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Zingare-maghe Il bottino supera i 500 mila euro?

INDAGINE "PURIFICAZIONE". Tre i casi

Il bottino delle zingare-maghe esperte nel togliere il malocchio supera i 500 mila euro? È il sospetto dell'autorità giudiziaria che sta conducendo accertamenti dopo l'arresto per truffa aggravata da parte della polizia delle sorelle Beatrice e Carla Poropat, rispettivamente di 50 e 48 anni, accusate di avere raggirato un'impiegata vicentina in crisi esistenziale perché era stata lasciata dal fidanzato. Nell'arco di pochi mesi, fecendo leva sulla capacità di toccare le giuste corde psicologiche, le due sorelle l'avrebbero indotta a scucire in una decina di occasioni 260 mila euro con la promesso di una purificazione che le avrebbe permesso di riconquistare l'amore del suo ex.
In attesa dell'interrogatorio che sarà svolto su ordine del gip di Padova, che ha firmato l'ordinanza di custodia perché i fatti sono avvenuti soprattutto nella città patavina, le Squadre mobili della questura di Vicenza e Padova stanno svolgendo verirfiche su altre due vicende analoghe. E non è escluso, vista la loro attività, che non ci siano altri casi sui quali la magistratura non debba accendere i propri fari. Le due donne, difese dall'avv. Paolo De Meo, ovviamente danno una versione ben diversa da quella dell'impiegata che sarebbe stata spolpata a partire dal luglio 2008 quando aveva consegnato i primi 200 euro di un valzer psicologico che l'avrebbe portata a versare una somma assai ingente. La particolarità del caso è che l'inchiesta è nata da un'intuizione degli agenti del vicequestore Michele Marchese. Hanno visto incontrarsi Carla Poropat, presentatasi come Maria, con la donna vicentina e da quel momento hanno iniziato un lungo pedinamento che ha dato frutto.
«Maria durante i colloqui mi diceva che per potermi guarire avrei dovuto darle dei soldi e così ho fatto», ha riferito la donna agli agenti. La prima consegna del denaro avvenne a Padova in pizza Indipendenza, le successive anche a Vicenza. Le ultime sono state riprese dai poliziotti, quindi la procura di Padova ha chiesto l'emissione dell'ordinanza di custodia per la truffa aggravata. Adesso le indagini riguardano un gioielliere e un altro vicentino che avrebbero versato 330 mila euro per farsi togliere il malocchio.

22/06/2009
Fonte : www.Ilgiornaledivicenza.it

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