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Quelli che lavano più bianco

Psicosette e brainwashing: quanto tutto comincia con un corso e finisce con il conto in banca in rosso
 

Introvigne non sarebbe d'accordo. Per lo studioso fondatore del Cesnur, il "lavaggio del cervello" è un'espressione insensata.
Non la pensa così il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, che nel 1998 ha diramato un rapporto sul tema, nel quale si legge: «Nella fase di proselitismo e in quella di indottrinamento si usano sistemi scientifici studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad atteggiamenti acritici e obbedienza cieca».

Insomma, stando agli organi inquirenti, la «completa destrutturazione mentale negli adepti», che li conduce spesso «alla follia o alla rovina economica» è la triste realtà che riguarda il mondo delle cosiddette psicosette. Il termine, che ricorre in documenti governativi e di polizia, si riferisce a «movimenti di sviluppo del potenziale umano».

Spesso, comincia tutto con un corso o con la proposta di una terapia condotta da personale privo di credenziali scientifiche. Può trattarsi si lezioni di fitness, di training autogeno, di rilassamento o di corsi aziendali di potenziamento del personale.

Attraverso test e questionari, vengono individuati punti deboli e criticità (chi non ne ha, del resto?) che possono essere risolti grazie a libri e opportuni seminari. Studi, esercizi e meditazione rincorrono il mito della "qualità totale", concetto che negli ultimi 10-20 ha portato a un boom di organizzazioni che s'innestano nel solco delle scuole per managernate in America nel dopoguerra.

Quanti elementi di fideismo ci siano in questi gruppi, non è sempre chiaro. Se Scientology si dichiara apertamente una religione, il metodo Silva Mind Control si professa aconfessionale, così come tanti altri gruppi di consulenza aziendale, che tutt'al più elaborano in senso deistico il concetto di "Energia superiore". Spesso diventano moneta corrente, in questi gruppi di "crescita personale", concetti come karma, aura, chakra, reincarnazione e corpo astrale, rimescolati in quella sorta di sincretismo religioso pronto all'uso.

Recenti studi sociologici hanno individuato le strategie d'azione della psicosetta che metterebbe in atto tecniche di brainwashing (lavaggio del cervello) standardizzate. La fretta di giungere a risultati vistosi, il sovradosaggio delle "terapie", l'eccesso di autostima, la deresponsabilizzazione, un certo inaridimento affettivo e la dipendenza dal gruppo sono elementi che concorrono a costruire un quadro allarmante della situazione psico-sociale in viene a trovarsi l'adepto.

La fase iniziale di avvicinamento dell'adepto comincerebbe con un "love-bombing", un bombardamento affettivo che mira a isolare la persona dalle sue relazioni, affinché sia più plasmabile.

A questo punto che prende avvio la successiva fase di indottrinamento, che passa attraverso ripetizioni ossessive di litanie, rinforzi dell'autostima e la richiesta, anche, di indossare una sorta di "divisa" o di distintivo di appartenenza.

Nella fase di mantenimento, invece, il gruppo cerca di mantere alti i livelli di stress, di affaticamento costante e di pressioni morali e psicologiche, tese a rintuzzare eventuali ripensamenti da parte del soggetto che, ormai allontanato dal suo ambiente, finisce spesso per dissanguare il proprio conto in banca a favore della setta, che a volte non si propone solo come soluzione ai problemi del singolo, ma addirittura di gruppi più estesi, quando non dell'intera umanità. Il che ne aumenta il grado di pericolosità sociale.

Lorenza Provenzano