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Il leader della setta come psicopatico

I gruppi e le relazioni di tipo settario nascono principalmente per soddisfare specifiche necessità emotive dei leader, molti dei quali soffrono di un qualche disturbo emozionale o della personalità. Pochi, o quasi nessuno, dei leader si sottopongono a test psicologici o prolungati colloqui clinici che consentano una diagnosi accurata. Comunque, i ricercatori e i medici che hanno osservato questi individui li descrivono variamente come nevrotici o psicotici, in uno spettro che evidenzia caratteristiche nevrotiche, sociopatiche e psicotiche; o li descrivono come sofferenti di un disturbo della personalità conclamato.

 

Non è nostra intenzione in questa sede fare una diagnosi onnicomprensiva, né intendiamo affermare che tutti i leader delle sette o i leader di qualunque gruppo qui menzionato siano psicopatici. Nel rivedere i dati, comunque, possiamo supporre che ci sia una disfunzione psicologica significativa in alcuni leader e che il loro comportamento riveli caratteristiche che ben si associano al disturbo noto come "psicopatia".

Il dr. Robert Hare, a livello mondiale uno dei maggiori esperti in questo campo, stima che ci siano almeno 2 milioni di psicopatici nell'America del Nord. Egli scrive: "Gli psicopatici sono predatori sociali che affascinano, manipolano, e si fanno largo nella vita in maniera spietata, lasciandosi dietro una scia di cuori infranti, di aspettative andate in pezzi, e di portafogli vuoti. Completamente privi di scrupolo e di empatia, egoisticamente prendono ciò che vogliono e fanno come vogliono, violando le norme sociali e le speranze, senza il benché minimo senso di colpa o pentimento".

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Il profilo di uno psicopatico

Nel leggere il profilo, tenete presenti le 3 caratteristiche che Robert Lifton considera comuni ad una situazione di tipo settario:

1. Un leader carismatico che diventa sempre più oggetto di venerazione;

2. Una serie di procedure che possono essere ricondotte alla "persuasione coercitiva" o alla "riforma del pensiero";

3. La tendenza alla manipolazione 'dall'alto' con sfruttamento - economico, sessuale o d'altro tipo - dei 'cercatori' che sono spesso in buona fede e portano idealismo 'dal basso'.

Basandoci sugli elenchi delle caratteristiche della psicopatia stilati da Hervey Cleckley e Robert Hare, esaminiamo ora alcuni tratti che sono particolarmente pertinenti ai leader delle sette. Le 15 caratteristiche delineate più avanti elencano gli aspetti comunemente riscontrati in coloro che diventano autori di abusi psicologici e fisici. Nella disamina, usiamo i termini "psicopatico" e "leader del gruppo settario" indifferentemente, considerandoli intercambiabili...


Non stiamo insinuando che tutti i leader settari siano psicopatici, ma piuttosto sosteniamo che essi possono mostrare molte delle caratteristiche comportamentali di uno psicopatico. Inoltre non vi stiamo proponendo di usare questo elenco per fare una diagnosi, che deve rimanere di pertinenza esclusiva di un professionista esperto. Presentiamo la lista come strumento che possa aiutarvi ad individuare e smascherare i tratti che probabilmente avete notato nel vostro leader.

1. Parlantina sciolta / fascino superficiale
La disinvoltura nel parlare è un'impronta caratteristica degli psicopatici. Sono in grado di usare il linguaggio senza sforzo, per abbindolare, confondere e convincere. Sono dei narratori accattivanti. Sprizzano sicurezza di sé e sanno tessere una ragnatela che invischia gli altri e li trascina nell'orbita dello psicopatico. Soprattutto, sono persuasivi. Spesso hanno la capacità di distruggere con le parole i loro critici o disarmarli emotivamente.


2. Capacità di manipolare e raggirare
I leader dei gruppi settari non riconoscono l'individualità o i diritti degli altri, il che rende ammissibili tutti i comportamenti egoistici. Il segno distintivo dello psicopatico è la 'manovra' psicopatica, che è essenzialmente manipolazione interpersonale basata sul fascino. Il manipolatore si mostra disponibile, accattivante, perfino suadente o seduttivo, ma è velatamente ostile, dispotico.
[La vittima] è percepita come un aggressore, un concorrente, o semplicemente uno strumento da usare. La manipolazione inevitabilmente diventa estrema e non è più arginata dal principio di realtà. In altre parole, non ci sono freni al comportamento dello psicopatico - qualunque cosa può fare al caso suo. Lo psicopatico divide il mondo tra stupidi, peccatori e lui stesso. Si libera dei forti sentimenti di paura e rabbia dominando e umiliando le sue vittime. E' particolarmente soddisfatto quando, attraverso l'esibizione del fascino, fa della sua vittima un alleato - un procedimento qualche volta descritto come "vampirismo emotivo" o "terrorismo emozionale". Esempi di questo tipo di manipolazione sono frequenti nella letteratura di Jonestown e di altri gruppi settari. Prevale specialmente nella relazione settaria in cui c'è "sovrapposizione", in cui c'è coinvolgimento diretto con il manipolatore.

3. Megalomania
Il leader del gruppo settario sente di poter avanzare dei diritti. Pensa che tutto gli sia dovuto. Assorbito dalle sue fantasie, deve essere sempre al centro dell'attenzione. Si presenta come l'illuminato estremo, uno strumento di Dio, un genio, il leader dell'umanità, e qualche volta anche il più umile tra gli umili. Ha un'insaziabile necessità di essere adulato e di avere sèguito. La sua megalomania può anche essere una difesa contro il vuoto interiore, la depressione, e un senso di scarsa importanza. La paranoia spesso si accompagna alla megalomania, rinforzando l'isolamento del gruppo e la necessità di difendersi da un ambiente percepito come ostile. In questo modo, si crea una mentalità del "noi contro loro".

4. Tendenza patologica alla menzogna
Gli psicopatici mentono con freddezza e facilità, anche quando è evidente che non stiano dicendo il vero. E' quasi impossibile per loro essere sempre sinceri su un argomento, importante o no che sia. Mentono senza una ragione evidente, anche quando sembrerebbe più facile e più sicuro dire la verità. Questo viene talvolta definito il "folle mentire". Mettere a nudo le loro bugie può provocare una rabbia imprevedibilmente intensa o semplicemente un sorriso simile a quello del Buddha.

Un'altra forma di menzogna tra i leader dei gruppi settari è nota come "stravaganza pseudologica", un'estensione del mentire patologico. I leader tendono a creare un complesso sistema di credenze, spesso relativo ai loro poteri e alle loro capacità, in cui essi stessi qualche volta restano intrappolati. "E' spesso difficile determinare se le bugie siano un'effettiva distorsione illusoria della realtà o se siano espresse con l'intenzione, più o meno conscia, di ingannare. Questi manipolatori raramente sono pensatori originali. Plagiari e ladri, di rado indicano i veri iniziatori delle idee, spesso cooptandone la paternità. Sono estremamente convincenti, efficaci nell'espressione dei loro punti di vista, e abili nel superare i test della "macchina della verità". Per loro, la verità oggettiva non esiste. L'unica "verità" è qualunque cosa raggiunga meglio il risultato che possa soddisfare le loro esigenze. Questo tipo di opportunismo è molto difficile da comprendere per coloro che non sono psicopatici. Per questa ragione, i seguaci sono più inclini ad inventare o appoggiare tutti i tipi di spiegazioni e di giustificazioni logiche per le evidenti incongruenze nel comportamento: "So che il mio guru deve avere una buona ragione per far questo", "Lo ha fatto perché mi ama, anche se la cosa mi fa soffrire".


5. Mancanza di rimorso, vergogna o senso di colpa
Nel fondo dello psicopatico si annida una rabbia profonda, che è dissociata (cioè psicologicamente separata dal resto dell'io) e repressa. Alcuni ricercatori teorizzano che questo sia dovuto all'essersi sentiti abbandonati nella prima o primissima infanzia. Qualunque sia l'origine emotiva o psicologica di ciò, gli psicopatici considerano coloro che li circondano come oggetti, obiettivi, o opportunità, non come persone. Non hanno amici, hanno vittime e complici - e questi ultimi finiscono spesso per diventare vittime. Per gli psicopatici, il fine giustifica sempre i mezzi. Così non c'è spazio per sentimenti di rimorso, vergogna o colpa. I leader si sentono giustificati in tutte le loro azioni, dal momento che si considerano i supremi giudici morali. Niente può fermarli.


6. Emozioni superficiali
Mentre può accadere che i leader rivelino le emozioni in modo molto diretto, più di qualche volta essi esibiscono una reazione calcolata, per ottenere un certo risultato. Raramente rivelano una gamma di emozioni e ciò che si vede è superficiale, nella migliore delle ipotesi, finto nella peggiore. Sentimenti positivi di calore, gioia, amore e compassione sono più simulati che realmente vissuti. I leader non vengono toccati da cose che turberebbero una persona normale, mentre possono andare su tutte le furie per cose insignificanti. Sono spettatori della vita emotiva degli altri, forse invidiosi e sprezzanti nei confronti di sentimenti che non possono provare o capire. Dopo tutto, gli psicopatici sono freddi, con emozioni superficiali, e vivono nel loro mondo proprio, privo di luce.

Nascondendosi dietro la "maschera della normalità", il leader del gruppo settario manifesta i sentimenti solo finché servono ad un ulteriore scopo. Può assistere ad azioni di assoluta cattiveria, o anche ordinarle, senza provare un briciolo di emozione. Si cala in un ruolo di controllo totale, che egli recita fino in fondo. Ciò che più viene promesso nei gruppi settari - la pace, la gioia, l'illuminazione, l'amore e la sicurezza - sono obiettivi che sono per sempre fuori dalla portata del leader, e così anche dei seguaci. Dal momento che il leader non è sincero, non lo sono neanche le sue promesse.

7. Incapacità d'amare
Pur ponendosi come "incarnazione vivente dell'amore di Dio", il leader ha il tragico difetto di non essere in grado di dare o ricevere amore. Invece vengono proposti dei sostituti dell'amore. Un esempio tipico potrebbe essere l'affermazione del guru secondo cui la sua eventuale malattia o sventura (altrimenti inconciliabili con la sua condizione di illuminato) sono causate dalla profondità della sua compassione per i suoi seguaci, per cui egli assume su di sé il loro karma negativo. Non solo gli adepti sono tenuti ad accettare questo come prova del suo amore, ma devono anche sentirsi in colpa per le loro manchevolezze! Diventa impossibile per i seguaci sconfessare questa affermazione, una volta accettate le credenze del gruppo.

Il tremendo bisogno del leader di essere amato si accompagna ad un'altrettanto forte sfiducia per l'amore offertogli dai suoi seguaci; ne deriva la necessità di mettere alla prova gli adepti, spesso in maniera indescrivibilmente crudele e dura. La loro resa incondizionata è un requisito imprescindibile. In un gruppo settario, per esempio, una madre fu indotta a dire improvvisamente ai suoi due figli che amava più il leader che loro. Poi, come prova della sua devozione, le fu chiesto di rinunciare alla custodia dei figli perché le fosse concesso di stare con il suo leader. L'amore del guru non viene mai messo alla prova: deve essere preso per buono così com'è.

8. Bisogno di stimoli

I comportamenti estremi, all'insegna del brivido, spesso al limite della lettera o dello spirito della legge, sono comuni tra gli psicopatici. Un tale comportamento talvolta si giustifica come anticipazione del 'martirio': "So di non avere molto da vivere: quindi il mio tempo su questa terra deve essere vissuto al meglio". "Certo anch'io ho il diritto di divertirmi o peccare un po' ". Questo tipo di atteggiamento diventa più frequente man mano che il leader si deteriora dal punto di vista emotivo e psicologico - il che accade comunemente.

I leader dei gruppi settari vivono ai limiti, mettendo costantemente alla prova le credenze dei loro seguaci, spesso con comportamenti, punizioni e regole sempre più bizzarri. Altri meccanismi di stimolo si presentano in forma di esplosioni inattese, apparentemente spontanee, che spesso si connotano come offese verbali e qualche volta punizioni corporali. Lo psicopatico prova una fredda indifferenza per le cose intorno a lui, tuttavia la sua glaciale freddezza può rapidamente trasformarsi in rabbia, sfogata su chi lo circonda.

9. Cinismo / mancanza di empatia

Gli psicopatici sono pronti ad approfittare degli altri, esprimendo totale disprezzo per i sentimenti di chiunque. La sofferenza altrui non è importante per loro. Per quanto intelligenti, perspicaci e piuttosto abili nel valutare le persone, essi non creano veri rapporti con gli altri. Usano le loro abilità sociali per sfruttare, abusare, ed esercitare potere.

Gli psicopatici sono incapaci di nutrire empatia per la sofferenza delle loro vittime. Nello stesso tempo, fa parte del sistema di negazione usato dalle vittime l'incapacità di credere che qualcuno che loro amano così tanto possa deliberatamente e cinicamente ferirle. Quindi diventa più facile razionalizzare il comportamento del leader come necessario per il "bene" generale o individuale. L'alternativa per gli adepti sarebbe affrontare l'improvvisa e opprimente consapevolezza di essere vittime, ingannate e usate. Una tale ammissione intaccherebbe il più profondo senso di sé della persona, quindi quest'ultima tenderà a negare l'abuso, per un meccanismo di autodifesa. Quando e se il seguace diventa consapevole dello sfruttamento, sente che si è compiuto uno scempio tremendo, uno stupro spirituale.


10. Scarso controllo del comportamento / Natura impulsiva

Come i bambini piccoli, molti psicopatici hanno difficoltà a gestire le loro emozioni. Fa paura essere vicini ad adulti in preda a sbalzi dell'umore. Rabbia e abusi, che si alternano a manifestazioni d'amore e approvazione, producono un circolo vizioso sia per l'autore dell'abuso, sia per la sua vittima e nello stesso tempo si genera un senso di disperazione in quest'ultima. Tale dinamica è stata individuata anche nei casi di abusi domestici e di violenza sulle donne. Il leader agisce con una certa regolarità - spesso in privato, qualche volta in pubblico - di solito tra l'imbarazzo e lo sgomento dei suoi seguaci e degli altri osservatori. Può agire sessualmente, nella maniera aggressiva degna di un criminale, spesso con rabbia. Chi potrebbe mai controllare qualcuno che creda di essere onnipotente, onnisciente, e di avere diritto a soddisfare ogni desiderio, qualcuno che non abbia il senso del limite, che non si preoccupi minimamente dell'impatto delle sue azioni su quanti lo circondano?
Generalmente questo comportamento aberrante è un segreto tenuto ben nascosto, noto soltanto ad alcuni adepti. Gli altri vedono solo la perfezione. Queste tendenze sono ascrivibili alla necessità di stimoli che lo psicopatico avverte e alla sua incapacità di tollerare la frustrazione, l'ansia e la depressione. Spesso il comportamento incoerente di un leader deve essere razionalizzato o dal leader stesso o dal seguace, in modo da mantenere in piedi una certa coerenza interna. Spesso questo viene considerato un aspetto dell'ispirazione divina e separa ulteriormente coloro che hanno potere da coloro che non ne hanno.


11. Precoci disturbi del comportamento / Delinquenza giovanile

Gli psicopatici hanno frequentemente alle spalle una storia di difficoltà comportamentali e di rendimento scolastico. Spesso riescono a cavarsela raggirando gli altri studenti e gli insegnanti. Sono stati frequenti i loro incontri con le strutture preposte alla cura del disagio giovanile. Altrettanto prevalenti sono le difficoltà nel tessere relazioni tra pari e nello sviluppare e mantenere le amicizie, notevoli problemi di controllo, e altri comportamenti aberranti come rubare, appiccare incendi, molestare il prossimo.

12. Irresponsabilità / Inaffidabilità

Per nulla preoccupati per le conseguenze del loro comportamento, gli psicopatici lasciano dietro di loro le macerie delle vite e dei sogni altrui. Possono dimenticare del tutto o ignorare la devastazione che hanno causato agli altri, cosa che non considerano né un loro problema, né una loro responsabilità.

Gli psicopatici raramente ammettono la colpa dei loro fallimenti o dei loro errori. La ricerca di un capro espiatorio è comune, come anche l'incolpare i seguaci, o gli esterni al gruppo, la famiglia dell'adepto, lo Stato, un qualche Satana: in ogni caso, tutti tranne il leader. L'attribuzione della colpa può seguire una procedura ritualizzata, come un processo, un atto di 'denuncia' da una poltrona scomoda, o una confessione pubblica (a quattr'occhi o davanti al gruppo). L'attribuzione di responsabilità rafforza potentemente la passività e l'obbedienza, producendo nei seguaci senso di colpa, vergogna, terrore e conformismo.


13. Promiscuità sessuale / infedeltà

Promiscuità, abusi sessuali sui minori, poligamia, stupro ed esibizioni sessuali d'ogni tipo sono praticati spesso dai leader dei gruppi settari. All'opposto, c'è spesso un controllo sessuale stringente sui seguaci, attraverso tattiche quali l'imposizione del celibato, matrimoni combinati, induzione a separazioni e divorzi, allontanamento dei figli dai loro genitori, induzione all'aborto o imposizione delle nascite. Per gli psicopatici, il sesso è innanzi tutto una questione di controllo e di potere.

Accanto a questo comportamento c'è un'enorme irresponsabilità non solo per le emozioni dei seguaci, ma anche per le loro vite. In una setta, per esempio, si incoraggiavano i rapporti sessuali promiscui, anche quando si sapeva che uno dei leader al vertice del gruppo risultava positivo all' HIV. Questo tipo di noncuranza nei confronti degli altri non è raro nell'universo dello psicopatico.

La fedeltà coniugale è rara nella vita dello psicopatico. Vi sono abitualmente innumerevoli testimonianze di relazioni extraconiugali e di atti a sfondo sessuale su seguaci adulti e bambini di entrambi i sessi. Il comportamento sessuale del leader può essere tenuto nascosto a tutti, tranne a chi è incluso nella ristretta cerchia degli intimi, o può essere parte di pratiche sessuali di gruppo, ormai condivise. In ogni caso, a causa dello squilibrio di potere tra il leader e i seguaci, il contatto sessuale non è mai davvero consensuale e probabilmente è destinato ad avere conseguenze dannose per il seguace.


14. Mancanza di un progetto di vita realistico / Parassitismo

Lo psicopatico tende ad essere molto dinamico, facendo innumerevoli sforzi per "ricominciare da capo alla ricerca di nuovo terreno fertile da sfruttare. Un giorno può apparire come musicista rock, il giorno dopo come un Messia; un giorno come venditore d'auto usate, un altro come fondatore di un programma di autotrasformazione di massa; un giorno come professore universitario, il giorno dopo come il nuovo Lenin che porta la rivoluzione in America".
L'altra faccia della medaglia di questo progetto di vita fluttuante è l'onnicomprensiva promessa futura che il leader fa ai suoi seguaci. Molti gruppi rivendicano come loro obiettivo il dominio del mondo o la salvezza dall'Apocalisse. Il leader è il primo a proclamare la natura utopistica del gruppo, il che di solito è semplicemente un'ulteriore giustificazione dei comportamenti irrazionali e dei controlli stringenti.

Il senso d'importanza del leader è spesso confermato dal contrasto tra il suo stile di vita lussuoso e l'impoverimento dei seguaci. La maggior parte dei leader dei gruppi settari trae sostegno economico dai regali e dalle donazioni degli adepti, che possono subire pressioni affinché devolvano al gruppo gran parte del loro reddito e dei loro beni. La schiavitù, l'induzione alla prostituzione e vari atti illegali a beneficio del leader sono comuni, in un ambiente settario. Questo tipo di sfruttamento illustra adeguatamente il terzo punto indicato da Lifton: l'idealizzazione dal basso e lo sfruttamento dall'alto.

Gli psicopatici tendono anche a preoccuparsi della loro salute, mentre rimangono del tutto indifferenti alla sofferenza degli altri. Possono lamentarsi di essere "sfiniti" dal peso dell' "amore" per i loro seguaci, talvolta affermando di non avere molto da vivere, instillando così paura e senso di colpa negli adepti e alimentando ulteriore sottomissione. Sono molto sensibili alla loro sofferenza e tendono ad essere ipocondriaci, il che contrasta con la loro immagine pubblica di individui dotati di straordinario autocontrollo e di poteri risananti.

Secondo loro, se non si ammalano è merito dei loro poteri, mentre se si ammalano è per la loro "compassione" nell'assumere il karma dei loro discepoli o nel risolvere i problemi del gruppo. Questo, ovviamente, è un altro trucco del guru.


15. Versatilità criminale o imprenditoriale

I leader dei gruppi settari cambiano la loro immagine e quella del gruppo, a seconda delle necessità, per evitare vertenze e procedimenti giudiziari, per aumentare gli introiti e per reclutare adepti. I leader hanno la capacità innata di attirare seguaci che abbiano le abilità e le conoscenze che a loro mancano.
La longevità del gruppo dipende dalla disponibilità del leader ad adattarsi alle necessità e a mantenere in vita il gruppo. Frequentemente, quando le attività illegali o immorali vengono svelate al pubblico, il leader del gruppo settario si sposterà altrove, qualche volta portando con lui i seguaci. Terrà basso il profilo, rimanendo nell'ombra, per poi ritornare a galla in un secondo momento con un altro nome, un nuovo gruppo di facciata, dando così una nuova veste all'imbroglio.

Da "Cuori Prigionieri, Menti Prigioniere" di M. L. Tobias e J. Lalich, pp. 67-69:

Traduzione di Talon 

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