Tv, «ore contate» per i maghi

SENTENZA SUI MEDIA
La decisione del Tribunale del Lazio ha confermato i limiti alle trasmissioni che offrono pronostici a pagamento e il divieto di pubblicità ai numeri telefonici collegati

Tv, «ore contate» per i maghi

Il Tar dà ragione all’Autorità per le comunicazioni: niente astrologi, cartomanti e pronostici in video tra le sette del mattino e le ventitré. Per telefoni a luci rosse, chat e massaggerie via libera solo dopo la mezzanotte. La Federazione radio televisioni:a rischio le sorti economiche dell’intero settore

Da Roma Danilo Paolini

Niente cartomanti di giorno in tv, né venditori di oroscopi o numeri al lotto. Al massimo pentole, padelle, cure dimagranti. La delibera dell'Autorità garante per le comunicazioni, emessa l'8 marzo scorso ma poi "congelata" dal Tar del Lazio in attesa di decidere sulla valanga di ricorsi presentata contro il provvedimento, può ora avere corso: nell'udienza del 9 novembre, infatti, lo stesso tribunale amministrativo ha respinto tutte le eccezioni sollevate da decine di tv locali e di gestori di numeri telefonici "speciali" (i vari 166, 899 eccetera).
Le sentenze sono state depositate l'11 novembre. Il divieto del Garante, dunque, è vigente e da rispettare da oltre dieci giorni. Le violazioni, come raccontiamo qui sopra, non mancano. E chi di dovere, come si dice, avrà di che vigilare. Ma tant'è: il Tar del Lazio ha dato ragione all'Autorità garante sulla cosiddetta "delibera Sangiorgi" (dal nome di Giuseppe Sangiorgi, l'ex-commissario che ne fu relatore) in seguito alla quale «le trasmissioni di beni e servizi di astrologia, cartomanzia e pronostici non potranno più essere trasmesse nelle fasce orarie tra le ore 7 e le ore 23». Tali programmi, parimenti a quelli riguardanti chat, messaggerie locali e telefoni a "luci rosse", possono andare in onda soltanto nella fascia oraria notturna, ovvero dalle 24 alle 7.
Contro la direttiva, come detto, si era scatenato gran parte del mondo dell'emittenza locale, per lo più rappresentato dai sodalizi Frt e Aeranti, e il vasto sottobosco di chi fa i soldi commercializzando pretese "previsioni" basate sulle stelle, sulle carte e sulla cabala, generalmente tramite telefonate che costano minimo 1,5 euro al minuto più Iva. Subito dopo la pubblicazione della delibera, che avrebbe dovuto essere applicata a partire dallo scorso 28 maggio, erano perciò stati presentati i ricorsi al Tar del Lazio, che nel corso della camera di consiglio del 25 maggio aveva sospeso in via cautelare l'esecuzione del provvedi mento contestato, fissando l'udienza pubblica per l'esame di merito al 9 novembre.
Udienza che, appunto, ha visto tutti i ricorsi respinti. Ora è praticamente certo che qualcuno, se non tutti i ricorrenti, impugneranno le decisioni del Tar davanti al Consiglio di Stato. Nel suo ultimo bollettino la Frt (Federazione radio televisioni, alla quale aderiscono tutte le tv private nazionali, alcune satellitari e numerose locali) critica aspramente le decisioni dei giudici di piazza Nicosia, parlando di «una sentenza che mette a rischio» addirittura le sorti economiche dell'intero settore. La stessa Frt, dando notizia del ricorso al Tar, aveva paventato il pericolo, a seguito della delibera del Garante, di perdere «risorse pubblicitarie fondamentali».
C'è chi sostiene che, in effetti, il 50% circa del fatturato delle emittenti locali derivi proprio dalle inserzioni e dagli spot di cartomanti, astrologi e numerologi d'ogni risma. All'atto della delibera diversi editori di tv territoriali unirono le risorse per acquistare una pagina di un quotidiano nazionale e rivolgere «un appello alle istituzioni» in nome del «bene più grande, la libertà». Il relatore Giuseppe Sangiorgi, da parte sua, invitò a «non fare finta di niente», dato che «i fatti di cronaca confermano che centinaia di persone s'indebitano per giocare o per rivolgersi a cartomanti e "maghi"».

http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2005_11_23/oggi_frontiere.html

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