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La rivolta dei maghi

La Ue li costringe a dichiarare: "Non abbiamo poteri, il nostro è solo un gioco"

Molti veggenti l'avevano di sicuro previsto e probabilmente hanno preparato i cartelli in tempo. Da lunedì prossimo ogni chiromante, medium, lettore di tarocchi della Gran Bretagna dovrà avvisare i propri clienti che quello che dice non è necessariamente vero, anzi, ha buone probabilità di non esserlo affatto. Una norma che applica una direttiva dell’Unione Europea contro le vendite commerciali disoneste obbligherà chi si diletta in pratiche esoteriche a dire con chiarezza che ciò che viene offerto non è stato provato sperimentalmente ed è «un semplice divertimento».

Ma come? Io vado dal mago per chiedere se la noiosissima moglie finalmente mi abbandonerà e lui mi avverte, prima dell’agognato responso, che la profezia è da tenersi in scarsa considerazione? E’ vero che siamo abituati alle promesse dei politici, e a comprare pacchetti di sigarette con la scritta che il fumo nuoce gravemente alla nostra salute. Ma tutto questo sembra uno scherzo di Mr. Bean.

E il mago Otelma non ci sta. «Trattasi di una cretineria, anzitutto. E poi di una corposa esibizione di crassa ignoranza da parte di chiunque lo abbia proposto e lo approvi». «Per definire non scientifica la materia - continua Otelma, che si fregia di quattro lauree - occorrerebbe avere certezza del significato del termine “scienza”. Ma anche uno studentello alle prime armi, che abbia frequentato un corso di Storia della Scienza, sa che non esiste una communis opinio sul concetto di Scienza. Ampi studi hanno dimostrato che l’influenza degli astri esiste. E la più grande democrazia del mondo, l’India, ne ha tenuto conto reintroducendo nelle sue università lo studio dell’astrologia».

E se proprio si vuole combattere la credulità, serve par condicio. «Il Vaticano può avere le sue grotte miracolose, le statue che piangono, tutte cose non dimostrabili scientificamente – continua Otelma – e poi il mago nel suo studio deve applicare il cartello. Va benissimo per combattere i truffatori. Ma perché non lo mettiamo anche sulle porte delle chiese? Il problema è che la Chiesa ha paura della nostra concorrenza. Quindi io invito gli operatori dell’Occulto d’Italia e d’Europa, quelli seri, quelli onesti, a ribellarsi a tale manovra sciocca e antidemocratica».

Il provvedimento della Ue suona certo un po’ buffo. E magari pilatesco e ipocrita, ma l’esigenza è seria, grave, doverosa. Il problema infatti non è tanto tornare a Pico Della Mirandola o a Giordano Bruno per stabilire quanto c’è di magico nella scienza e di scientifico nella magia, ma semplicemente cercare di tutelare i tanti ingenui che finiscono preda dei sedicenti maestri di ogni manzia. Le cronache sono piene di poveracci truffati da loschi individui che usano cappelli strani, palle di vetro, malocchi, con l’ausilio di internet e televendite, per sgraffignare denari. Le denunce sono ogni anno migliaia, e quelli che non hanno il coraggio di denunciare, sono ancora di più.

Ma i maghi «seri», dai truffatori, pretendono di essere i primi a prendere le distanze. «Si parla tanto di truffe occultistiche, ma alla fine io sono stato fregato da burocrazia e commercialisti, e ho dovuto fermare la mia attività per un problema con l’Iva», scherza «Magia 2000», alias Giovanni Lucerna, esperto di cartomanzia, psicocibernetica, e molte altre cose. Lo userà il cartello british? «Nessun problema. Anzi, credo sia una cosa giusta. Io ho sempre lavorato così, ho sempre avvertito i miei clienti che non potevo risolvere i loro problemi con delle fatture o dei miracoli. Le mie parole, le mie tecniche, hanno un effetto placebo. Aiutare le persone depresse con il pensiero positivo. Il nostro lavoro è dare il sorriso a chi l’ha perso, non approfittare di chi soffre».

La maga Kirone, astrologa, cartomante, medium, è apprezzata da trent’anni per le sue previsioni. Spiega che non tutti nascono maghi. Anzi, pochissimi possiedono queste arti. E prendere le distanze da «quelli alla Wanna Marchi che vendono pomate meravigliose» è un dovere anche della nostra categoria. «Questo è un mestiere che si fa per amore, non per guadagnare. Io ho sempre mangiato ma non mi sono mai arricchita. E questo i miei clienti lo sanno, come sanno che le mie previsioni funzionano. E, mi creda, essere sensitivi, vedere le cose diverse dalla normalità, talvolta è un gran peso». D’accordo con l’avvertenza inglese? «Sì, non mi darebbe alcun disturbo, la legge è uguale per tutti. Ma i miei clienti, che mi conoscono da anni, credo se ne farebbero un baffo. Loro hanno fiducia nelle mie profezie. Se li avvertissi con la scritta che tutto quello che io dirò loro è un semplice divertimento mi chiederebbero “Ti sei ammattita?”».
BRUNO VENTAVOLI

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