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Disegno di Legge contro i ciarlatani

PROPOSTA DI MODIFICHE LEGISLATIVE PER UN MAGGIOR CONTRASTO DEI FENOMENI DI TRUFFA ATTRAVERSO IL MEZZO TELEVISIVO, NONCHE’ PER UNA PIU’ AMPIA TUTELA DELLE VITTIME
 
Presentata alla Camera dei Deputati il 13 maggio 2009 a firma dell’on. Jole Santelli
 
Ratio della proposta di riforma
 
Premesso che l’art. 121 del T.U.L.P.S. vieta espressamente il “mestiere di ciarlatano” e che la nozione di tale mestiere è stata normativizzata nell’elencazione contenuta nel regolamento di attuazione del T.U.L.P.S. (v. art. 231 R.D. 635/40: “ogni attività diretta a speculare sull'altrui credulità, o a sfruttare od alimentare l'altrui pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti, coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi, o millantano o affettano in pubblico grande valentìa nella propria arte o professione, o magnificano ricette o specifici, cui attribuiscono virtù straordinarie o miracolose”), ma che l’unica blanda conseguenza di carattere penale, ad oggi esistente, è il richiamo alla contravvenzione di cui all’art. 661 c.p. (“abuso della credulità popolare”), apparirebbe utile, in un’ottica jure condendo, rafforzare la valenza dell’esercizio del mestiere di ciarlatano quale elemento costitutivo di più grave illecito penale (cioè, un’espressa ipotesi aggravata di truffa), con conseguenze anche civili, prevedendo ex lege la responsabilità patrimoniale dell’emittente televisiva che a qualsiasi titolo tolleri la trasmissione di programmi in cui vengano consumati, esercitando il mestiere di ciarlatano, reati di truffa aggravata, o di abuso della credulità popolare. Tale responsabilità civile dovrebbe, dunque, essere prevista in solido con quella del responsabile, quando dall’attività predetta siano conseguiti danni a persone di cui si sia sfruttata la credulità.
 
Art. 1
 
Modifiche al codice penale (in tema di aggravanti della truffa):
 
L’art. 640, comma 2°, c.p., è modificato come segue :
 
(il numero 2 è così integrato):
“2) se il fatto è commesso nell’esercizio del mestiere di ciarlatano, ovvero ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario, o l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’Autorità;
 
 
(dopo il numero 2 è inserito):
      3)   se il fatto è commesso attraverso l’uso di trasmissioni televisive o radiofoniche”
 
Art. 2
 
Modifiche alla Legge n° 223/1990 (in tema di responsabilità civile):
 
L’ art. 30 della legge 6/8/1990 n° 223 è modificato come segue:
 
Art. 30 – Disposizioni penali e responsabilità civile
 
(Dopo il comma 5 è inserito il seguente comma 5 bis):
“5 bis – Il titolare di concessione privata o pubblica, nonché la persona da questi delegata per il controllo delle trasmissioni sono tutti obbligati, in solido con i responsabili, per il risarcimento dei danni cagionati attraverso i reati previsti dall’art. 640, comma 2 n° 2) e n°  3), c.p. o dall’art. 661 c.p.”
 

 

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