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Oltre la cronaca di Almese: l'impegno del CeSAP contro l'isolamento settario e il vuoto normativo sulla manipolazione

4 ott
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 6 ott


La recente inchiesta in Val di Susa scoperchia una realtà drammatica e diffusa. In Italia si stima la presenza di centinaia di realtà totalizzanti capaci di intercettare una vasta fetta di popolazione. Il Centro Studi Abusi Psicologici fa chiarezza sul proprio ruolo, offre sostegno e ribadisce l'urgenza di tutele legislative efficaci.

L'indagine giudiziaria denominata "Asmodeo", esplosa pochi giorni fa nella Bassa Val di Susa, ha riacceso i riflettori sulle dinamiche di controllo e sfruttamento psicologico all'interno di apparenti oasi di spiritualità. Al centro del caso che coinvolge la "Fondazione Fiore della Pace" ad Almese vi sono pesanti contestazioni della Procura di Torino, che vanno dalla riduzione in schiavitù e maltrattamenti fino alla violenza sessuale e alla truffa ai danni dello Stato.

Secondo gli elementi emersi in sede investigativa, dietro lo schermo di attività dedicate allo yoga, alla meditazione e alle discipline olistiche si strutturava un vero e proprio sistema coercitivo.

Le condotte ipotizzate descrivono una progressiva spoliazione economica e un isolamento affettivo delle vittime, indotte a cedere ingenti risorse finanziarie in cambio di presunti oggetti miracolosi, mentre il leader occultava la propria operatività dietro falsi sussidi di invalidità.

La dimensione di un fenomeno invisibile

L'episodio piemontese non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un quadro nazionale estremamente preoccupante e in costante espansione, specialmente dopo la crisi pandemica. Le mappature indipendenti elaborate nel corso degli anni evidenziano la presenza di centinaia di realtà settarie o psicosette attive sul territorio nazionale, all'interno delle quali transitano migliaia di cittadini.

La vulnerabilità a queste dinamiche non risparmia nessuno: sebbene i giovani e le persone in transiti biografici complessi siano i soggetti più esposti, tra gli affiliati figurano stabilmente professionisti e individui con elevata scolarizzazione.

Il panorama emerso dalle segnalazioni è variegato e si divide principalmente in tre grandi macro-aree:

  • Gruppi che fanno leva su promesse di salute, benessere interiore e terapie alternative (le cosiddette "psicosette").

  • Movimenti a forte caratterizzazione pseudo-religiosa o millenaristica.

  • Circuiti focalizzati sull'esoterismo, sullo spiritualismo commerciale o su logiche di controllo piramidale.

A questo scenario si affianca il mercato parallelo del sommerso magico ed esoterico che, secondo i dati dell'Osservatorio Antiplagio, attira una quota consistente della popolazione italiana (circa un cittadino su cinque), alimentando un giro d'affari miliardario basato sulla vulnerabilità emotiva.

CeSAP: monitoraggio scientifico e accoglienza per le vittime

In questo contesto, il CeSAP (Centro Studi Abusi Psicologici) porta avanti da oltre un quarto di secolo un'azione costante di informazione e supporto. È doveroso specificare che il CeSAP non possiede funzioni di polizia giudiziaria né compiti investigativi: l'inchiesta di Almese è frutto esclusivo del lavoro dei Carabinieri e dei magistrati torinesi.

L'attività dell'associazione si focalizza sull'analisi scientifica del fenomeno, sulla ricezione delle segnalazioni e sul sostegno clinico e legale a chi sceglie di uscire da tali circuiti o ai loro familiari. Solo nel corso del 2023, la struttura ha gestito più di 3.500 contatti e richieste d'aiuto.

Relativamente alla realtà di Almese, il CeSAP aveva già raccolto in passato elementi di preoccupazione attraverso alcune segnalazioni. Confermiamo la nostra totale disponibilità a supportare, psicologicamente e legalmente, chiunque sia rimasto coinvolto o i parenti che cercano risposte. Le nostre linee di comunicazione sono aperte.

Come evidenziato dalla presidente del CeSAP, la d.ssa Lorita Tinelli, le metodologie di aggancio si sono fortemente evolute con il digitale. I primi contatti avvengono oggi frequentemente online (social media, forum, chat), per poi transitare verso dinamiche classiche: una fase iniziale di accoglienza empatica totalizzante (love bombing) mirata a intercettare la fragilità del singolo, seguita dalla progressiva rottura dei ponti con la realtà esterna per ottenerne il controllo identitario ed economico.

Il nodo normativo: il diritto di fronte alla manipolazione mentale

La gravità delle vicende recenti ha dato nuovo impulso al dibattito parlamentare promosso per colmare il vuoto di tutela sulla manipolazione mentale. Le audizioni istituzionali hanno evidenziato la complessità nel circoscrivere e perseguire queste condotte quando colpiscono adulti pienamente capaci, ma temporaneamente fragili, rendendo la fattispecie della circonvenzione di incapace uno strumento spesso inefficace.

Sul piano del dibattito scientifico e dottrinale si registrano tuttavia posizioni contrapposte che richiedono estrema chiarezza concettuale:

  • La tesi riduzionista: Alcuni esponenti della sociologia delle religioni sostengono che la categoria stessa di condizionamento non disporrebbe di basi cliniche e che la giurisprudenza sovranazionale (inclusa la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) escluderebbe l'esistenza di tecniche sanzionabili di "lavaggio del cervello", equiparandole a normali forme di influenza sociale e persuasione non vietabili per legge.

  • La ferma rettifica del CeSAP: Riteniamo scientificamente e giuridicamente improprio attribuire alla Corte Europea la "certificazione di inesistenza" della manipolazione mentale. Confondere i legittimi limiti giurisdizionali che le corti pongono all'ingerenza dello Stato con una conclusione scientifica sul fenomeno significa chiedere a un organo giuridico ciò che spetta esclusivamente alla ricerca empirica stabilire.

Allo stesso modo, è epistemologicamente errato escludere la manipolazione basandosi sul presupposto che non vi sia un annullamento totale e istantaneo della volontà dell'individuo.

La manipolazione psicologica non è la cancellazione della scelta, bensì l'alterazione progressiva e sistematica delle condizioni ambientali, informative ed emotive in cui tale scelta si forma.

Di conseguenza, l'atto della scelta e la sottomissione manipolatoria non si escludono affatto. Equiparare questi processi distruttivi alla comune propaganda pubblicitaria o alla persuasione quotidiana non confuta il fenomeno; semplicemente lo elude, lasciando le vittime senza difesa. A differenza di tali assunti, la letteratura scientifica globale ha ampiamente documentato la specificità della manipolazione psicologica coercitiva, e diversi ordinamenti internazionali si sono già dotati di norme mirate per sanzionare questi abusi.

Verso una rete di protezione comune

Il caso di Almese dimostra la necessità di mantenere alta la guardia di fronte a tecniche di condizionamento sempre più raffinate.

Il CeSAP assume come priorità strategica quella di accogliere e affiancare le potenziali vittime della struttura piemontese facente capo al presunto Malatesta, costituendo per loro uno spazio protetto, competente e privo di giudizio.

L'arma più forte resta la consapevolezza diffusa. Invitiamo parenti e cittadini a prestare attenzione a segnali quali repentini isolamenti relazionali, richieste economiche ingiustificate o l'imposizione di una dipendenza emotiva in nome di percorsi spirituali. Uscire dal silenzio è il primo passo per riprendere in mano la propria vita. [10, 11]

Si ricorda che, in linea con il principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità penale dell'indagato Bruno Antonio Malatesta dovrà essere accertata e confermata soltanto tramite sentenza passata in giudicato.


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Il CeSAP offre assistenza psicologica e legale alle persone vittime di abusi.

Parallelamente, l'associazione svolge un'intensa attività di formazione e sensibilizzazione sul tema, organizzando corsi, convegni e conferenze, per garantire un alto profilo scientifico e culturale.

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