PostHeaderIcon "Bestie di Satana", non parlano

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip
Fra loro Paolo Leoni, detto Ozzy, considerato leader del gruppo
"Bestie di Satana", non parlano
gli ultimi tre giovani arrestati
Esclusa l'ipotesi del "terzo livello" gestito da adulti
Gli inquirenti: "Le 'bestie' sono tutte in gabbia"

VARESE - Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, i tre giovani arrestati all'alba di ieri nell'ambito delle indagini sulle cosiddette "Bestie di Satana", per concorso nell'ideazione e progettazione degli omicidi di Fabio Tollis e Chiara Marino, 16 e 19 anni, scomparsi la sera del 17 gennaio 1998 da Milano. I loro resti vennero ritrovati lo scorso 28 maggio, in un bosco di Somma Lombardo. I tre arrestati sono Paolo Leoni, detto Ozzy, 27 anni, considerato il leader di gruppo, Eros Monterosso, coetaneo, e Marco Zampollo, 26 anni.

I tre sono comparsi davanti al giudice delle indagini preliminari di Busto Arsizio, Adet Toni Novik. Devono difendersi dall'accusa di aver ideato e organizzato il duplice omicidio, forse durante un rito satanico, di Tollis e Marino, ma anche di aver tentato, in almeno due occasioni, di uccidere i due giovani un mese prima del duplice omicidio. A loro carico vi sarebbero intercettazioni telefoniche e le dichiarazioni rese da alcuni dei loro coetanei arrestati lo scorso 4 giugno.

Il primo ad essere portato stamani davanti al gip è stato Eros Monterosso. Non più di dicei minuti, assistito dall'avvocato Patrizio Lepiane, per avvalersi della facoltà di non rispondere. Stessa linea seguita da Marco Zampollo, pure assistito da Lepiane. Ultimo a comparire è stato Paolo Leoni, conosciuto nell'ambiente satanista con il soprannome di Ozzy. Anche lui, difeso dall'avvocato Ettore Traini, non ha parlato.


L'avvocato Lepiane ha affermato che le accuse a carico dei suoi assistiti "sono deboli, gli indizi sono tutti da provare. L'unica cosa appurata sinora - ha precisato - è che si conoscevano perché suonavano nello stesso gruppo, l'Inverted Cross (Croce Rovesciata). I miei assistiti - ha aggiunto - sapevano che stavano indagando su di loro da quando erano stati arrestati gli altri, ma ugualmente hanno preso male la situazione".

Per quanto riguarda Marco Zampollo, il legale ha sostenuto che il giovane necessita di trasfusioni del sangue ogni quindici giorni, quindi ha chiesto al giudice che gli siano concessi gli arresti domiciliari. Domani mattina verrà effettuata la perizia medica.

Stando alle ricostruzioni investigative del procuratore capo di Busto Arsizio, Antonio Pizzi, e del suo sostituto, Tiziano Masini, i tre avrebbero tentato di uccidere Chiara Marino simulando una overdose. Qualche giorno dopo, il 31 dicembre del 1997, nel tubo di scarico della loro auto furono infilati alcuni petardi che, all'accensione del motore, provocarono un incendio. Fabio e Chiara riuscirono a mettersi in salvo miracolosamente. Ma di lì a breve, la notte del 17 gennaio, non ebbero scampo.

Si esclude l'esistenza del sospettato "terzo livello", controllato da persone "adulte", forse della provincia di Torino. Secondo gli inquirenti, con gli arresti di ieri "tutte le Bestie sono in gabbia".
(29 luglio 2004)