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Il caso della veggente di Trevignano e la sua madonnina che piange sangue

Di lei nessuna traccia dallo scorso 6 aprile, in compenso è su ogni giornale e viene citata in ogni trasmissione tv. Si tratta della veggente 53enne Gisella Cardia, il vero nome è Maria Giuseppa Scarpulla, che ogni 3 del mese radunava frotte di fedeli intorno alla sua statuetta della Madonna, diventata famosa per aver pianto lacrime di sangue. La donna prometteva miracoli e guarigioni, invitava i fedeli alla preghiera e non si è tirata indietro nel raccogliere le laute somme che le venivano offerte.

Trevignano Romano, località a pochi passi dal lago di Bracciano, luogo in cui avvenivano gli incontri con la veggente, è invasa da cronisti, avidi di dettagli, che cercano di scoprire qualcosa in più di questa storia e della protagonista, già nota alle cronache per una condanna nel 2013 a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. I sedicenti veggenti ci sono sempre stati, ciò che stupisce ancora è come mai non vengano smascherati immediatamente. Perché ci si fida ciecamente di chi non teme di fare grandi promesse e di chi si permette di far leva sulla fragilità e l’emotività delle persone.

Dai giornali si apprende che dopo aver scontato la pena, la donna ha fatto un viaggio a Medugorje, comprando una statuina della Vergine (anche lì i veggenti hanno fatto fortuna con le presunte apparizioni della Madonna, creando un business di successo, lo si vede benissimo andando a visitare il piccolo paesino bosniaco) e ritornata a Trevignano ad un certo punto si è accorta che la statua ha iniziato a lacrimare sangue. Era intorno al 2016. Da qui il passaparola e l’inizio dell’esposizione ai fedeli, che arrivano numerosi. Portando con loro speranze, preghiere e offerte. Anche cospicue, come quella di Luigi Avella, 70 anni, ex funzionario del ministero dell’Economia laureato in giurisprudenza e teologia, che ha confessato di aver donato a Gisella Cardia 123 mila euro, di cui 30 mila al marito della donna e gli altri alla Onlus Madonnina di Trevignano. «Devo dire la verità: nessuno dei due mi ha mai chiesto soldi. Ma sapevo che ne avevano bisogno» - ha affermato il donatore.


Come nelle più classiche storie, anche in questo caso la veggente ha iniziato a ricevere i messaggi della Vergine, non tanto rassicuranti poi: «I figli delle tenebre vi stanno attanagliando, ricordate che la sofferenza offerta sarà grazia», è l’ultimo, quello del 3 aprile; e ancora: «Siate sempre pronti, perché questa battaglia sarà forte e tutto sboccherà in una grave guerra, ma ancora voi continuate a vivere come sempre e con indifferenza. Aprite i vostri cuori figli, i vostri cuori di pietra e fate entrare la luce di Dio», come puntualmente hanno riportato diversi giornali.

L’incantesimo si spezza quando lo scorso 6 aprile un investigatore privato ha presentato un esposto contro la donna, nel quale sostiene che le lacrime della Madonna sono solo sangue di maiale. Intanto la procura di Civitavecchia dovrà valutare se aprire un’indagine, mentre la diocesi di Civitacastellana ha istituito una commissione per effettuare «un’indagine previa, finalizzata ad approfondire l’eventuale fenomenologia dei fatti, che si verificano da qualche tempo a Trevignano Romano».


Eppure anche nella Chiesa c’è chi sapeva ciò che si stava consumando da tempo in quel luogo e non ha fatto nulla per evitare il peggio. Anzi, sempre da quello che si legge e dalle testimonianze di chi ha seguito gli incontri, pare che il miracolo delle lacrime fosse accreditato dall’ex vescovo, che aveva un buon rapporto con la veggente. E per questo molti credenti hanno iniziato a fidarsi di lei.

Da parte sua monsignor Romano Rossi ha spiegato che il suo sostegno è stato esclusivamente "per il rosario non per le apparizioni sulle quali nessuno mai si è pronunciato, non per le presunte lacrime. All'epoca in cui ero a capo della diocesi mi era stata chiesta l'autorizzazione di ritrovarsi una volta alla settimana per la recita del Rosario e non potevo certo oppormi alla preghiera del rosario". Insomma, per raccattare fedeli si preferisce chiudere un occhio su alcuni importanti dettagli.


Intanto la veggente è sparita, ha lasciato i fedeli increduli e a bocca aperta. Spuntano ogni giorno nuovi dettagli sulla vicenda e cresce l’indignazione nei suoi confronti, ma la sua avvocata garantisce: «Benché mai può essere vero che abbia prelevato soldi dai conti della onlus. Vive asserragliata per paura di aggressioni non solo verbali da parte di terzi – dice Anna Orlando su Fanpage -. Gisella Cardia prima di Pasqua come del resto gli anni scorsi è stata male, relativamente alle sofferenze che patisce in concomitanza delle festività. Il periodo che precede la Pasqua è sempre stato per lei di sofferenza fisica, quest’anno gravato particolarmente da tutta una serie di attacchi mediatici che sta ricevendo su più fronti, molti dei quali privi di fondamento. Questo scavare nel privato delle persone, il sensazionalismo a tutti i costi, a mio avviso non è informazione. Se ha questa necessità di stare da sola e in preghiera la rispetto».


Come se non fosse lecito scavare per scovare un impostore che non si è fatto scrupoli di ingannare la gente.


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