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Falcone sfida la sacerdotessa

«In aula contatto con gli angeli» Si oppone il presidente Perillo


Il processo alla setta è alla ventitreesima udienza

I tre guru del reiki deviato sono accusati di associazione per delinquere,
omicidio colposo, truffa, circonvenzione di incapace e tentata estorsione

(i. t.) Stanco di ascoltare quelle che per il pm Giorgio Falcone sono le bugie di Rita Dal Dosso distribuite in quantità industriale, in tarda mattinata parte la sua sfida. «Chiedo che l’imputata faccia un contatto con gli angeli», spiega rivolgendosi al presidente del tribunale Giuseppe Perillo (giudici Giovanni Biondo e Michele Bianchi), che con lo sguardo fa capire subito che la richiesta non può essere soddisfatta. Quindi il giudice argomen ta i motivi per i quali la richiesta non può essere accolta.
Del resto, dopo l’estenuante esame e controesame alla quale si è sottoposta la sacerdotessa del reiki costato due morti, per uno dei quali, l’ingegnere Luca Zordan, sono chiamati a rispondere oltre alla stessa Dal Dosso, 52 anni, il compagno psicoterapeuta Fausto Piazzi, 54 anni, e l’economo del gruppo Antonio Pesavento, 64 anni, di Bassano, le strategie processuali sono fin troppo chiare.
Alla ventitreesima udienza del più lungo processo penale mai celebrato nella storia giudiziaria vicentina - è iniziato il 3 novembre 2003 e si concluderà prima dell’autunno -, la difesa lo vuole tirare il più in là possibile, come ha dimostrato il lunghissimo esame dei tre imputati iniziato il 20 ottobre e terminato ieri mattina quando Rita Dal Dosso ha concluso la sua stucchevole esposizione.
I tre imputati devono difendersi dalle pesanti accuse di associazione per delinquere, omicidio colposo, tentata estorsione, circonvenzione di incapace e truffa.
Per farlo hanno attuato un disegno lucido. Luca è morto perché è stata una sua libera decisione quella di smettere di prendere l’insulina. Era il gruppo dell’Accademia a Quargnenta di Brogliano a decidere ogni cosa in piena autonomia. Non c’erano leader, ma tutti erano sull o stesso piano. Si volevano tutti bene per la condivisione di un cammino nel segno degli angeli per una grande levità interiore.
Questo in pillole è il Dal Dosso-pensiero, arrivata a negare con spudoratezza il contenuto delle intercettazioni telefoniche, tanto da far spazientire l’avvocato Emaneule Fragasso junior che ha preferito interrompere il controesame alle 10.25. E più o meno ha fatto l’altro patrono di parte civile Alberto Neri poiché il tono delle risposte volutamente sottotraccia lo infastidiva.
L’imputata rispondendo al pm Falcone (assistito dall’appuntato Cannata) è arrivata a negare l’evidente contenuto di una intercettazione sulla ricchezza di una delle parti civili - il padre delle sorelle Pavan - dando fondo alla sua legittima, ancorché stucchevole tattica difensiva. In ciò sostenuta dal suo legale Pietribiasi (in aula era presente anche Franco Maule per Pesavento). Per le parti civili, invece, erano presenti anche i legali Fernando Cogolato, Francesca Cestaro e Laura Piva.
«In queste udienze - ha spiegato al termine l’ex seguace Maria Teresa Marzotto, maestra in pensione - Rita ha dato il meglio di sé. È una grande manipolatrice e l’ha dimostrato. Ha voluto dare di sé un’immagine dimessa, in realtà recita la parte molto bene. Era lei che decideva e poi mandava avanti sempre gli altri. Lei e Fausto. Mi sono svenata per venire incontro alle loro richieste. È una donna astuta, lo si è sentito quando ha risposto alle domande sulla visita medica alla quale accompagnò Luca Zordan. Per anni siamo stati in suo pugno. Anche uno spiantato come Piazzi si inventò il mestiere di terapeuta e trovò il rifugio nel reiki. Manipolatori del la fragilità altrui, ecco che cosa sono». L’esperienza della setta prosegue in Portogallo dove ha trasferito le tende. Si proseguirà, dopo i primi due di ieri pomeriggio, venerdì prossimo con i testimoni della difesa.

Il Giornale di Vicenza

10 marzo 2007

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