Gli abusi sul posto di lavoro sono cosa comune

Non sarebbero solo le grandi aziende asiatiche operanti in Slovacchia a violare i diritti dei loro dipendenti.

Anche tra le aziende slovacche di piccole dimensioni sarebbero diffusi gli abusi di potere basati sul ricatto e la consapevolezza della difficoltà di reperire un nuovo impiego.

Secondo le indagini della stampa slovacca sarebbero imperanti, ad esempio, gli straordinari non pagati. “Alcune settimane abbiamo lavorato anche 80 ore ricevendo pagamenti dimezzati. Chiunque poi chieda qualche ora di permesso, pur impegnandosi a recuperare il tempo perduto, rischia il licenziamento” ha raccontato ai cronisti un anonimo lavoratore impiegato presso un rivenditore di materiale elettrico.

Gli abusi sarebbero all’ordine del giorno, come nel caso di una donna di Bratislava – che lavora 12 ore al giorno, sette giorni su sette, che riceve (da un piccolo negozio di alimentari) un compenso di soli 407 euro al mese.

I colleghi della stampa slovacca hanno accertato il continuo ricorso, da parte delle aziende, a pagamenti irregolari o addirittura “in nero”. Tantissimi sarebbero anche i dipendenti mascherati da lavoratori autonomi proprio allo scopo di ridurre tasse e contributi pensionistici ed assicurativi



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