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L'ok dal giudice: Cesap parte civile nel processo contro la "Setta delle Bestie"

Il Cesap costituito parte civile nel processo contro Gianni Maria Guidi e altre 27 persone appartenenti alla cosiddetta “Setta delle Bestie”, per il reato di riduzione in schiavitù.


È un importante risultato per il Centro Studi sugli Abusi psicologici quello ottenuto ieri durante l’udienza preliminare a Torino riguardante il caso della cosiddetta “Setta delle bestie”, il gruppo capeggiato da Gianni Maria Guidi, farmacista 78enne, conosciuto come «dottore» e altre 27 persone adepte.

La setta, che operava tra Piemonte e Lombardia, aveva base in una casa in località Cerano, nel novarese, teatro da oltre 30 anni violenze e pratiche sessuali nei confronti di donne, spesso minorenni, ridotte poi in schiavitù.


“Durante l’udienza preliminare è stata discussa l’ammissibilità della costituzione delle parti civili – ha affermato l’avvocato Marco Marzari -. I difensori degli imputati hanno chiesto l’esclusione del Cesap e invece il giudice ha confermato la nostra presenza. La presenza del Cesap, associazione che rappresento, è molto importante nella difesa degli interessi delle vittime degli abusi e nella lotta contro la manipolazione mentale”.


Il processo verrà discusso il prossimo 14 ottobre.


“Ritengo fondamentale la nostra presenza nei processi come questo, dove sarà possibile mettere la nostra pluriennale esperienza e le nostre competenze al servizio di una istituzione giudicante, affinché le vittime possano essere tutelate e ottenere la giusta giustizia – è il commento della presidente del Cesap, la dottoressa Lorita Tinelli -. Ovviamente rappresenteremo in questo modo tutti coloro che vivono esperienze similari e che non sempre hanno il coraggio di farsi avanti”.



1 commento

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1 Kommentar


Costantino Nardella
Costantino Nardella
30. Juni 2022

Notizia importantissima, la commento da avvocato. Credo che per le associazioni costituirsi parte civile sia un modo efficace per esercitare la difesa delle vittime di questi reati che per lo più restano impuniti, sia per mancanza di denunce, sia per le note carenze legislative in tema di manipolazione mentale. Mi piacerebbe continuare a ricevere notizie sul processo in questione. Ad esempio sfugge completamente quale sia stata la "filosofia accattivante" che abbia permesso a questo "dottore" di operare per 30 anni senza mai rispondere di nulla. Un ringraziamento a quanti si impegnano nella lotta contro le sette.

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