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Sette e Mafie: il resoconto del convegno del 1 Ottobre a Bari, tra testimonianze, dinamiche di controllo e vuoti legislativi

6 ott
Tempo di lettura: 3 min

Il 1° ottobre, la splendida cornice della chiesa di San Carlo Borromeo a Bari ha ospitato il convegno "Sette e Mafie", un evento cruciale organizzato dall'Associazione CeSAP OdV (Centro Studi Abusi Psicologici) in stretta collaborazione con il Coordinamento Regionale di Libera - Puglia e l'Associazione La Pulce nell'Orecchio.

L'incontro ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, unito per fare luce sulle profonde e inquietanti analogie che legano il modus operandi delle organizzazioni settarie a quello dei clan mafiosi.

Le assonanze strutturali: segretezza e infiltrazione

I lavori sono stati aperti da Don Angelo Cassano, referente di Libera Puglia, che ha introdotto il cuore del dibattito tracciando i punti di contatto tra sette e mafie:

  • La cultura della segretezza e dell'omertà

  • L'isolamento progressivo delle vittime

  • L'aggressività sistematica nei confronti dei dissidenti

  • La spiccata capacità di infiltrarsi all'interno delle istituzioni

La macchina del fango: distruggere la reputazione dei critici

La dottoressa Lorita Tinelli, psicologa, presidente del CeSAP e moderatrice dell’incontro, ha arricchito il dibattito condividendo la sua esperienza sul campo, segnata da oltre vent'anni di attacchi subiti da parte degli apologeti delle sette.

La dottoressa Tinelli ha lanciato un monito chiaro: «Oggi i critici non vengono più sciolti nell'acido, bensì deturpati nella reputazione». Affondare i critici attraverso azioni civili e penali pretestuose, minacce, pedinamenti e campagne diffamatorie — documentate durante il convegno con fotografie esplicative — significa distruggere la loro credibilità e, di conseguenza, togliere loro la voce.

Subito dopo, il dottor Luigi Corvaglia (Vice Presidente CESAP) ha analizzato l'aspetto tecnico e scientifico di questo fenomeno, spiegando come i membri e gli apologeti delle sette incarnino il principio mafioso: da un lato reclutano, dall'altro distruggono. Corvaglia ha mostrato come questa strategia arrivi a inquinare persino l’ambito della ricerca scientifica, mistificando i concetti e spacciando per valide, anche delle ricerche che la scienza non ha mai riconosciuto.

Il dolore dei familiari e le storie delle vittime

Il momento più toccante e di forte impatto emotivo per il folto pubblico in sala è stato quello dedicato alle testimonianze dirette:

  • La storia di Roberta Repetto: La dottoressa Rita Repetto, presidente de La Pulce nell'Orecchio, ha ripercorso nei dettagli la drammatica vicenda della sorella Roberta, vittima di un centro olistico che l'ha condotta alla morte. Ha descritto con lucidità sia le dinamiche di manipolazione interna al centro, sia il complesso percorso giuridico che ne è seguito.

  • Le vittime indirette: La parola è passata a due genitori. Pinuccio, che ha perso suo figlio Michele Fazio in una sparatoria mafiosa a Bari Vecchia, pur appartenendo ad una famiglia totalmente estranea ai clan mafiosi e la signora Tonia, che ha raccontato il dramma di sua figlia, reclutata a sua insaputa da un pastore, al punto da rinunciare ai suoi due figli maggiori e alla sua vita precedente.

Il quadro legale: i vuoti normativi sulla manipolazione

L’Avv. Paolo Florio, membro del direttivo del CeSAP, ha offerto un'importante riflessione giuridica, ricordando che in Italia una legge specifica sul reato di mafia è arrivata solo nel 1982, mentre oggi persistono ancora dei vuoti legislativi gravissimi sul tema della manipolazione mentale.

A dimostrazione dei rischi estremi che corrono le persone, l'avvocato ha illustrato il caso di una vittima caduta due volte nella trappola della stessa setta: prima reclutata e poi, al momento del tentativo di fuoriuscita, sottoposta a un rito sciamanico durante il quale le sono stati somministrati due aghi di tasso nel tentativo di ucciderla. Fortunatamente la vicenda ha avuto un esito diverso dalle aspettative e quel gruppo è oggi sotto indagine.

L'impegno delle istituzioni per il futuro

In chiusura, il dottor Victor Laforgia (consigliere al Comune di Bari e vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia) ha espresso la massima disponibilità a raccogliere tutte le osservazioni e i suggerimenti emersi durante il convegno, con l'obiettivo di attivare concretamente le istituzioni sul territorio. L'evento si è concluso con un lungo e partecipato dibattito alimentato dalle domande del pubblico.

Per il CESAP, La Pulce nell'Orecchio e Libera Puglia, questo appuntamento rappresenta solo una tappa: il programma di sensibilizzazione, informazione e contrasto agli abusi psicologici proseguirà con determinazione in questa direzione.


ALCUNE FOTO DELL'EVENTO


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Il CeSAP offre assistenza psicologica e legale alle persone vittime di abusi.

Parallelamente, l'associazione svolge un'intensa attività di formazione e sensibilizzazione sul tema, organizzando corsi, convegni e conferenze, per garantire un alto profilo scientifico e culturale.

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