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Processo per diffamazione a tre membri del centro Anidra

Avevano rilasciato delle dichiarazioni in cui definivano Cesap e Favis

"Pseudo associazioni, dalla dubbia legalità e credibilità, in lotta per il ripristino del reato fascista di plagio, già abrogato perché incostituzionale, vogliono equiparare e far credere che i centri olistici siano delle sette" e a seguire "ricerca di pubblicità a buon mercato da parte di profittatori privi di ogni cognizione di causa".


Ora le indagini preliminari sono concluse e i tre firmatari dell'articolo pubblicato sul sito del centro olistico Anidra, andranno a processo. Si tratta di Francesca Cambi, portavoce di Anidra, Teresa Cuzzolin, amministratore unico e Vincenzo Lalla, giornalista.


Le associazioni CeSAP (Centro studi sugli abusi psicologici) e Favis (Associazione familiari delle vittime delle sette) dopo le prime informazioni sul caso della morte di Roberta Repetto, emerse dalle indagini, si sono attivate per sollecitare gli enti preposti nel promuovere azioni contro la diffusione di trattamenti medici e teorie prove di fondamento scientifico.

La risposta dal centro Anidra è arrivata con un articolo sul sito della struttura (maggio 2021), ripresa poi da alcuni organi di stampa.


Per questo Cesap e Favis seguite dagli avvocati Donatella Casini e Paolo Florio di Firenze, hanno deciso di querelare gli autori. Ora si andrà a processo il prossimo 14 marzo.


"Ricordiamo che Cesap e Favis si impegnano a rappresentare tutte le vittime e le famiglie che avessero subito danni all’interno del Centro olistico Anidra - afferma la dottoressa Lorita Tinelli, presidente del Cesap -. Intanto anticipo che se il processo andasse come speriamo, il Cesap devolverà una parte del ricavato come parte civile all’associazione "La pulce nell’orecchio", fondata dalla sorella di Roberta, Rita Repetto".


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