L'Italia irrazionale fotografata dal Censis

Aggiornamento: 4 gen

Le manifestazioni in piazza di chi protesta contro le disposizioni governative a tutela della salute sono solo la punta di un enorme iceberg di un folto gruppo di italiani che crede nella pseudoscienza e in teorie complottiste, che nega la presenza del virus e che incita alla ribellione. Una fetta della società che sempre più rifugge dalle tradizionali fonti di informazione a favore di una modalità di diffusione delle notizie dal basso, senza nessuna garanzia sull’affidabilità o veridicità delle notizie.


A fotografare meglio la situazione sono i dati diffusi nell’ultimo rapporto Censis, pubblicato il 3 dicembre 2021, nel capitolo “La società irrazionale”, che testimoniano la tendenza in Italia a propendere verso un racconto della realtà basato su teorie irrazionali.

Eccole le percentuali rilevate: il 31,4% crede che il vaccino sia ancora in fase di sperimentazione e che i vaccinati siano cavie; per il 10,9% il vaccino non è efficace; per il 5,9% (circa 3 milioni di persone) il Covid-19 è un’invenzione; e il 12,7% afferma convintamente la dannosità della scienza.

È internet, con la sua velocità d’accesso e facilità di connessione tra gli utenti, che permette una narrazione alternativa, in particolar modo i social meno controllati come Telegram: un gran calderone dove temi di politica (interna ed estera, in particolar modo per gli Usa), teorie economiche, tecnologia, emergenza sanitaria, letti in un’accezione catastrofista, vengono poi farciti da credenze rientranti nel movimento New Age (ad esempio una forte spiritualità o l’attesa di un mondo basato su nuovi principi), in cui i non vaccinati sono gli unici in grado di discernere la verità e a resistere alle imposizioni del governo, che appare sempre il nemico del popolo.

Il rapporto Censis rivela, difatti, che: “Per il 67,1% degli italiani esiste uno “Stato profondo”, cioè il potere reale è concentrato, in modo non pienamente democratico, nelle mani di un gruppo ristretto di potenti, composto da politici, alti burocrati e uomini d’affari; per il 64,4% le grandi multinazionali sono le responsabili di tutto quello che ci accade; per il 56,5% esiste una casta mondiale di superpotenti che controlla tutto”. E ancora, il 39% degli italiani crede nel “gran rimpiazzamento” secondo il quale i migranti porteranno ad una sostituzione etnica nei territori; il 19,9% afferma che il 5G sia usato dalle élite per controllare la popolazione; il 10,0% nega lo sbarco sulla Luna e il 5,8% è convinto che la Terra sia piatta.



Di certo le cause che hanno portato a questi dati sono molto più radicate e lontane nel tempo rispetto al periodo pandemico. È però vero che la polarizzazione delle notizie sul web, la necessità della persona a trovare risposte facili, il non cercare l’approfondimento, la scarsa cultura scientifica e la crisi decennale dei mezzi tradizionali di comunicazione, con il perenne tentativo di discredito degli stessi da parte della politica, la crisi economica e l’incertezza sul futuro, sono solo alcuni dei fattori che hanno contribuito a dare spazio al pensiero irrazionale. E questo lascia intravedere un percorso tutto in salita per chi si occupa di scienza e comunicazione.

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