonia con altri Vescovi, ha fatto esperienza personale; constata due Chiese parallele; ritiene la cosa tanto grave da sentire il bisogno d'intervenire, nonostante la ventilata, imminente, approvazione degli Statuti. E gli altri Vescovi sanno queste cose? Se sanno, perché non intervengono! Chi può capire, capisca!

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