Maga condannata per tentata truffa

Stava attraversando un periodo difficile della sua vita e così decise di rivolgersi ad una cartomante a Maga Margot. Per scacciare il destino funesto che le era stato prospettato acquistò un anello magico da 1.600 euro

Stava attraversando un periodo difficile della sua vita e così, seguendo il consiglio di una dipendente, decise di rivolgersi ad una cartomante, Luigina De Santi, 50 anni, di Mestrino (Padova), in arte Maga Margot. Per scacciare il destino funesto che le era stato prospettato acquistò un anello magico da 1.600 euro. Somma alla quale avrebbe dovuto aggiungere altri 4.800 euro per sottoporsi a un rito propiziatorio. Seguendo l'invito del compagno, però, invece di aprire di nuovo il portafoglio si recò in questura e denunciò la maga. Luigina De Santi è dunque finita sul banco degli imputati con l'accusa di truffa ed estorsione. Processata ieri mattina, la cartomante è stata alla fine condannata a quattro mesi di reclusione (pena indultata), al pagamento di una multa di 3.000 euro e 1.000 di spese processuali, ma solo per il reato di tentata truffa. Lo stesso pm ne aveva peraltro chiesto l'assoluzione. La vittima, allora titolare di un bar, si è costituita parte civile attraverso l'avvocato Maurizio Perego ed ha chiesto 50 mila euro di danni. Il giudice Carlo Ancona non ha però disposto alcuna provvisionale e rinviato in sede civile l'eventuale quantificazione del danno. La difesa, sostenuta dall'avvocato Teresa Ferrante, ha già annunciato che farà appello. Ma veniamo ai fatti contestati, che risalgono a novembre 2005. La barista, che allora gestiva un locale, stava vivendo una situazione difficile. Su consiglio di una cameriera che lavorava per lei decise di rivolgersi alla maga Margot, protagonista in Veneto anche di una trasmissione televisiva. Secondo quanto riportato nel capo di imputazione la cartomante avrebbe prospettato alla donna una serie di lutti. Per allontanare il destino funesto la barista doveva sottoporsi ad un rito magico: costo 4.800 euro. Cifra alla quale si sono aggiunti 180 euro per «la divinazione», che la donna ha pagato, e 1.600 euro per l'acquisto di un anello contro il maleficio, pure sborsati. «La signora - conferma l'avvocato Perego - viveva uno stato di grande prostrazione ed era intenzionata a pagare anche i 4.800: la maga le disse che suo figlio e il marito sarebbero morti perché era stata colpita da una maledizione». Il marito, però, la dissuase dallo scucire altro denaro e la convinse a sporgere denuncia in questura. A questo punto, secondo l'accusa, sarebbero però iniziate le minacce, per convincere la donna a pagare il denaro restante. Come riportato nel capo di imputazione la maga le avrebbe prospettato la visita di propri incaricati e persino la chiusura del locale che gestiva. In aula l'avvocato alla quale in un primo momento si era rivolta la barista ha confermato di avere sentito personalmente una telefonata da parte della cartomante. Una conversazione dalla quale sarebbe emersa la soggezione psicologica della donna nei confronti della maga: «Avrebbe pagato qualsiasi cifra». Alla fine il giudice Carlo Ancona ha condannato Luigina De Santi solo per il reato di tentata truffa, ma l'ha assolta da quella di estorsione. La partita, comunque, non è chiusa: «La signora ha vissuto settimane d'angoscia - conferma il legale - quindi faremo la causa civile».
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