Segregata da Santone e costretta ad avere con lui rapporti sessuali

 

SEGREGATA DA "SANTONE" E COSTRETTA A RAPPORTI SESSUALI

ANSA 1 agosto 2005 Per circa due mesi e' stata segregata in un appartamento del quartiere Parioli di Roma da un sedicente 'santone' che, asserendo di purificare la sua anima, la costringeva a quotidiani rapporti sessuali, nell'ambito di alcuni riti. Vittima dell'episodio una donna di 36 anni, dipendente di un ospedale romano. In stato di fermo, su disposizione del pubblico ministero Francesco Dall'Olio della Procura di Roma, e' finito P.L., 41 anni, originario di Palermo. Tutto ha inizio alcuni mesi fa, quando la vittima dell'episodio, insieme al suo compagno, conosce il sedicente 'santone'. Quest'ultimo invita la donna e l'uomo a trasferirsi in casa di una sua conoscente nel quartiere Parioli. Due mesi fa la coppia si trasferisce nell'abitazione e la donna affida ai propri genitori la sua bambina di tre mesi. Nell'appartamento la coppia e' costretta, sotto uno stato di soggezione, a compiere continue preghiere. Secondo quanto accertato dagli agenti del Commissariato Villa Glori, lo stesso santone dettava le regole di comportamento che bisognava avere. Nessuno poteva uscire dalla casa se non in sua compagnia e non potevano utilizzare il telefono cellulare. Era lo stesso 'santone' a scrivere le preghiere che poi dovevano essere recitate piu' volte al giorno. Intorno alle 22, ogni giorno, il 'santone' usciva dall'appartamento dicendo che sarebbe andato a pregare al cimitero. Gli altri invece dovevano rimanere in casa pregando in attesa del suo ritorno. Ma la donna era anche costretta a rapporti sessuali, questo perche', a dire del 'santone', serviva per purificare la sua anima e allontanare il male occulto che si era impossessato di lei. Oltre alle prestazioni sessuali, P.L. pretendeva anche del denaro: la donna ha consegnato in piu' riprese 27.000 euro ed e' stata costretta anche a chiedere un finanziamento per acquistare un'automobile al santone. La vicenda e' terminata con l'intervento della polizia allertata dai familiari della donna, preoccupati perche' da due mesi non dava piu' notizie di se' e non andava piu' al lavoro.

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